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  • Come funziona il Sappiamo che il nostro team è fatto di persone speciali e di professionisti straordinari, e ogni tanto ci arrivano le “recensioni” nero su bianco.

    Come quella che condividiamo qui, a dimostrazione del fatto che anche in assetto remote working non molliamo un colpo, esattamente come prima dell’emergenza Covid-19.

    Così ci ha scritto nei giorni scorsi il project manager di un’organizzazione bancaria dopo la soluzione di una criticità riscontrata  in fase di release di una procedura: “quello che poteva essere un facile rilascio, ad un certo punto è diventato un problema, che solo in un secondo tempo si è rivelato banale. Vorrei sottolineare la grande disponibilità dimostrata da Sidesoft, nelle persone di Stefania Negri e Daniele Zanoni, che si sono prodigati fino a tarda ora per cercare di capire il problema che, come tutti i problemi banali, sono tali solo quando li hai capiti. Credo sia stato un bell'esempio di molte cose che funzionano nel sistema informativo: lo spirito di collaborazione anche tra uffici diversi, il rapporto di partnership che si è riusciti a costruire con certi fornitori, il senso di responsabilità di ognuno nell'affrontare i problemi. Grazie ancora a tutti”.

    Quando parliamo di metodo Side Soft intendiamo proprio questo, un modo di costruire i progetti one-to-one, che scende in profondità nelle esigenze del cliente e della sua azienda, innestando nella customer experience il benessere e la qualità delle relazioni, per andare oltre la pura soddisfazione professionale.

    Roberto Pasqualini, vice presidente di Side Soft, è autore di questo articlolo.
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  • Sappiamo che il nostro team è fatto di persone speciali e di professionisti straordinari, e ogni tanto ci arrivano le “recensioni” nero su bianco.

    Come quella che condividiamo qui, a dimostrazione del fatto che anche in assetto remote working non molliamo un colpo, esattamente come prima dell’emergenza Covid-19.

    Così ci ha scritto nei giorni scorsi il project manager di un’organizzazione bancaria dopo la soluzione di una criticità riscontrata  in fase di release di una procedura: “quello che poteva essere un facile rilascio, ad un certo punto è diventato un problema, che solo in un secondo tempo si è rivelato banale. Vorrei sottolineare la grande disponibilità dimostrata da Sidesoft, nelle persone di Stefania Negri e Daniele Zanoni, che si sono prodigati fino a tarda ora per cercare di capire il problema che, come tutti i problemi banali, sono tali solo quando li hai capiti. Credo sia stato un bell'esempio di molte cose che funzionano nel sistema informativo: lo spirito di collaborazione anche tra uffici diversi, il rapporto di partnership che si è riusciti a costruire con certi fornitori, il senso di responsabilità di ognuno nell'affrontare i problemi. Grazie ancora a tutti”.

    Quando parliamo di metodo Side Soft intendiamo proprio questo, un modo di costruire i progetti one-to-one, che scende in profondità nelle esigenze del cliente e della sua azienda, innestando nella customer experience il benessere e la qualità delle relazioni, per andare oltre la pura soddisfazione professionale.

    Roberto Pasqualini, vice presidente di Side Soft, è autore di questo articlolo.
  • New Tool, buona la prima!Si è svolto come da copione il rilascio del Mocking Framework, il tool che abbiamo sviluppato per supportare progetti in modalità DevOps anche in ambiente mainframe.

    Lo strumento, progettato e realizzato dalla nostra divisione Ricerca & Sviluppo, è attualmente nelle disponibilità di un importante player bancario, che lo sta utilizzando per le fasi di testing e di certificazione del software, tra le più onerose all’interno di una progettazione IT.

    L’individuazione di bug o non conformità assume infatti un costo crescente con l’avanzare dello stato del progetto. Oggi l'approccio DevOps permette di creare un ecosistema di strumenti e metodologie utili a integrare e automatizzare la fase di testing nel ciclo di vita del software.

    Nel mondo mainframe esistono diverse soluzioni che permettono di interagire con le automazioni DEVOPS, ma rispetto al mondo distribuito esistono meno strumenti che supportino le attività di test.

    Siamo partiti da questo deficit per dar vita a un’innovazione che mancava.

    In particolar modo, abbiamo sentito l'esigenza di creare un framework che ci consentisse di configurare in maniera semplice dei mock da utilizzare nelle fasi di test.

    Abbiamo così creato un tool che con facilità e immediatezza permette, anche agli utenti senza competenze di programmazione, di implementare funzionalità di mocking negli ambienti evolutivi.

    Daniele Pedrelli, business developer di Side Soft, è autore di questo articolo.
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  • Si è svolto come da copione il rilascio del Mocking Framework, il tool che abbiamo sviluppato per supportare progetti in modalità DevOps anche in ambiente mainframe.

    Lo strumento, progettato e realizzato dalla nostra divisione Ricerca & Sviluppo, è attualmente nelle disponibilità di un importante player bancario, che lo sta utilizzando per le fasi di testing e di certificazione del software, tra le più onerose all’interno di una progettazione IT.

    L’individuazione di bug o non conformità assume infatti un costo crescente con l’avanzare dello stato del progetto. Oggi l'approccio DevOps permette di creare un ecosistema di strumenti e metodologie utili a integrare e automatizzare la fase di testing nel ciclo di vita del software.

    Nel mondo mainframe esistono diverse soluzioni che permettono di interagire con le automazioni DEVOPS, ma rispetto al mondo distribuito esistono meno strumenti che supportino le attività di test.

    Siamo partiti da questo deficit per dar vita a un’innovazione che mancava.

    In particolar modo, abbiamo sentito l'esigenza di creare un framework che ci consentisse di configurare in maniera semplice dei mock da utilizzare nelle fasi di test.

    Abbiamo così creato un tool che con facilità e immediatezza permette, anche agli utenti senza competenze di programmazione, di implementare funzionalità di mocking negli ambienti evolutivi.

    Daniele Pedrelli, business developer di Side Soft, è autore di questo articolo.
  • Misurarsi con i sistemi di sintesiFa capo alla divisione dei sistemi di sintesi la procedura che Side Soft ha in gestione all’interno del servizio di Application Maintenance erogato per un importante player bancario.

    Si tratta di complesse operatività che sottopongono i dati ricevuti da tutti gli uffici dell’Istituto, incaricati di gestire le diverse funzioni applicative, a un processo di validazione e storicizzazione, diventando così la fonte alla base delle successive produzioni di report o di flussi verso i sistemi posti a valle.


    Sostanzialmente, permettono di implementare quella che viene definita una single version of true, dal momento che forniscono dati omogenei e certificati all’intero istituto, superando i problemi di incongruenza che nascono quando ogni ufficio rilascia in autonomia propri dati.

    Anche grazie alla conoscenza di business che Side Soft possiede sulle aree eterogenee che alimentano il sistema, dalla fase di manutenzione siamo passati a un livello evolutivo, sviluppando nuove elaborazioni sulla scorta delle linee guida che il committente ci ha fornito.


    Insieme ai colleghi senior, che hanno una profonda conoscenza delle dinamiche dell'Application Maintenance, abbiamo operato all’interno della piattaforma, mettendo in atto strategie e operatività legate a un progetto finalizzato alla produzione di dati destinati agli organi di vigilanza bancaria.

    La sfida era alta ma io ho visto positivo da subito, mi aiuta il confronto continuo con i colleghi, con cui c’è un intenso scambio di idee e di intuizioni. Fa piacere lavorare in un clima così accogliente e stimolante, dove anche i livelli aziendali più elevati sono pronti all’ascolto e al confronto.

    Daniele Zanini, application manager new entry della divisione Application Maintenance di Side Soft, è autore di questo articolo.
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  • Fa capo alla divisione dei sistemi di sintesi la procedura che Side Soft ha in gestione all’interno del servizio di Application Maintenance erogato per un importante player bancario.

    Si tratta di complesse operatività che sottopongono i dati ricevuti da tutti gli uffici dell’Istituto, incaricati di gestire le diverse funzioni applicative, a un processo di validazione e storicizzazione, diventando così la fonte alla base delle successive produzioni di report o di flussi verso i sistemi posti a valle.


    Sostanzialmente, permettono di implementare quella che viene definita una single version of true, dal momento che forniscono dati omogenei e certificati all’intero istituto, superando i problemi di incongruenza che nascono quando ogni ufficio rilascia in autonomia propri dati.

    Anche grazie alla conoscenza di business che Side Soft possiede sulle aree eterogenee che alimentano il sistema, dalla fase di manutenzione siamo passati a un livello evolutivo, sviluppando nuove elaborazioni sulla scorta delle linee guida che il committente ci ha fornito.


    Insieme ai colleghi senior, che hanno una profonda conoscenza delle dinamiche dell'Application Maintenance, abbiamo operato all’interno della piattaforma, mettendo in atto strategie e operatività legate a un progetto finalizzato alla produzione di dati destinati agli organi di vigilanza bancaria.

    La sfida era alta ma io ho visto positivo da subito, mi aiuta il confronto continuo con i colleghi, con cui c’è un intenso scambio di idee e di intuizioni. Fa piacere lavorare in un clima così accogliente e stimolante, dove anche i livelli aziendali più elevati sono pronti all’ascolto e al confronto.

    Daniele Zanini, application manager new entry della divisione Application Maintenance di Side Soft, è autore di questo articolo.
  • Benvenuto Nikoloz!Giovane ma con le idee molto chiare, una forte attitudine alla concretezza e uno spiccato desiderio di conoscere: in questo primo mese di lavoro insieme, sono queste le caratteristiche che più ci hanno colpito di Nikoloz, new entry del team sviluppatori junior.

    Sono nato in Georgia nel 1998. Nel 2011 mi sono trasferito in Italia, a Reggio Emilia, dove ho frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale Scaruffi-Levi-Tricolore. Qui mi sono appassionato allo studio della matematica e dell’informatica, materie che ho potuto approfondire frequentando l’indirizzo SIA-Sistemi Informativi Aziendali.
    Dopo il diploma mi sono iscritto al corso di Scienze Informatiche all’Università di Modena per ampliare le mie conoscenze e soddisfare la mia curiosità in questo campo.  Conseguita la laurea triennale, subito dopo ho ricevuto un’offerta da parte di SideSoft che ho immediatamente accettato, proprio perché mi interessava moltissimo il settore di riferimento dell’azienda.
    A distanza di un mese dall’assunzione posso dire che la mia scelta è stata azzeccata e appagante, perché sono circondato da colleghi molto preparati e sempre disponibili a dare una mano a chi, come me, è appena entrato nel mondo del lavoro. Giorno per giorno, il team di sviluppatori mi aiuta a tradurre le conoscenze teoriche nel campo applicativo e questo è un elemento di forte motivazione per me, al punto che mi sono iscritto anche al corso di laurea magistrale in Informatica.
    Il mio obiettivo qui è quello di essere una risorsa affidabile, capace di svolgere il proprio lavoro in maniera professionale.


    Questo articolo è stato scritto da Nikoloz Magradze, sviluppatore junior in ambiente Java EE
     
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  • Giovane ma con le idee molto chiare, una forte attitudine alla concretezza e uno spiccato desiderio di conoscere: in questo primo mese di lavoro insieme, sono queste le caratteristiche che più ci hanno colpito di Nikoloz, new entry del team sviluppatori junior.

