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Test automatici in autonomia

/ Test automatici in autonomia

 
Un player primario del settore banking-insurance ci ha chiesto di produrre test automatici, per i quali abbiamo configurato le varie chiamate ai servizi selezionati appartenenti a procedure di cui forniamo, per lo stesso cliente, il servizio di application maintenance.
 
 
Un player primario del settore banking-insurance ci ha chiesto di produrre test automatici, per i quali abbiamo configurato le varie chiamate ai servizi selezionati appartenenti a procedure di cui forniamo, per lo stesso cliente, il servizio di application maintenance. Si tratta di un aspetto fondamentale, in quanto ci garantisce piena autonomia operativa, senza dover ricorrere a interventi interni a supporto.

Nel caso specifico, abbiamo selezionato procedure che vengono richiamate trasversalmente nel sistema di funzioni del committente. Spesso modificare servizi - soprattutto se esposti tramite web service e richiamati da numerosi consumer - è oneroso, in particolare in termini di tempistiche per i test di non regressione.

Il sistema che abbiamo adottato mette invece a disposizione dell’utente, e dell’autorità che segue il change applicativo, un pacchetto di test preconfezionato che può essere lanciato sia negli ambienti evolutivi che in produzione, senza dover riscrivere, ogni volta, la sezione di test di non regressione.

Lo strumento utilizzato per il progetto è Soapui: opportunamente configurato, permette di eseguire, tramite un batch, una serie di test case puntando a un ambiente piuttosto che ad un altro.

Chi volesse sfruttare questi pacchetti non deve far altro che scaricarli dal repository su una macchina dove sia stato installato Soapui, e lanciare i batch indicando l’ambiente sul quale si vuole eseguire il test. In output viene restituito un piccolo riepilogo dei test eseguiti con il relativo esito. Contestualmente per ogni chiamata viene prodotto un file di log con i dati di input/output e gli eventuali messaggi d’errore in caso di ko.

Questi pacchetti, oltre che nel change applicativo, risultano essere molto utili anche in alcune attività di running, come i test relativi alle prove di disaster recovery o il patching dei sistemi operativi sui server. In quest’ultimo caso, per i sistemi più critici, al termine dell’applicazione delle patch con il riavvio dei server viene eseguita una serie di test al fine di capire se tutte le funzioni sono tornate online e disponibili. Disporre di un pacchetto pronto all’uso può ridurre i tempi delle verifiche e diminuire notevolmente il rischio che non tutti i check previsti vengano eseguiti.

Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, responsabile Servizio AM Dipartimentale Side Soft