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Remote Working: 5 passaggi fondamentali

/ Remote Working: 5 passaggi fondamentali

 
A fine febbraio il lockdown non era ancora scattato ma il nostro presidente, Davide Costa, ci ha dato disposizioni per centralizzare tutte le richieste dei colleghi in vista dell’attivazione del protocollo di remote working. Il gruppo Network si è subito attivato per mettere a sistema le procedure necessarie a rendere operativo lo smart working per il 99% del personale dipendente.
 
 
A fine febbraio il lockdown non era ancora scattato ma il nostro presidente, Davide Costa, ci ha dato disposizioni per centralizzare tutte le richieste dei colleghi in vista dell’attivazione del protocollo di remote working. Il gruppo Network, costituito due anni fa e composto da alcuni colleghi e dal vice presidente Roberto Pasqualini, si è subito attivato per mettere a sistema le procedure necessarie a rendere operativo lo smart working per il 99% del personale dipendente.

Abbiamo seguito cinque passaggi fondamentali.

Per rendere fruibili le risorse presenti sui server aziendali - documenti, programmi, utility - sono state acquistate nuove licenze per l’accesso da remoto verso la rete interna. Sui pc dei colleghi sprovvisti degli strumenti per collegarsi da remoto alle risorse dei clienti, abbiamo installato i client e contestualmente abbiamo richiesto all’organo preposto l’attivazione dell’app di generazione degli otp, acronimo di One-Time Password.

Abbiamo evaso le richieste di apertura firewall per consentire alla rete Vpn, utilizzata per svolgere le attività da casa, di accedere alle risorse presso i nostri clienti. Le richieste sono state numerose e se la situazione si protrarrà ancora a lungo, ne serviranno di nuove.

Abbiamo abilitato e condiviso una suite di strumenti per la comunicazione a distanza: Google Hangouts e Google Meet per le videoconferenze con i clienti, Microsoft Teams come hub per la collaborazione interna e per la formazione a distanza.

Uno dei punti di forza dell’azienda è rappresentato dalla capacità di documentare tutto ciò che può essere utile a un collega. Quando un’anomalia viene superata con successo, il troubleshooting e la soluzione vengono descritti in documentazioni migrate e condivise online su un sito SharePoint, appositamente acquistato dall’azienda. In questo modo, è sufficiente essere connessi ad internet per poter usufruire delle informazioni, ed eventualmente arricchirle.

Tutto sta funzionando senza problemi ma ci auguriamo che in futuro lo smart working possa essere soltanto una scelta, e non un’imposizione legata a un evento così grave come il Covid-19.

Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, analista programmatore, e Giulia Trevisi, analista funzionale di Side Soft