    Sono nato in Georgia nel 1998. Nel 2011 mi sono trasferito in Italia, a Reggio Emilia, dove ho frequentato l’Istituto Tecnico Commerciale Scaruffi-Levi-Tricolore. Qui mi sono appassionato allo studio della matematica e dell’informatica, materie che ho potuto approfondire frequentando l’indirizzo SIA-Sistemi Informativi Aziendali.
    Dopo il diploma mi sono iscritto al corso di Scienze Informatiche all’Università di Modena per ampliare le mie conoscenze e soddisfare la mia curiosità in questo campo.  Conseguita la laurea triennale, subito dopo ho ricevuto un’offerta da parte di SideSoft che ho immediatamente accettato, proprio perché mi interessava moltissimo il settore di riferimento dell’azienda.
    A distanza di un mese dall’assunzione posso dire che la mia scelta è stata azzeccata e appagante, perché sono circondato da colleghi molto preparati e sempre disponibili a dare una mano a chi, come me, è appena entrato nel mondo del lavoro. Giorno per giorno, il team di sviluppatori mi aiuta a tradurre le conoscenze teoriche nel campo applicativo e questo è un elemento di forte motivazione per me, al punto che mi sono iscritto anche al corso di laurea magistrale in Informatica.
    Il mio obiettivo qui è quello di essere una risorsa affidabile, capace di svolgere il proprio lavoro in maniera professionale.


    Questo articolo è stato scritto da Nikoloz Magradze, sviluppatore junior in ambiente Java EE
     
  • Gli esperti del monitoraggioLa divisione Application Maintenance utilizza quotidianamente una suite di tool di monitoraggio che assicurano l’efficacia di funzioni fondamentali come il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche e rilevanti.

    Si tratta di strumenti sottoposti a frequenti release di aggiornamento e che richiedono, da parte del team che li gestisce, una piena disponibilità alla formazione continua.

    La divisione - composta da Vincenzo Amoruso, Daniele Zanoni, Nelson Djoumessi, Sara Hussein, Silvia Villa e Daniele Zanini - è d'altra parte chiamata a consolidare performance di alto livello: soltanto nel 2019, l'attività svolta per un importante istituto di credito si è articolata in in 5000 ticket chiusi in 24.774 ore, con un indice RERR del 99,45%.

    Il team opera abitualmente attraverso una suite composta da una decina di risorse custom per il monitoraggio avanzato, utilizzando la dashboard Scrum.  

    Si inserisce nel perimetro della formazione avanzata e dell’implementazione degli strumenti tecnologici anche il corso IBM Tivoli Monitoring che il gruppo di lavoro ha di recente seguito in vista dell’avvio di un nuovo, importante progetto nell’ambito banking.
     
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  • La divisione Application Maintenance utilizza quotidianamente una suite di tool di monitoraggio che assicurano l’efficacia di funzioni fondamentali come il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche e rilevanti.

    Si tratta di strumenti sottoposti a frequenti release di aggiornamento e che richiedono, da parte del team che li gestisce, una piena disponibilità alla formazione continua.

    La divisione - composta da Vincenzo Amoruso, Daniele Zanoni, Nelson Djoumessi, Sara Hussein, Silvia Villa e Daniele Zanini - è d'altra parte chiamata a consolidare performance di alto livello: soltanto nel 2019, l'attività svolta per un importante istituto di credito si è articolata in in 5000 ticket chiusi in 24.774 ore, con un indice RERR del 99,45%.

    Il team opera abitualmente attraverso una suite composta da una decina di risorse custom per il monitoraggio avanzato, utilizzando la dashboard Scrum.  

    Si inserisce nel perimetro della formazione avanzata e dell’implementazione degli strumenti tecnologici anche il corso IBM Tivoli Monitoring che il gruppo di lavoro ha di recente seguito in vista dell’avvio di un nuovo, importante progetto nell’ambito banking.
     
  • Covid & Insurance: nuovo motore di calcoloCon il Decreto Liquidità emanato dal Governo per sostenere le imprese colpite dalla crisi sanitaria, si è determinata la necessità, per gli istituti di credito, di istituire coperture assicurative ad hoc per tutelare le nuove tipologie di finanziamento introdotte nel mercato.
     
    Caratteristiche dei prodotti e criteri di calcolo dei premi assicurativi sono stati individuati nell’ambito di accordi bilaterali tra banche e assicurazioni, che hanno così definito le caratteristiche delle CPI (Credit Protection Insurance) legate all’emergenza Covid-19.
     
    In questo contesto, il contributo, in termini di innovazione, che abbiamo garantito a un nostro cliente inserito nelle più recenti evoluzioni del mercato insurance è stato quello di elaborare un motore di calcolo in grado di determinare automaticamente il premio assicurativo, incrociando le informazioni bancarie con il profilo cliente.
     
    In particolare, il motore di calcolo processa le funzioni relative a
    - attivazione preventivo e vendita nuova CPI su nuovi finanziamenti di liquidità
    - stampa dei mesi di preammortamento sul contratto CPI
    - stampa del piano di decrescenza del capitale integrato con i mesi di preammortamento
    - nuovo calcolo importo rata
    - nuovo algoritmo di calcolo per la componente vita
    - nuovo algoritmo di calcolo per la componente danni
    - nuova lettera di Welcome
    - invio dei mesi di preammortamento alle compagnie assicurative
    - preventivo CPI integrato con i mesi di preammortamento  

    Le caratteristiche dei finanziamenti e del nuovo prodotto assicurativo hanno permesso al cliente di innovare le funzioni di calcolo e di adeguare i processi di business. In linea con gli standard ESB aziendali, abbiamo contestualmente colmato un debito tecnologico preesistente sulle procedure coinvolte.

    Questo articolo è stato scritto da Giulia Trevisi, Capo Progetto Side Soft
     

     

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  • Con il Decreto Liquidità emanato dal Governo per sostenere le imprese colpite dalla crisi sanitaria, si è determinata la necessità, per gli istituti di credito, di istituire coperture assicurative ad hoc per tutelare le nuove tipologie di finanziamento introdotte nel mercato.
     
    Caratteristiche dei prodotti e criteri di calcolo dei premi assicurativi sono stati individuati nell’ambito di accordi bilaterali tra banche e assicurazioni, che hanno così definito le caratteristiche delle CPI (Credit Protection Insurance) legate all’emergenza Covid-19.
     
    In questo contesto, il contributo, in termini di innovazione, che abbiamo garantito a un nostro cliente inserito nelle più recenti evoluzioni del mercato insurance è stato quello di elaborare un motore di calcolo in grado di determinare automaticamente il premio assicurativo, incrociando le informazioni bancarie con il profilo cliente.
     
    In particolare, il motore di calcolo processa le funzioni relative a
    - attivazione preventivo e vendita nuova CPI su nuovi finanziamenti di liquidità
    - stampa dei mesi di preammortamento sul contratto CPI
    - stampa del piano di decrescenza del capitale integrato con i mesi di preammortamento
    - nuovo calcolo importo rata
    - nuovo algoritmo di calcolo per la componente vita
    - nuovo algoritmo di calcolo per la componente danni
    - nuova lettera di Welcome
    - invio dei mesi di preammortamento alle compagnie assicurative
    - preventivo CPI integrato con i mesi di preammortamento  

    Le caratteristiche dei finanziamenti e del nuovo prodotto assicurativo hanno permesso al cliente di innovare le funzioni di calcolo e di adeguare i processi di business. In linea con gli standard ESB aziendali, abbiamo contestualmente colmato un debito tecnologico preesistente sulle procedure coinvolte.

    Questo articolo è stato scritto da Giulia Trevisi, Capo Progetto Side Soft
     

     

  • Benvenuta Marta!Mi sono laureata in informatica in una delle università più importanti del mio paese, la Niccolò Copernico di Torun, nel cuore della Polonia. Vivo e lavoro da molto tempo in Italia, e negli ultimi dieci anni ho approfondito la mia esperienza professionale come analista/sviluppatrice per il settore bancario.

    Ho svolto le attività di supporto help desk di 2^ livello e application maintenance, a stretto contatto con il cliente. Durante questo percorso ho potuto anche gestire alcuni progetti per l’area tecnico-operativa, fino alla loro messa in produzione.

    Sono arrivata in Side Soft da poco, con l’entusiasmo e la curiosità di imparare cose nuove, e con il desiderio di crescere professionalmente offrendo il mio contributo all’evoluzione dei progetti in gestione.

    In questo momento, ad esempio, insieme ai colleghi della divisione Test Factory sono impegnata nelle attività di test per la migrazione della procedura di gestione delle condizioni economiche applicate ai conti correnti.

    Ho molte passioni come l'arte, musica, viaggi, ma soprattutto lo sport: pratico MTB e fitness/bodybuilding, mi alleno regolarmente e seguo una dieta specifica.

    Marta Sowinska, sviluppatrice new entry della divisione test-factory di Side Soft, è autrice di questo articolo
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  • Mi sono laureata in informatica in una delle università più importanti del mio paese, la Niccolò Copernico di Torun, nel cuore della Polonia. Vivo e lavoro da molto tempo in Italia, e negli ultimi dieci anni ho approfondito la mia esperienza professionale come analista/sviluppatrice per il settore bancario.

    Ho svolto le attività di supporto help desk di 2^ livello e application maintenance, a stretto contatto con il cliente. Durante questo percorso ho potuto anche gestire alcuni progetti per l’area tecnico-operativa, fino alla loro messa in produzione.

    Sono arrivata in Side Soft da poco, con l’entusiasmo e la curiosità di imparare cose nuove, e con il desiderio di crescere professionalmente offrendo il mio contributo all’evoluzione dei progetti in gestione.

    In questo momento, ad esempio, insieme ai colleghi della divisione Test Factory sono impegnata nelle attività di test per la migrazione della procedura di gestione delle condizioni economiche applicate ai conti correnti.

    Ho molte passioni come l'arte, musica, viaggi, ma soprattutto lo sport: pratico MTB e fitness/bodybuilding, mi alleno regolarmente e seguo una dieta specifica.

    Marta Sowinska, sviluppatrice new entry della divisione test-factory di Side Soft, è autrice di questo articolo
  • Lo Smart Working secondo noiCredo che guardarsi (per davvero) negli occhi e condividere con il gruppo momenti belli e momenti difficili sia fondamentale, per tutte le organizzazioni ma per un’azienda come la nostra in particolare. In Side Soft lo smart working, inteso come organizzazione del lavoro per obiettivi, è sempre stato praticato: nessuno da noi timbra il cartellino e i dipendenti possono modulare gli orari in maniera autonoma, in base al risultato da raggiungere.

    Durante il lockdown, allo smart working abbiamo aggiunto il remote working, continuando a lavorare per obiettivi ma da remoto, appunto, potendo contare su un regime già infrastrutturato per l’operatività attraverso notebook, reti VPN e accessi remotizzati. Il passaggio da un sistema all’altro per noi è stato molto veloce e nel giro di una settimana dalla dichiarazione del lockdown tutto lo staff era nelle condizioni di lavorare dall’esterno.

    Sono trascorsi sei mesi e, da questa distanza, si vedono bene vizi e virtù del lavoro da remoto.

    I vantaggi di questa modalità - per l’azienda e per le risorse umane - riguardano i tempi recuperati a beneficio della famiglia, la riduzione degli spostamenti, la limitazione delle trasferte, il contenimento delle spese per gli spazi di lavoro.

    Sull’altro piatto della bilancia c’è però l’impoverimento di quei valori interiori e immateriali, che identifichiamo come il senso di appartenenza e lo spirito di squadra, che si possono alimentare solo lavorando insieme e costruendo fianco a fianco obiettivi condivisi e comuni.

    Sono valori che concorrono al benessere aziendale e che, secondo me, ci qualificano come individui e come professionisti, con l’esigenza di interagire comunicando in luoghi fisici, che la nostra presenza rende riconoscibili e unici.

    Credo che la giusta formula stia nel mezzo e che possa coincidere con un’organizzazione mista e flessibile, con i 2/3 di lavoro in presenza e il resto in remoto, ma prevedendo quote modulabili in base alle esigenze. Sono convinto che fare tesoro dei benefici di entrambi gli approcci, con spirito pragmatico e senza radicalismi, possa arricchire tanto i singoli quanto le organizzazioni.

    Roberto Pasqualini, vicepresidente Side Group, è autore di questo articolo
     
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  • Credo che guardarsi (per davvero) negli occhi e condividere con il gruppo momenti belli e momenti difficili sia fondamentale, per tutte le organizzazioni ma per un’azienda come la nostra in particolare. In Side Soft lo smart working, inteso come organizzazione del lavoro per obiettivi, è sempre stato praticato: nessuno da noi timbra il cartellino e i dipendenti possono modulare gli orari in maniera autonoma, in base al risultato da raggiungere.

    Durante il lockdown, allo smart working abbiamo aggiunto il remote working, continuando a lavorare per obiettivi ma da remoto, appunto, potendo contare su un regime già infrastrutturato per l’operatività attraverso notebook, reti VPN e accessi remotizzati. Il passaggio da un sistema all’altro per noi è stato molto veloce e nel giro di una settimana dalla dichiarazione del lockdown tutto lo staff era nelle condizioni di lavorare dall’esterno.

    Sono trascorsi sei mesi e, da questa distanza, si vedono bene vizi e virtù del lavoro da remoto.

    I vantaggi di questa modalità - per l’azienda e per le risorse umane - riguardano i tempi recuperati a beneficio della famiglia, la riduzione degli spostamenti, la limitazione delle trasferte, il contenimento delle spese per gli spazi di lavoro.

    Sull’altro piatto della bilancia c’è però l’impoverimento di quei valori interiori e immateriali, che identifichiamo come il senso di appartenenza e lo spirito di squadra, che si possono alimentare solo lavorando insieme e costruendo fianco a fianco obiettivi condivisi e comuni.

    Sono valori che concorrono al benessere aziendale e che, secondo me, ci qualificano come individui e come professionisti, con l’esigenza di interagire comunicando in luoghi fisici, che la nostra presenza rende riconoscibili e unici.

    Credo che la giusta formula stia nel mezzo e che possa coincidere con un’organizzazione mista e flessibile, con i 2/3 di lavoro in presenza e il resto in remoto, ma prevedendo quote modulabili in base alle esigenze. Sono convinto che fare tesoro dei benefici di entrambi gli approcci, con spirito pragmatico e senza radicalismi, possa arricchire tanto i singoli quanto le organizzazioni.

    Roberto Pasqualini, vicepresidente Side Group, è autore di questo articolo
     
  • A journey to cloudDi recente abbiamo gestito una complessa attività di migrazione in cloud di uno dei nostri portali web utilizzati per il project management. Nel tempo, il portale è stato fortemente personalizzato e adattato alle esigenze aziendali tramite sviluppi interni, accumulando però un debito tecnologico superabile soltanto attraverso un'onerosa riscrittura del codice.

    L'attuale portale veniva gestito tramite una macchina virtuale in hosting presso un fornitore esterno, che curava il backup dell'intero sistema. A causa di un problema tecnico sull'infrastruttura del fornitore, di recente lo strumento è diventato indisponibile, senza che il fornitore potesse garantirne i tempi di ripristino.

    La migrazione a una soluzione più moderna e integrata con le procedure aziendali, seguendo un processo graduale, era già prevista ma i tempi di sviluppo erano diventati incompatibili con la necessità di ristabilire le attività.

    In Side Soft abbiamo dunque cercato di trasformare una difficoltà in opportunità. Dopo aver valutato alcune possibili soluzioni di contingency, abbiamo deciso di migrare il portale da una soluzione basata su macchina virtuale a una soluzione basata su container.

    Su nostri server aziendali avevamo a disposizione una macchina virtuale con una versione del portale utilizzata per gli sviluppi. Il primo passo è stato quello di rendere nuovamente operativo il portale online, tramite un'operazione normalmente chiamata lift and shift, che consiste nel copiare tutti i dati della macchina virtuale in un archivio detto "immagine". Questa immagine è poi stata caricata su cloud in un repository privato, ed è stata messa in esecuzione tramite un servizio per l'esecuzione di container.

    Tale approccio, nel caso specifico, ha assicurato cinque risultati importanti:
    • ridurre il tempo per riattivare il portale online;
    • automatizzare e semplificare il deploy nel cloud, diminuendo la dipendenza dal singolo fornitore;
    • incapsulare tutte le componenti legacy non più aggiornabili e quindi non coperte da patch di sicurezza;
    • aumentare le nostre competenze nell'utilizzo di tecnologie cloud e devops sempre più apprezzate dai nostri clienti;
    • ridurre i costi di gestione del portale.

    Oscar Ibattici, CTO di Side Soft, è autore di questo articolo
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  • Di recente abbiamo gestito una complessa attività di migrazione in cloud di uno dei nostri portali web utilizzati per il project management. Nel tempo, il portale è stato fortemente personalizzato e adattato alle esigenze aziendali tramite sviluppi interni, accumulando però un debito tecnologico superabile soltanto attraverso un'onerosa riscrittura del codice.

    L'attuale portale veniva gestito tramite una macchina virtuale in hosting presso un fornitore esterno, che curava il backup dell'intero sistema. A causa di un problema tecnico sull'infrastruttura del fornitore, di recente lo strumento è diventato indisponibile, senza che il fornitore potesse garantirne i tempi di ripristino.

    La migrazione a una soluzione più moderna e integrata con le procedure aziendali, seguendo un processo graduale, era già prevista ma i tempi di sviluppo erano diventati incompatibili con la necessità di ristabilire le attività.

    In Side Soft abbiamo dunque cercato di trasformare una difficoltà in opportunità. Dopo aver valutato alcune possibili soluzioni di contingency, abbiamo deciso di migrare il portale da una soluzione basata su macchina virtuale a una soluzione basata su container.

    Su nostri server aziendali avevamo a disposizione una macchina virtuale con una versione del portale utilizzata per gli sviluppi. Il primo passo è stato quello di rendere nuovamente operativo il portale online, tramite un'operazione normalmente chiamata lift and shift, che consiste nel copiare tutti i dati della macchina virtuale in un archivio detto "immagine". Questa immagine è poi stata caricata su cloud in un repository privato, ed è stata messa in esecuzione tramite un servizio per l'esecuzione di container.

    Tale approccio, nel caso specifico, ha assicurato cinque risultati importanti:
    • ridurre il tempo per riattivare il portale online;
    • automatizzare e semplificare il deploy nel cloud, diminuendo la dipendenza dal singolo fornitore;
    • incapsulare tutte le componenti legacy non più aggiornabili e quindi non coperte da patch di sicurezza;
    • aumentare le nostre competenze nell'utilizzo di tecnologie cloud e devops sempre più apprezzate dai nostri clienti;
    • ridurre i costi di gestione del portale.

    Oscar Ibattici, CTO di Side Soft, è autore di questo articolo
  • Evviva il piano B!In questa estate così anomala, divisa tra il desiderio di evadere e la necessità di essere prudenti, in molti di noi hanno messo in campo inedite strategie per le tanto agognate ferie. Ecco le scelte “alternative” di alcuni nostri collaboratori che, come tutti in Side Soft, osserveranno un periodo di meritato riposo alternandosi ai colleghi incaricati di garantire non stop la business continuity dei clienti.

    Marco De Angelis, sistemista
    Questa estate 2020 ovviamente sarà particolare…ma non ci scoraggiamo!
    Io e la mia compagna ne approfitteremo, nei weekend e nel periodo di ferie, per conoscere meglio questa regione così ricca di bellezze, che è diventata la nostra nuova casa da un po’ di mesi.
    Ne approfitteremo per fare qualche puntatina in zona Ligure e Trentino.
    Sole, giusta compagnia…e sei in pole position!

    Giulia Azzolini, analista programmatrice
    Quest’anno a gennaio avevo già prenotato il nostro soggiorno di una settimana al mare, poi è arrivata la pandemia e l’idea di una normale vacanza al mare stava andando in frantumi.
    Speravo, soprattutto per mia figlia, che la situazione migliorasse entro l’estate perché, anche se giustamente, le era stata tolta normalità e quotidianità.
    Per fortuna avevo prenotato in riviera e quando hanno consentito gli spostamenti tra province ho cominciato ad avere qualche speranza in più per questa vacanza.
    Poi è arrivato il via libera per l’apertura della stagione balneare e quindi abbiamo iniziato i preparativi per la partenza. Lo ammetto con un po’ di anticipo.
    Abbiamo scelto con mia figlia i costumini nuovi, quelli dell’anno scorso non entrano più.
    Abbiamo fatto una sorta di calendario dell’avvento estivo così sappiamo sempre quanti giorni mancano alla partenza.
    Si perché la vacanza di quest’anno alla fine sarà come un regalo di Natale.

    Nadia Pasquinelli, analista sviluppatrice
    Quest'estate saremmo dovuti andare a Parigi, per la prima volta all'estero, con i miei ragazzi, ma invece.....
    eccoci qui, come tutti gli anni, da giugno a settembre nella nostra vecchia casa situata nelle montagne dell'appennino parmense.
    Niente è più bello e soddisfacente che lavorare in smart working dalle mie montagne, al fresco, nel silenzio assoluto e con un meraviglioso panorama. È veramente un’esperienza impagabile, che ricorderò per tutta la vita, in questo anno così ''particolare''.

    Daniele Zanoni, application manager
    D’accordo con la mia compagna abbiamo deciso di lasciare lo stress di questa prima parte del 2020 alle spalle, per farlo abbiamo scelto come meta l’appennino toscano, in appartamento in una Leopoldina ai piedi di Cortona. Quindi niente estero né aeroporti, nessun orario né coincidenza. Un viaggio calmo che partirà da quando inizieremo a fare le valige e che prevederà l’automobile come mezzo di trasporto. Abbiamo imposto in due ore di auto, magari spezzate, il tragitto massimo giornaliero e abbiamo deciso di non toccare mai l’autostrada battendo invece le poco frequentate vie dell’appennino tosco-emiliano. Sosteremo lungo il tragitto in agriturismi e osteriole per ristorarci fino alla meta, e così al ritorno. Una volta arrivati a Cortona gireremo per le valli toscane e umbre, tra reperti etruschi, architetture rinascimentali, paesaggi amati e dipinti dalla notte dei tempi, calme passeggiate e bagni termali, naturalmente senza tralasciare bistecche alla fiorentina, pici, panzanella, fagioli all’uccelletto, pecorino toscano e chianti. Il periodo scelto è quello che comprende l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Insomma un viaggio calmo e antistress.
    Che dire: augurateci buon viaggio!
    Vi lascio anche tre consigli di lettura per l’estate:
    • Jane McGonigal, La realtà in gioco (miglioramenti che i giochi elettronici potrebbero apportare alla realtà)
    • Carola Frediani, #Cybercrime: Attacchi globali, conseguenze locali (storie vere di crimini informatici rilevanti)
    • Kevin D. Mitnick, William L. Simon, L'arte dell'inganno. I consigli dell'hacker più famoso del mondo (il buco di sicurezza maggiore in ogni macchina sta sempre tra la sedia e il monitor)
    Poi consiglio un podcast: Massimo Temporelli,  F***ING GENIUS














     
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  • In questa estate così anomala, divisa tra il desiderio di evadere e la necessità di essere prudenti, in molti di noi hanno messo in campo inedite strategie per le tanto agognate ferie. Ecco le scelte “alternative” di alcuni nostri collaboratori che, come tutti in Side Soft, osserveranno un periodo di meritato riposo alternandosi ai colleghi incaricati di garantire non stop la business continuity dei clienti.

    Marco De Angelis, sistemista
    Questa estate 2020 ovviamente sarà particolare…ma non ci scoraggiamo!
    Io e la mia compagna ne approfitteremo, nei weekend e nel periodo di ferie, per conoscere meglio questa regione così ricca di bellezze, che è diventata la nostra nuova casa da un po’ di mesi.
    Ne approfitteremo per fare qualche puntatina in zona Ligure e Trentino.
    Sole, giusta compagnia…e sei in pole position!

    Giulia Azzolini, analista programmatrice
    Quest’anno a gennaio avevo già prenotato il nostro soggiorno di una settimana al mare, poi è arrivata la pandemia e l’idea di una normale vacanza al mare stava andando in frantumi.
    Speravo, soprattutto per mia figlia, che la situazione migliorasse entro l’estate perché, anche se giustamente, le era stata tolta normalità e quotidianità.
    Per fortuna avevo prenotato in riviera e quando hanno consentito gli spostamenti tra province ho cominciato ad avere qualche speranza in più per questa vacanza.
    Poi è arrivato il via libera per l’apertura della stagione balneare e quindi abbiamo iniziato i preparativi per la partenza. Lo ammetto con un po’ di anticipo.
    Abbiamo scelto con mia figlia i costumini nuovi, quelli dell’anno scorso non entrano più.
    Abbiamo fatto una sorta di calendario dell’avvento estivo così sappiamo sempre quanti giorni mancano alla partenza.
    Si perché la vacanza di quest’anno alla fine sarà come un regalo di Natale.

    Nadia Pasquinelli, analista sviluppatrice
    Quest'estate saremmo dovuti andare a Parigi, per la prima volta all'estero, con i miei ragazzi, ma invece.....
    eccoci qui, come tutti gli anni, da giugno a settembre nella nostra vecchia casa situata nelle montagne dell'appennino parmense.
    Niente è più bello e soddisfacente che lavorare in smart working dalle mie montagne, al fresco, nel silenzio assoluto e con un meraviglioso panorama. È veramente un’esperienza impagabile, che ricorderò per tutta la vita, in questo anno così ''particolare''.

    Daniele Zanoni, application manager
    D’accordo con la mia compagna abbiamo deciso di lasciare lo stress di questa prima parte del 2020 alle spalle, per farlo abbiamo scelto come meta l’appennino toscano, in appartamento in una Leopoldina ai piedi di Cortona. Quindi niente estero né aeroporti, nessun orario né coincidenza. Un viaggio calmo che partirà da quando inizieremo a fare le valige e che prevederà l’automobile come mezzo di trasporto. Abbiamo imposto in due ore di auto, magari spezzate, il tragitto massimo giornaliero e abbiamo deciso di non toccare mai l’autostrada battendo invece le poco frequentate vie dell’appennino tosco-emiliano. Sosteremo lungo il tragitto in agriturismi e osteriole per ristorarci fino alla meta, e così al ritorno. Una volta arrivati a Cortona gireremo per le valli toscane e umbre, tra reperti etruschi, architetture rinascimentali, paesaggi amati e dipinti dalla notte dei tempi, calme passeggiate e bagni termali, naturalmente senza tralasciare bistecche alla fiorentina, pici, panzanella, fagioli all’uccelletto, pecorino toscano e chianti. Il periodo scelto è quello che comprende l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Insomma un viaggio calmo e antistress.
    Che dire: augurateci buon viaggio!
    Vi lascio anche tre consigli di lettura per l’estate:
    • Jane McGonigal, La realtà in gioco (miglioramenti che i giochi elettronici potrebbero apportare alla realtà)
    • Carola Frediani, #Cybercrime: Attacchi globali, conseguenze locali (storie vere di crimini informatici rilevanti)
    • Kevin D. Mitnick, William L. Simon, L'arte dell'inganno. I consigli dell'hacker più famoso del mondo (il buco di sicurezza maggiore in ogni macchina sta sempre tra la sedia e il monitor)
    Poi consiglio un podcast: Massimo Temporelli,  F***ING GENIUS














     
  • I numeri della Business Continuity Confesso che tracciare un bilancio di questo primo semestre mi spaventava, inizialmente. Siamo reduci dalla più furiosa e improvvisa crisi della storia recente, che il mondo ha affrontato nella massima incertezza degli scenari che si andavano profilando.

    Abbiamo gestito le attività di Side Soft cercando di indovinare le rotte e tenendo la barra dritta sulla salute dei nostri collaboratori e sulla difesa del lavoro.

    E proprio nel breve lasso di tempo che abbiamo avuto a disposizione per organizzare una strategia, è apparso chiarissimo come i temi della formazione, dell’innovazione e della sicurezza giocassero un ruolo decisivo per garantire un’efficace business continuity.

    Nella straordinaria complessità della pandemia, i numeri attuali dimostrano come aver scelto, per tempo e in periodi non sospetti, di investire su queste tre leve ci abbia permesso di raggiungere obiettivi aziendali importanti, con il 99% del personale in smart working e senza mai ricorrere alla cassa integrazione.

    Questi i risultati operativi dei primi sei mesi del 2020 per Side Soft:
    • 6050 giornate di attività erogate per la aree banking, fashion, insurance, research & development, food, banking running
    • 155 nuovi progetti in carico, di cui di cui circa 100 completati al 30 giugno e 55 in gestione nel 2° semestre
    • 1500 giornate di attività erogate per Application Maintenance
    • 78 procedure in carico di Application Maintenance
    • 5400 ore di call conference
    Nella sua storia, Side Soft ha avuto semestri più brillanti in termini quantitativi, ma è pur vero che coraggio e orgoglio non sono misurabili.

    Questo articolo è stato scritto da Davide Costa, presidente Side Soft
     
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  • Confesso che tracciare un bilancio di questo primo semestre mi spaventava, inizialmente. Siamo reduci dalla più furiosa e improvvisa crisi della storia recente, che il mondo ha affrontato nella massima incertezza degli scenari che si andavano profilando.

    Abbiamo gestito le attività di Side Soft cercando di indovinare le rotte e tenendo la barra dritta sulla salute dei nostri collaboratori e sulla difesa del lavoro.

    E proprio nel breve lasso di tempo che abbiamo avuto a disposizione per organizzare una strategia, è apparso chiarissimo come i temi della formazione, dell’innovazione e della sicurezza giocassero un ruolo decisivo per garantire un’efficace business continuity.

    Nella straordinaria complessità della pandemia, i numeri attuali dimostrano come aver scelto, per tempo e in periodi non sospetti, di investire su queste tre leve ci abbia permesso di raggiungere obiettivi aziendali importanti, con il 99% del personale in smart working e senza mai ricorrere alla cassa integrazione.

    Questi i risultati operativi dei primi sei mesi del 2020 per Side Soft:
    • 6050 giornate di attività erogate per la aree banking, fashion, insurance, research & development, food, banking running
    • 155 nuovi progetti in carico, di cui di cui circa 100 completati al 30 giugno e 55 in gestione nel 2° semestre
    • 1500 giornate di attività erogate per Application Maintenance
    • 78 procedure in carico di Application Maintenance
    • 5400 ore di call conference
    Nella sua storia, Side Soft ha avuto semestri più brillanti in termini quantitativi, ma è pur vero che coraggio e orgoglio non sono misurabili.

    Questo articolo è stato scritto da Davide Costa, presidente Side Soft
     
  • Una stella molto speciale sul nostro camminoNei momenti di difficoltà, la qualità delle competenze può fare la differenza. La formazione avanzata ha sempre rappresentato uno dei nostri obiettivi strategici, sul quale investiamo una quota molto significativa del nostro fatturato. Ugualmente, rivolgiamo la massima attenzione ai temi della legalità e delle pari opportunità.

    Lo abbiamo fatto con maggiore convinzione durante le fasi più difficili della pandemia perché pensiamo che per governare e, perché no, trasformare in opportunità questa tempesta sia più che mai necessario possedere la visione e le conoscenze per individuare le direzioni che la società e l’economia prenderanno.

    Durante questo semestre così difficile, abbiamo perciò incrementato la quota delle certificazioni aziendali negli ambiti ITA-ISTQB® (5 analisti funzionali e 8 analisti tecnici), ITIL 4.0 Foundation (1 project manager), IBM Business Automation Workflow V19 Developer badge (3 analisti funzionali e 5 analisti tecnici)

    Non meno importante è il rating di legalità che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci ha in questi giorni rinnovato, con punteggio ☆++, perché operare in un contesto di legittimità, correttezza e trasparenza è per noi condizione irrinunciabile, per consuetudine professionale ed esigenza interiore.  

    Prima azienda in italia, di recente Ferrari ha ottenuto la certificazione “equal salary” che attesta la parità retributiva tra uomini e donne, una condizione che in Side Soft pratichiamo da sempre perché è semplicemente sacrosanta: pensiamo che sulla qualità del lavoro e sul valore delle competenze non possano esistere due pesi e due misure.
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  • Nei momenti di difficoltà, la qualità delle competenze può fare la differenza. La formazione avanzata ha sempre rappresentato uno dei nostri obiettivi strategici, sul quale investiamo una quota molto significativa del nostro fatturato. Ugualmente, rivolgiamo la massima attenzione ai temi della legalità e delle pari opportunità.

    Lo abbiamo fatto con maggiore convinzione durante le fasi più difficili della pandemia perché pensiamo che per governare e, perché no, trasformare in opportunità questa tempesta sia più che mai necessario possedere la visione e le conoscenze per individuare le direzioni che la società e l’economia prenderanno.

    Durante questo semestre così difficile, abbiamo perciò incrementato la quota delle certificazioni aziendali negli ambiti ITA-ISTQB® (5 analisti funzionali e 8 analisti tecnici), ITIL 4.0 Foundation (1 project manager), IBM Business Automation Workflow V19 Developer badge (3 analisti funzionali e 5 analisti tecnici)

    Non meno importante è il rating di legalità che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci ha in questi giorni rinnovato, con punteggio ☆++, perché operare in un contesto di legittimità, correttezza e trasparenza è per noi condizione irrinunciabile, per consuetudine professionale ed esigenza interiore.  

    Prima azienda in italia, di recente Ferrari ha ottenuto la certificazione “equal salary” che attesta la parità retributiva tra uomini e donne, una condizione che in Side Soft pratichiamo da sempre perché è semplicemente sacrosanta: pensiamo che sulla qualità del lavoro e sul valore delle competenze non possano esistere due pesi e due misure.
  • We're hiring!L’articolo del Corriere della Sera sul fabbisogno di ingegneri e sviluppatori è vero al punto che anche noi siamo alla ricerca di nuove figure per potenziare il nostro team, attualmente composto da oltre 60 professionisti e professioniste esperti in Progettazione del Software, System Integration, Testing & Quality Assurance, Application Management, Reverse Engineering, Business Process Management, Competenze Applicative e Funzionali per lo sviluppo e la manutenzione di prodotti applicativi.

    Cerchiamo in particolare tre profili da inserire nelle divisioni Programmazione, Sviluppo e Test Factory:
    Analista sviluppatore in ambito C# / java enterprise
    Analista funzionale in ambiente bancario / assicurativo
    Software tester

    Formazione
    - neo-laureati/e in informatica
    - neo-laureati/e in matematica
    - neo-laureati/e in ingegneria gestionale

    Le figure che ricerchiamo possono essere anche al primo impiego, sarà nostra cura assicurare una formazione altamente qualificata on the job.

    Sede di lavoro
    Reggio Emilia, con possibilità di trasferte quotidiane in Emilia e Lombardia.

    Tipologia di assunzione
    Tirocinio o contratto di apprendistato, a seconda delle caratteristiche del candidato/a.

    Disponibilità
    Il prima possibile, e non oltre inizio settembre.

    Se sei interessato/a, manda subito il tuo curriculum a jobs@sidesoft.it oppure condividi e passaparola!

     
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  • L’articolo del Corriere della Sera sul fabbisogno di ingegneri e sviluppatori è vero al punto che anche noi siamo alla ricerca di nuove figure per potenziare il nostro team, attualmente composto da oltre 60 professionisti e professioniste esperti in Progettazione del Software, System Integration, Testing & Quality Assurance, Application Management, Reverse Engineering, Business Process Management, Competenze Applicative e Funzionali per lo sviluppo e la manutenzione di prodotti applicativi.

    Cerchiamo in particolare tre profili da inserire nelle divisioni Programmazione, Sviluppo e Test Factory:
    Analista sviluppatore in ambito C# / java enterprise
    Analista funzionale in ambiente bancario / assicurativo
    Software tester

    Formazione
    - neo-laureati/e in informatica
    - neo-laureati/e in matematica
    - neo-laureati/e in ingegneria gestionale

    Le figure che ricerchiamo possono essere anche al primo impiego, sarà nostra cura assicurare una formazione altamente qualificata on the job.

    Sede di lavoro
    Reggio Emilia, con possibilità di trasferte quotidiane in Emilia e Lombardia.

    Tipologia di assunzione
    Tirocinio o contratto di apprendistato, a seconda delle caratteristiche del candidato/a.

    Disponibilità
    Il prima possibile, e non oltre inizio settembre.

    Se sei interessato/a, manda subito il tuo curriculum a jobs@sidesoft.it oppure condividi e passaparola!

     
  • Fase 3, come abbiamo organizzato la sicurezza in sedeLo smart working rimane la nostra modalità operativa preferenziale, ma in questi giorni, in occasione della ripresa degli spostamenti tra regioni, abbiamo completato le operazioni per consentire un rientro graduale in sede ai nostri dipendenti, in base alle necessità individuali e in linea con i massimi standard di sicurezza per il contenimento dell’epidemia da Covid-19.

    “Continuiamo a privilegiare il lavoro da remoto grazie a un piano organizzativo che ci ha garantito una piena operatività anche nelle fasi più critiche dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 -  spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft  - stiamo contemporaneamente assecondando le richieste dei dipendenti e dei collaboratori che esprimono la volontà di riprendere il lavoro dalle postazioni aziendali”.

    Le misure di sicurezza che abbiamo adottato sono contenute nel protocollo elaborato dal comitato Covid-19, un gruppo di lavoro interno composto dal responsabile della sicurezza, il responsabile dei lavoratori, il medico aziendale e il presidente, Davide Costa, che insieme valutano e stabiliscono le azioni da mettere in campo per la tutela dei lavoratori e dei clienti.
    • All’ingresso dell’ufficio centrale abbiamo installato un dispositivo termoscanner che rileva la temperatura corporea e verifica che il soggetto inquadrato indossi la mascherina.
    • Le postazioni di lavoro, la sala riunioni e la sala ristoro sono state dotate di pannelli in plexiglass.
    • In ogni ambiente abbiamo posizionato la cartellonistica informativa sui comportamenti anti-contagio da adottare.
    • Sono a disposizione dei dipendenti e dei clienti i dispositivi di protezione individuale come gel sanificanti, mascherine e guanti.
    • Un addetto del reparto Amministrazione verifica che le persone in sede rispettino le distanze di sicurezza e che la compresenza negli ambienti di lavoro sia in linea con i criteri di distanziamento.
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  • Lo smart working rimane la nostra modalità operativa preferenziale, ma in questi giorni, in occasione della ripresa degli spostamenti tra regioni, abbiamo completato le operazioni per consentire un rientro graduale in sede ai nostri dipendenti, in base alle necessità individuali e in linea con i massimi standard di sicurezza per il contenimento dell’epidemia da Covid-19.

    “Continuiamo a privilegiare il lavoro da remoto grazie a un piano organizzativo che ci ha garantito una piena operatività anche nelle fasi più critiche dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 -  spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft  - stiamo contemporaneamente assecondando le richieste dei dipendenti e dei collaboratori che esprimono la volontà di riprendere il lavoro dalle postazioni aziendali”.

    Le misure di sicurezza che abbiamo adottato sono contenute nel protocollo elaborato dal comitato Covid-19, un gruppo di lavoro interno composto dal responsabile della sicurezza, il responsabile dei lavoratori, il medico aziendale e il presidente, Davide Costa, che insieme valutano e stabiliscono le azioni da mettere in campo per la tutela dei lavoratori e dei clienti.
    • All’ingresso dell’ufficio centrale abbiamo installato un dispositivo termoscanner che rileva la temperatura corporea e verifica che il soggetto inquadrato indossi la mascherina.
    • Le postazioni di lavoro, la sala riunioni e la sala ristoro sono state dotate di pannelli in plexiglass.
    • In ogni ambiente abbiamo posizionato la cartellonistica informativa sui comportamenti anti-contagio da adottare.
    • Sono a disposizione dei dipendenti e dei clienti i dispositivi di protezione individuale come gel sanificanti, mascherine e guanti.
    • Un addetto del reparto Amministrazione verifica che le persone in sede rispettino le distanze di sicurezza e che la compresenza negli ambienti di lavoro sia in linea con i criteri di distanziamento.
  • Nuovo cliente, nuova sfidaNuovo cliente, nuova sfida. Un importante gruppo bancario, con forte radicamento territoriale, ci ha incaricati di supportare le attività di stress test interne sulle applicazioni in delivery.

    “È una grande soddisfazione - commenta Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - supporteremo la divisione monitoraggio durante tutto il periodo degli stress test sui software in produzione a livello bancario, in vista del loro rilascio”.

    Da un punto di vista operativo, il nostro compito è quello di simulare e valutare i carichi di lavoro in post produzione per correggere e ottimizzare le funzionalità dei nuovi applicativi, lato utente.

    Un lavoro estremamente delicato, portato avanti da un team composto da professionisti e professioniste esperte in test analysis e architettura del software, che abbiamo già messo in campo in precedenti attività di pianificazione ed esecuzione di Stress Test su applicativi Mainframe, distribuiti e mobile.
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  • Nuovo cliente, nuova sfida. Un importante gruppo bancario, con forte radicamento territoriale, ci ha incaricati di supportare le attività di stress test interne sulle applicazioni in delivery.

    “È una grande soddisfazione - commenta Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - supporteremo la divisione monitoraggio durante tutto il periodo degli stress test sui software in produzione a livello bancario, in vista del loro rilascio”.

    Da un punto di vista operativo, il nostro compito è quello di simulare e valutare i carichi di lavoro in post produzione per correggere e ottimizzare le funzionalità dei nuovi applicativi, lato utente.

    Un lavoro estremamente delicato, portato avanti da un team composto da professionisti e professioniste esperte in test analysis e architettura del software, che abbiamo già messo in campo in precedenti attività di pianificazione ed esecuzione di Stress Test su applicativi Mainframe, distribuiti e mobile.
  • Stress Test per il RetailGrazie al successo del primo progetto sullo stress test applicato alla Pratica Elettronica di Fido (PEF) per i clienti corporate, siamo stati nuovamente ingaggiati da un istituto di credito europeo per replicare l’attività, questa volta per i clienti retail.

    Lo strumento utilizzato è, anche in questa case history, Rational Performance Tester di IBM.

    La nostra mission consiste nel registrare gli step da eseguire dalla creazione alla delibera di una Pratica Elettronica di Fido, e ri-eseguirli massivamente, una volta parametrizzati tutti i dati che variano da una pratica all’altra.

    A differenza della volta precedente, dato che la mole di pratiche che verranno aperte, una volta a regime, sarà molto più ampia, abbiamo deciso di intervenire con i cosiddetti MOCK. Per poter simulare l’apertura di una PEF, è necessario recuperare dati da sistemi esterni alla procedura. Questi sistemi sono in continuo aggiornamento: di conseguenza, in un ambiente di test, l’esigenza di rendere coerenti così tante interazioni e di simulare un numero così alto di clienti avrebbe rallentato l’andamento degli sviluppi.

    Per questo abbiamo deciso di utilizzare i mock, per standardizzare le risposte e per permettere la ri-esecuzione del test rispettando le stesse condizioni di partenza.

    Oltre a questo intervento, è stato introdotto un automatismo che permette l’annullamento di tutte le pratiche che non si sono completate correttamente durante le precedenti esecuzioni.

    Anche questa operatività è stata implementata ad hoc, tramite un’analisi approfondita grazie alla quale siamo riusciti a velocizzare l'attività, per rendere rilanciabili gli stress test in quanto, per ogni cliente, non è possibile aprire contemporaneamente più pratiche di fido.

    Una volta giunto al termine, questo progetto non sarà servito soltanto per testare la resistenza di un server in stato di “stress”, ma consentirà anche di analizzare la durata delle singole chiamate e permettere agli utenti, che usano quotidianamente questo programma, di ridurre le perdite di tempo e la ripetitività dei processi.

    Questo articolo è stato scritto da Veronica Ghirri, Test Analyst in Side Soft
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  • Grazie al successo del primo progetto sullo stress test applicato alla Pratica Elettronica di Fido (PEF) per i clienti corporate, siamo stati nuovamente ingaggiati da un istituto di credito europeo per replicare l’attività, questa volta per i clienti retail.

    Lo strumento utilizzato è, anche in questa case history, Rational Performance Tester di IBM.

    La nostra mission consiste nel registrare gli step da eseguire dalla creazione alla delibera di una Pratica Elettronica di Fido, e ri-eseguirli massivamente, una volta parametrizzati tutti i dati che variano da una pratica all’altra.

    A differenza della volta precedente, dato che la mole di pratiche che verranno aperte, una volta a regime, sarà molto più ampia, abbiamo deciso di intervenire con i cosiddetti MOCK. Per poter simulare l’apertura di una PEF, è necessario recuperare dati da sistemi esterni alla procedura. Questi sistemi sono in continuo aggiornamento: di conseguenza, in un ambiente di test, l’esigenza di rendere coerenti così tante interazioni e di simulare un numero così alto di clienti avrebbe rallentato l’andamento degli sviluppi.

    Per questo abbiamo deciso di utilizzare i mock, per standardizzare le risposte e per permettere la ri-esecuzione del test rispettando le stesse condizioni di partenza.

    Oltre a questo intervento, è stato introdotto un automatismo che permette l’annullamento di tutte le pratiche che non si sono completate correttamente durante le precedenti esecuzioni.

    Anche questa operatività è stata implementata ad hoc, tramite un’analisi approfondita grazie alla quale siamo riusciti a velocizzare l'attività, per rendere rilanciabili gli stress test in quanto, per ogni cliente, non è possibile aprire contemporaneamente più pratiche di fido.

    Una volta giunto al termine, questo progetto non sarà servito soltanto per testare la resistenza di un server in stato di “stress”, ma consentirà anche di analizzare la durata delle singole chiamate e permettere agli utenti, che usano quotidianamente questo programma, di ridurre le perdite di tempo e la ripetitività dei processi.

    Questo articolo è stato scritto da Veronica Ghirri, Test Analyst in Side Soft
  • Sprint nelle certificazioni! Durante la fase del lockdown, l’aumento di produttività assicurato dallo smart working - +15% in media - e il tempo lavorativo guadagnato pro capite - 60 minuti al giorno - hanno liberato energie che molti dei nostri collaboratori hanno deciso di impiegare in formazione.

    All’interno dell’infrastruttura digitale che abbiamo attivato per consentire al 99% delle nostre risorse umane di operare in remoto, abbiamo perciò creato le condizioni per promuovere la formazione continua e avanzata delle hard skills.

    Tra collaboratori ed esterni, la quota delle certificazioni in questo periodo è stata ampiamente integrata. “Investiamo in formazione un’ampia fetta del nostro fatturato - ricorda Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - rivolgendo la stessa attenzione tanto alla crescita delle competenze tecniche, quanto alla valorizzazione delle doti umane”.

    Il sistema di certificazioni è attualmente così presidiato:
    • ITA-ISTQB®: 5 analisti funzionali e 8 analisti tecnici
    • ITIL 4.0 Foundation: 1 project manager
    • IBM Business Automation Workflow V19 Developer badge: 3 analisti funzionali e 5 analisti tecnici
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  • Durante la fase del lockdown, l’aumento di produttività assicurato dallo smart working - +15% in media - e il tempo lavorativo guadagnato pro capite - 60 minuti al giorno - hanno liberato energie che molti dei nostri collaboratori hanno deciso di impiegare in formazione.

    All’interno dell’infrastruttura digitale che abbiamo attivato per consentire al 99% delle nostre risorse umane di operare in remoto, abbiamo perciò creato le condizioni per promuovere la formazione continua e avanzata delle hard skills.

    Tra collaboratori ed esterni, la quota delle certificazioni in questo periodo è stata ampiamente integrata. “Investiamo in formazione un’ampia fetta del nostro fatturato - ricorda Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - rivolgendo la stessa attenzione tanto alla crescita delle competenze tecniche, quanto alla valorizzazione delle doti umane”.

    Il sistema di certificazioni è attualmente così presidiato:
    • ITA-ISTQB®: 5 analisti funzionali e 8 analisti tecnici
    • ITIL 4.0 Foundation: 1 project manager
    • IBM Business Automation Workflow V19 Developer badge: 3 analisti funzionali e 5 analisti tecnici
  • Cura Italia e gli Iban che abbiamo correttoNell’ambito del decreto Cura Italia, l’Inps ha ricevuto 4.772.178 domande di Indennità Covid 600 euro - dato aggiornato alla fine di aprile - e, di queste, 3.668.968 sono state accolte. Delle restanti, circa “225.000 presentano IBAN errato e si sta comunicando con i lavoratori per variazione; circa 300.000 sono respinte per cumulo con pensione o Reddito di Cittadinanza già in pagamento; circa 630.000 con requisiti che non hanno superato i controlli e sono in stato di verifica\correzione per categoria sbagliata dall’utente” scrive l'istituto in una comunicazione ufficiale.

    Il nostro focus operativo, per il quale abbiamo prestato servizi di consulenza a un primario istituto di credito, riguarda le domande con IBAN errato. Abbiamo infatti affiancato la banca nella ricostruzione delle informazioni storiche riconducibili ad alcuni clienti esclusi dal bonus, allo scopo di incrociare correttamente i dati Inps con quelli bancari e produrre una correzione automatica delle istanze.

    Un’attività basata sull’intelligenza dei dati, che abbiamo condotto decodificando ampie serie di flussi anagrafici, interrogando e interagendo con diverse aree dell’istituto. Abbiamo così eseguito e rilasciato in produzione un intervento tecnico funzionale alle necessità dell’istituto di credito, nostro cliente, e dell’Inps.

    Parallelamente, abbiamo condotto interventi di adeguamento normativo di prodotti bancari per il loro allineamento con le agevolazioni a sostegno dei privati e delle imprese previste nel decreto Cura Italia.

    Giulia Trevisi, analista funzionale di Side Soft, è autrice di questo articolo.
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  • Nell’ambito del decreto Cura Italia, l’Inps ha ricevuto 4.772.178 domande di Indennità Covid 600 euro - dato aggiornato alla fine di aprile - e, di queste, 3.668.968 sono state accolte. Delle restanti, circa “225.000 presentano IBAN errato e si sta comunicando con i lavoratori per variazione; circa 300.000 sono respinte per cumulo con pensione o Reddito di Cittadinanza già in pagamento; circa 630.000 con requisiti che non hanno superato i controlli e sono in stato di verifica\correzione per categoria sbagliata dall’utente” scrive l'istituto in una comunicazione ufficiale.

    Il nostro focus operativo, per il quale abbiamo prestato servizi di consulenza a un primario istituto di credito, riguarda le domande con IBAN errato. Abbiamo infatti affiancato la banca nella ricostruzione delle informazioni storiche riconducibili ad alcuni clienti esclusi dal bonus, allo scopo di incrociare correttamente i dati Inps con quelli bancari e produrre una correzione automatica delle istanze.

    Un’attività basata sull’intelligenza dei dati, che abbiamo condotto decodificando ampie serie di flussi anagrafici, interrogando e interagendo con diverse aree dell’istituto. Abbiamo così eseguito e rilasciato in produzione un intervento tecnico funzionale alle necessità dell’istituto di credito, nostro cliente, e dell’Inps.

    Parallelamente, abbiamo condotto interventi di adeguamento normativo di prodotti bancari per il loro allineamento con le agevolazioni a sostegno dei privati e delle imprese previste nel decreto Cura Italia.

    Giulia Trevisi, analista funzionale di Side Soft, è autrice di questo articolo.
  • Cobol e Mainframe, siamo sul pezzo!Nel 2020 la frequenza di implementazione di nuove funzionalità delle applicazioni mainframe aumenterà di circa il 41%, contro il 38% delle applicazioni non mainframe. Lo stabilisce una ricerca globale su 400 dirigenti IT senior condotta da Vanson Bourne alla vigilia della pandemia da Covid-19 che, a sua volta, ha messo in evidenza l’allarmante fabbisogno di programmatori Cobol nei sistemi economici più evoluti, in particolare negli Stati Uniti dove numerose applicazioni mission critical vengono gestite su mainframe.

    Un rapporto di Reuters ha peraltro evidenziato che il 43% dei sistemi bancari è tuttora basato su COBOL e il 95% degli swipe ATM dipende da codice COBOL.

    In questo scenario, la scelta di dotarci di un’infrastruttura Mainframe z/OS, all’interno della quale avviamo al linguaggio Cobol i neo assunti, si è rivelata lungimirante e funzionale alle dinamiche che stanno forgiando l’ecosistema IT.

    Secondo il 47% delle organizzazioni contattate, il mainframe esprime una maggiore capacità di eseguire applicazioni business-critical, poiché fornisce un supporto cruciale per un’ampia casistica di servizi orientati al cliente e alla crescita dei ricavi. “Gli sviluppatori mainframe sono più fondamentali che mai rispetto al successo del business" spiega Veronique Dufour-Theory, vicepresidente Sud Europa e Medio Oriente di Compuware "e per innovare realmente i sistemi core esistenti e fornire nuovi servizi digitali ai clienti, gli sviluppatori hanno bisogno della migliore esperienza e del miglior ambiente possibile in cui lavorare”.

    Per accelerare la software innovation, il 52% delle organizzazioni ha inoltre adottato DevOps sul mainframe e il 42% ha adottato metodologie Agile. Un approccio integrato che abbiamo interiorizzato anche nelle nostre divisioni Sviluppo e Programmazione.

    Questo articolo è stato scritto da Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft.
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  • Nel 2020 la frequenza di implementazione di nuove funzionalità delle applicazioni mainframe aumenterà di circa il 41%, contro il 38% delle applicazioni non mainframe. Lo stabilisce una ricerca globale su 400 dirigenti IT senior condotta da Vanson Bourne alla vigilia della pandemia da Covid-19 che, a sua volta, ha messo in evidenza l’allarmante fabbisogno di programmatori Cobol nei sistemi economici più evoluti, in particolare negli Stati Uniti dove numerose applicazioni mission critical vengono gestite su mainframe.

    Un rapporto di Reuters ha peraltro evidenziato che il 43% dei sistemi bancari è tuttora basato su COBOL e il 95% degli swipe ATM dipende da codice COBOL.

    In questo scenario, la scelta di dotarci di un’infrastruttura Mainframe z/OS, all’interno della quale avviamo al linguaggio Cobol i neo assunti, si è rivelata lungimirante e funzionale alle dinamiche che stanno forgiando l’ecosistema IT.

    Secondo il 47% delle organizzazioni contattate, il mainframe esprime una maggiore capacità di eseguire applicazioni business-critical, poiché fornisce un supporto cruciale per un’ampia casistica di servizi orientati al cliente e alla crescita dei ricavi. “Gli sviluppatori mainframe sono più fondamentali che mai rispetto al successo del business" spiega Veronique Dufour-Theory, vicepresidente Sud Europa e Medio Oriente di Compuware "e per innovare realmente i sistemi core esistenti e fornire nuovi servizi digitali ai clienti, gli sviluppatori hanno bisogno della migliore esperienza e del miglior ambiente possibile in cui lavorare”.

    Per accelerare la software innovation, il 52% delle organizzazioni ha inoltre adottato DevOps sul mainframe e il 42% ha adottato metodologie Agile. Un approccio integrato che abbiamo interiorizzato anche nelle nostre divisioni Sviluppo e Programmazione.

    Questo articolo è stato scritto da Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft.
  • Remote Working: 5 passaggi fondamentaliA fine febbraio il lockdown non era ancora scattato ma il nostro presidente, Davide Costa, ci ha dato disposizioni per centralizzare tutte le richieste dei colleghi in vista dell’attivazione del protocollo di remote working. Il gruppo Network, costituito due anni fa e composto da alcuni colleghi e dal vice presidente Roberto Pasqualini, si è subito attivato per mettere a sistema le procedure necessarie a rendere operativo lo smart working per il 99% del personale dipendente.

    Abbiamo seguito cinque passaggi fondamentali.

    Per rendere fruibili le risorse presenti sui server aziendali - documenti, programmi, utility - sono state acquistate nuove licenze per l’accesso da remoto verso la rete interna. Sui pc dei colleghi sprovvisti degli strumenti per collegarsi da remoto alle risorse dei clienti, abbiamo installato i client e contestualmente abbiamo richiesto all’organo preposto l’attivazione dell’app di generazione degli otp, acronimo di One-Time Password.

    Abbiamo evaso le richieste di apertura firewall per consentire alla rete Vpn, utilizzata per svolgere le attività da casa, di accedere alle risorse presso i nostri clienti. Le richieste sono state numerose e se la situazione si protrarrà ancora a lungo, ne serviranno di nuove.

    Abbiamo abilitato e condiviso una suite di strumenti per la comunicazione a distanza: Google Hangouts e Google Meet per le videoconferenze con i clienti, Microsoft Teams come hub per la collaborazione interna e per la formazione a distanza.

    Uno dei punti di forza dell’azienda è rappresentato dalla capacità di documentare tutto ciò che può essere utile a un collega. Quando un’anomalia viene superata con successo, il troubleshooting e la soluzione vengono descritti in documentazioni migrate e condivise online su un sito SharePoint, appositamente acquistato dall’azienda. In questo modo, è sufficiente essere connessi ad internet per poter usufruire delle informazioni, ed eventualmente arricchirle.

    Tutto sta funzionando senza problemi ma ci auguriamo che in futuro lo smart working possa essere soltanto una scelta, e non un’imposizione legata a un evento così grave come il Covid-19.

    Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, analista programmatore, e Giulia Trevisi, analista funzionale di Side Soft
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  • A fine febbraio il lockdown non era ancora scattato ma il nostro presidente, Davide Costa, ci ha dato disposizioni per centralizzare tutte le richieste dei colleghi in vista dell’attivazione del protocollo di remote working. Il gruppo Network, costituito due anni fa e composto da alcuni colleghi e dal vice presidente Roberto Pasqualini, si è subito attivato per mettere a sistema le procedure necessarie a rendere operativo lo smart working per il 99% del personale dipendente.

    Abbiamo seguito cinque passaggi fondamentali.

    Per rendere fruibili le risorse presenti sui server aziendali - documenti, programmi, utility - sono state acquistate nuove licenze per l’accesso da remoto verso la rete interna. Sui pc dei colleghi sprovvisti degli strumenti per collegarsi da remoto alle risorse dei clienti, abbiamo installato i client e contestualmente abbiamo richiesto all’organo preposto l’attivazione dell’app di generazione degli otp, acronimo di One-Time Password.

    Abbiamo evaso le richieste di apertura firewall per consentire alla rete Vpn, utilizzata per svolgere le attività da casa, di accedere alle risorse presso i nostri clienti. Le richieste sono state numerose e se la situazione si protrarrà ancora a lungo, ne serviranno di nuove.

    Abbiamo abilitato e condiviso una suite di strumenti per la comunicazione a distanza: Google Hangouts e Google Meet per le videoconferenze con i clienti, Microsoft Teams come hub per la collaborazione interna e per la formazione a distanza.

    Uno dei punti di forza dell’azienda è rappresentato dalla capacità di documentare tutto ciò che può essere utile a un collega. Quando un’anomalia viene superata con successo, il troubleshooting e la soluzione vengono descritti in documentazioni migrate e condivise online su un sito SharePoint, appositamente acquistato dall’azienda. In questo modo, è sufficiente essere connessi ad internet per poter usufruire delle informazioni, ed eventualmente arricchirle.

    Tutto sta funzionando senza problemi ma ci auguriamo che in futuro lo smart working possa essere soltanto una scelta, e non un’imposizione legata a un evento così grave come il Covid-19.

    Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, analista programmatore, e Giulia Trevisi, analista funzionale di Side Soft
  • Resilienza nei Remote TeamAncora non sapevamo che avremmo dovuto affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19 quando abbiamo iniziato il nuovo corso interno di potenziamento delle Life Skills dedicato ai Meta Programmi. Mai avremmo immaginato che di lì a poco avremmo messo in campo gli accorgimenti appresi proprio in riferimento alle mappe di pensiero che determinano le nostre azioni e reazioni.
    Come abbiamo potuto scoprire grazie al corso, i Meta Programmi sono infatti schemi che identificano la parte segreta di noi, quella che più ci definisce in profondità: si tratta di automatismi attraverso i quali una persona decide quale strategia adottare davanti a un’opportunità o a un pericolo, e quale percorso di scelta sviluppare.
    Ogni comportamento, in realtà, è una comunicazione e non esiste comunicazione corretta o sbagliata in assoluto. È necessario, quindi, imparare a interpretare e a “leggere” i comportamenti altrui per adattare il proprio approccio alla persona che abbiamo di fronte o alla situazione contingente.
    Le doti più importanti nella gestione di un team, a maggior ragione in modalità remote working, sono la flessibilità e la resilienza, capacità in grado di di favorire meccanismi di convivenza per il raggiungimento di un obiettivo finale.
    Conoscere questi schemi interiori ci può aiutare a valutare, comprendere e collaborare al meglio con i colleghi e a mettere in pratica piccole strategie di customer delight, anche in condizioni inedite.
    Come diceva R. Bandler, "il buon comunicatore deve comportarsi come un ramoscello sotto il vento: piegarsi quando è necessario per poi ritornare nella sua posizione originaria".

    Questo articolo è stato scritto da Raffaella Capelli, assistente alla direzione di Side Soft
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  • Ancora non sapevamo che avremmo dovuto affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19 quando abbiamo iniziato il nuovo corso interno di potenziamento delle Life Skills dedicato ai Meta Programmi. Mai avremmo immaginato che di lì a poco avremmo messo in campo gli accorgimenti appresi proprio in riferimento alle mappe di pensiero che determinano le nostre azioni e reazioni.
    Come abbiamo potuto scoprire grazie al corso, i Meta Programmi sono infatti schemi che identificano la parte segreta di noi, quella che più ci definisce in profondità: si tratta di automatismi attraverso i quali una persona decide quale strategia adottare davanti a un’opportunità o a un pericolo, e quale percorso di scelta sviluppare.
    Ogni comportamento, in realtà, è una comunicazione e non esiste comunicazione corretta o sbagliata in assoluto. È necessario, quindi, imparare a interpretare e a “leggere” i comportamenti altrui per adattare il proprio approccio alla persona che abbiamo di fronte o alla situazione contingente.
    Le doti più importanti nella gestione di un team, a maggior ragione in modalità remote working, sono la flessibilità e la resilienza, capacità in grado di di favorire meccanismi di convivenza per il raggiungimento di un obiettivo finale.
    Conoscere questi schemi interiori ci può aiutare a valutare, comprendere e collaborare al meglio con i colleghi e a mettere in pratica piccole strategie di customer delight, anche in condizioni inedite.
    Come diceva R. Bandler, "il buon comunicatore deve comportarsi come un ramoscello sotto il vento: piegarsi quando è necessario per poi ritornare nella sua posizione originaria".

    Questo articolo è stato scritto da Raffaella Capelli, assistente alla direzione di Side Soft
  • I nostri Smart Workers Il piacere di lavorare con ritmi meno incalzanti, la dolcezza del tempo trascorso accanto ai figli, la comodità di non mettersi al volante o di stare in tuta tutto il giorno. Ma anche la mancanza del contatto umano con i colleghi, la difficoltà di conciliare il lavoro, lo studio e il gioco, e la paura che il ritorno alla normalità sia lontano. Le testimonianze degli smart workers di Side Soft raccontano le emozioni contrastanti di quotidianità inedite.

    GIULIA TREVISI
    analista funzionale

    Lavorare da casa non è stata mai una mia prerogativa perché penso che operare in team, con la possibilità di confrontarsi e crescere in modo corresponsabile, rappresenti il punto di forza di ogni lavoro, qualunque esso sia. Ho sempre temuto che le comunicazioni a distanza si presentassero più difficili e complicate. Per fortuna, la tecnologia in questo momento ci permette di superare limiti e disservizi, dandoci la possibilità di confrontarci in call o videoconferenza con clienti, colleghi e direzione aziendale. I ritmi di questi meeting on-line hanno riempito la mia agenda oltre ogni mia previsione, e in questo momento così difficile, in cui preoccupazioni e cautele ci obbligano a stare separati, una semplice domanda o un’attenzione in più, anche a distanza, rappresentano punti di forza strabilianti. Un saluto a fine call si trasforma in una bellissima chiacchierata tra colleghi, spesso affiancati da fidati e scherzosi mini aiutanti

    DAVIDE BETTELLI
    analista programmatore

    Voglio raccontare due episodi teneri e divertenti di questa fase in smart working. Durante il rilascio di November Change, mia figlia giocava accanto alla mia postazione e sentiva in call gli altri colleghi che parlavano in continuazione del pacchetto ESB “Fase A”. E lei arrabbiata: “Ma papà, perché sempre questo FASE A?!”. In un’altra occasione, ero in call con un collega che noi tutti chiamiamo Robbi e lei pensava che stessi parlando con la “sua” Robbi, una tata che aveva al nido, e voleva a tutti i costi salutarla.

    DANIELE ALQUATI
    analista programmatore

    All’inizio avevo qualche difficoltà a lavorare in Smart Working per l‘impossibilità del dialogo diretto con i colleghi e i clienti, ma dopo un mese di lavoro queste difficoltà sono state superate e adesso mi sono abituato ai nuovi ritmi.
    Ora che anche mia moglie è a casa dal lavoro sono più tranquillo, prima di tutto per la sua salute e poi perché può controllare Ricky, il nostro bimbo di due anni e mezzo. A parte i momenti in cui su uno schermo ho del codice da scrivere, e sull’altro i cartoni animati di Ricky, e tralasciando quando il mio ometto piomba in camera mentre sono in call, tutto è abbastanza tranquillo.

    SIMONE BOTTAZZI
    analista funzionale

    Il momento è delicato, lo sappiamo tutti, è difficile spiegare in poche parole le difficoltà, le emozioni, le preoccupazioni e i diversivi per distrarre la mente, anche solo per poco, da quello che sta accadendo. Io ho la fortuna di poter lavorare da casa, da remoto, tramite la formula del "lavoro agile". Lo so, oggi va per la maggiore il termine "Smart Working" ma io sono italiano, mi sento italiano, e parlo italiano. Dicevo che sono fortunato...sì, lo sono perchè posso permettermi il lusso di stare a casa, con i miei cari, limitare al massimo l'esposizione ai rischi, per me e per loro, ma allo stesso tempo continuare a lavorare. Ovviamente, come per tutte le cose, esistono anche gli aspetti "meno romantici". Nel mio caso, per esempio, ho la mia piccolina di poco più di un anno che, essendo a casa dall'asilo, vede mamma - anche lei lavora da casa - e papà che sono con lei, ma che non le possono dare, per forza di cose, tutte le attenzioni che meriterebbe. Sì, alla fine anche loro ne risentono. C'è chi dice che per loro non cambia quasi nulla, sono troppo piccoli. Pensiero sbagliatissimo, a mio modo di vedere le cose. La mia bimba gioca, ride e corre, ma si capisce lontano chilometri che le manca la vita con gli altri bimbi. E per fortuna abbiamo anche un fazzoletto di giardino, che le permette di sgambettare un po’. E per concludere, la vita di coppia, aspetto da non trascurare. Lavorando da casa si è tutti più vicini, ma lo si è 24 ore su 24, e a volte è un po’ più difficile. Ma con un pizzico di fantasia, un po’ di pazienza e tanta buona volontà si riesce a fare tutto.

    CLAUDIA BASSOLI
    analista programmatore

    È ormai dal 25 febbraio che lavoro in smart working. La prima settimana non è stata entusiasmante: postazione di lavoro non adatta a passare tante ore seduta davanti al PC, ma soprattutto la difficoltà a gestire correttamente gli orari di lavoro. Sola in casa, perdevo la cognizione del tempo. Ho dovuto ri-organizzarmi mentalmente e praticamente, allestendo una nuova postazione di lavoro più idonea e gestendo al meglio il tempo. Ora apprezzo il fatto di non dover affrontare tutti i giorni due ore di viaggio, il lavoro è più tranquillo e sereno, ma mi manca il contatto umano con i colleghi, che aiuta a risolvere più velocemente le varie difficoltà lavorative. Mi auguro che l'attuale situazione sanitaria si risolva nel migliore dei modi e che possiamo rivederci presto tutti in azienda.

    GIULIA AZZOLINI
    analista programmatore

    Probabilmente sarò una voce fuori dal coro ma questo periodo fa bene a me e fa sicuramente bene alla mia famiglia. Io, che per andare e tornare dall’ufficio devo farmi due ore di macchina al giorno, con lo smart-working sono decisamente rinata! Ho la fortuna di poter contare su preziosi aiutanti come i nonni, che possono occuparsi della piccola Carlotta mentre mi dedico alle attività lavorative, credo che diversamente sarebbe stato molto complicato visto che ha ancora un'età in cui richiede il 100% delle mie attenzioni. Riesco a gestire le attività da svolgere durante la giornata senza troppi problemi: tramite chiamate e videochiamate posso confrontarmi con i colleghi e con il cliente senza difficoltà. Se proprio devo trovare qualche difetto, ecco, potrebbe essere che a volte il traffico dati è talmente saturo che la connessione diventa difficoltosa, ma è successo un paio di volte in un mese quindi niente di preoccupante. L’altro difetto dello smart-working è la mancanza di quell’“umanità” che si vive in ufficio, lavorando insieme.

    NADIA PASQUINELLI
    analista sviluppatrice

    Anche oggi siamo tutti qui, stretti tra quattro mura, i miei figli che fanno lezione on line ed io che lavoro in Smart Working! Certo è faticoso,  ma questa possibilità mi permette di seguire i miei ragazzi, di risolvere con loro problemi di collegamento on line con la scuola, di insegnargli ad utilizzare Internet, Word, Excel. Sono già diventati molto abili, ‘’dei futuri informatici pronti ad entrare in Side”! Per fortuna che esiste lo Smart Working che dà la possibilità di continuare la vita di tutti i giorni, nella speranza che tutto finisca al più presto!

    FEDERICO RAUTNICH
    analista sviluppatore

    [note per i lettori: Federico è giovane e normalmente molto attivo nello sport e nel sociale, un’energia che, sotto la morsa della quarantena, sfoga in una fantasia “epica”. Per fortuna divide l’esperienza dello smart working con il papà, anche lui dipendente Side Soft, che lo riporta puntualmente alla realtà]
    Forse la cosa più strana è il susseguirsi imperterrito di quella che sembra una costante sensazione di déjà vu. Ci si alza? Beh si certo come sempre, fino a qui direi che è anche un bene che continui questa tradizione.
    Poi cos’altro? Vediamo… beh sì, si mangia! La colazione è il pasto più importante. Io preferisco il tè mentre mio padre i caffè latte. Questa piccola diversità di gusti è la base per iniziare una giornata di pacifica convivenza tra noi due. Avete presente quello che in storia è chiamato il casus belli? La famosa “goccia che fece traboccare il vaso”: il rapimento di Elena che fece scoppiare la guerra di Troia, l’attentato di Sarajevo del 1914, l’incidente di Gleiwitz che fece iniziare la Seconda Guerra Mondiale; tutte famose gocce che fecero traboccare vasi dalle conseguenze catastrofiche. Nulla di questi però è paragonabile a quello che potrebbe essere il trovare, da parte mia o di mio padre, il cartone di latte o la scatola del tè vuote.  
    Lungi da me, se un tale equilibrio venisse rotto. Si esatto perché c’è da lavorare qui! Non c’è tempo per gli sproloqui, il caffè latte e i casus belli!
    Quindi pronti, partenza via!
    Oggi nuovo record signore e signori. Sette secondi, no dico ben sette secondi per arrivare dal mio letto alla mia postazione di lavoro. Faccio un inchino e saluto tutto il pubblico che mi applaude, mamma mia che bolgia, che urla, mi amano! Mi pare giusto ringraziarli: “Grazie, grazie sono stanchissimo ma contentissimo” – sì bravo così, ce li hai in pugno – “vorrei fare un particolare ringraziamento al salone Dallari per avermi venduto un letto dalle prestazioni spettacolari senza il quale non ce l’avrei mai fatta” – così sì ormai pendono dalle tue labbra – “poi chi altri? Ah sì sì. Beh ovviamente ringrazio il Signore per non avermi fatto inciampare sul cane durante il mio scatto. Ora mi potete chiamare l’Alberto Tomba degli slalom domestici.”
    Beh però sette secondi, non male. Sette. Mi vien in mente l’indovinello del film “La vita è bella” quello di Biancaneve e i nani che ora non ricordo come faceva bene…
    Perfetto, Google come sempre ha dato una bella mano: “Biancaneve in mezzo ai nani, risolvi questo enigma cervellone nel tempo che ti dà la soluzione”. Bello quel film, mi sa che questa sera me lo guarderò. Tanto cos’altro vorrai mai fare: leggere? Dipingere? Suonare? No dai, questa sera ci sta un bel film. Un bel film dopo cena. Io, il film e un bicchiere di Amaro del Capo, quello buono. Sempre se mio padre non l’ha finito, perché altrimenti sarà dura arrivare alla colazione interi domani.

    STEFANIA NEGRI
    analista funzionale

    Sinceramente, per me lo smart working si è trasformato in extreme working: l’ufficio in casa richiede una grande disciplina, una postazione di lavoro personale e isolata per stare concentrata, orari determinati. Tutto questo è difficile da organizzare con un figlio che deve fare i compiti e lezioni on-line e deve essere seguito come se fosse a scuola. Personalmente mi sono imposta orari rigidi di lavoro in cui cerco di organizzare il lavoro di scuola di Luigi e il mio, in poche parole ho pianificato sia un planning di lavoro che di studio di mio figlio, il più possibile sincronizzato. Sicuramente la parola che mi appartiene di più in questo periodo e che appartiene alla mia famiglia è “flessibilità”, ognuno di noi cerca di sopravvivere alla quotidianità senza troppi vincoli e stress.

    SILVIA VILLA
    Controllo e maintenance dei sistemi di sintesi

    Sono passati poco più di 2 mesi dal mio colloquio con S.I.DE soft s.r.l., seguito dall’assunzione. Uno degli argomenti del colloquio è stato proprio lo smart working, ero da tempo convinta che le società informatiche fossero le candidate ideali per questa tipologia di lavoro. Anche la direzione di Sidesoft condivideva questa idea, pur rilevando che, allora, l’organizzazione non era strutturata in modo completo per avviare al remote working una consistente quota di personale, sia per le necessarie dotazioni hardware che per la metodologia di lavoro. A maggior ragione per un neoassunto che, per forza di cose, ha la necessità di un affiancamento articolato e continuativo da parte dei colleghi per la necessaria formazione. Con un sorriso oggi penso a quel colloquio...l'emergenza Coronavirus purtroppo, o per fortuna, ha cambiato completamente la prospettiva! Sidesoft è stata "costretta" ad essere pronta e direi anche con ottimi risultati. E l'esperienza ha smentito anche me. Di sicuro, da un punto di vista tecnologico, una società informatica è davvero la candidata ideale, ma anche da noi il rapporto umano, il confronto quotidiano, una pausa caffè contribuiscono a creare un clima di collaborazione che non ha lo stesso valore se costruito con chat, videocamere e microfoni. Quindi sì, evviva lo smart working...ma se è possibile uno o due giorni a settimana!

    LORENZO SASSI
    capo progetto

    Sono stato fortunato e sono riuscito a raggiungere la mia compagna a Biella, dove lavora. La mia giornata parte con una bella colazione e subito dopo mi collego al pc (rigorosamente in tuta). Poter lavorare da casa, attraverso lo smart working, significa per me poter continuare i progetti e raggiungere gli obiettivi prefissati, anche in questo particolare periodo. Le mie giornate rimangono così impegnate, alleviando, anche se di poco, i pensieri negativi e tristi che questo periodo porta con sé. Sono consapevole dell’impegno e delle difficoltà che S.I.DE. sta attraversando in questo momento, e concedere a tutti i dipendenti di poter lavorare da casa è un’opportunità veramente preziosa. Sono sicuro che questo sarà uno spunto in più per poter garantire, anche una volta superata l’emergenza, un servizio sempre costante e all’avanguardia. Un pensiero è comunque doveroso per tutti coloro che stanno lottando in prima linea contro questo virus. Grazie.

    VINCENZO AMORUSO
    analista programmatore

    Questo periodo è indubbiamente la cosa più triste che mi sia mai capitata nella vita. Non puoi vedere, abbracciare e vivere i tuoi cari, i tuoi amici…perché potrebbe nuocere alla salute. Brutta roba! E se non vuoi nuocere alla salute di chi ami, che fai? Stai a casa! Ti raccomandi e ti preoccupi che tutti stiano a casa o che si proteggano quando sono obbligati ad uscire. Caratterialmente cerco sempre di vedere il buono nelle cose e anche in questo momento storico mi viene naturale farlo. Sto apprezzando i pranzi a casa con mia moglie e i suoi piatti succulenti che riesco a godermi di più, ora che i ritmi sono meno frenetici. C’è anche il risparmio dello stress per il fatto di non guidare più. Poi c’è Leslie, la mia “assistente” a quattro zampe. Da tre settimane ormai viviamo ogni secondo insieme. Chi glielo spiegherà che, quando tutto questo sarà finito, dovrò nuovamente uscire tutte le mattine? Ah! Poi c’è la tuta. Sì! Sono tre settimane che vivo in tuta. È davvero comodo. Se posso dare il mio contributo per fare in modo che tutto questo finisca, perché non farlo in estrema comodità?! #iorestoacasa #andràtuttobene.

    MIRIAM LANZA
    analista programmatore

    Come per tutti, questo è un periodo abbastanza complicato. Forse per noi un po’ di più, perché in casa siamo in sette. Alla mattina Letizia, la maggiore dei miei cinque figli, si chiude in camera a studiare per gli esami universitari, che non sa se e come darà (su SKYPE?). Francesco, il secondogenito, è alle prese con un esame di maturità dalle modalità di svolgimento per ora oscure, si piazza in sala e passa la mattinata sul pc con Hangout Meet. Emanuele, il terzogenito, si chiude in camera perchè ha cinque ore di lezioni e interrogazioni su Hangout Meet, e siccome ogni tanto qualche fratello piccolo entra perchè vorrebbe attirarlo per una partita di pallone in terrazzo, ha cercato di evidenziare il suo avviso 'Non entrare' sulla porta. Io e mio marito ci alterniamo a seguire nei compiti i due piccoli perché hanno anche loro videolezioni registrate da seguire ed email da inviare, e alle elementari - per fortuna -da soli ancora non sono capaci di fare tutto. Chi dei due non è 'di turno' con i piccoli, si mette in camera sul tavolino che abbiamo aggiunto, e lavora. Per fortuna, al pomeriggio, la scuola è chiusa e, se c’è bel tempo, i più piccoli vanno in terrazzo...in alternativa ci sono sempre gli intramontabili Lego!

    FEDERICA PERINETTO
    analista funzionale

    La mia esperienza è decisamente controcorrente rispetto a quella che hanno descritto i miei colleghi. Non sto infatti facendo smart working perché, in accordo con l’azienda, sono rimasta a lavorare in ufficio, per poter gestire le telefonate che ancora arrivano o ricevere le consegne.
    Siamo rimasti in tre negli uffici, ma siamo talmente lontani fra di noi che capita, a volte, di non vedersi nemmeno durante il giorno…giusto il saluto serale, e questo non perché non si vada d’accordo tra di noi, ma perché siamo coscienti del fatto che un piccolo sacrificio adesso, porterà un grande beneficio domani, e non solo a noi!
    Personalmente ho lasciato la mia solita postazione e mi sono trasferita nell’ufficio del vice presidente ma non completamente da sola, porto sempre con me una scorta di viveri, per “addolcire” un po’ la solitudine. Sinceramente, è strano vedere le strade vuote mentre mi reco in ufficio, poi il silenzio che regna per i corridoi di SIDE è quasi spettrale, soprattutto per me che ero abituata a sedere ogni giorno con colleghi allegri e rumorosi come me. L’ultimo giorno di lavoro è stato strano ricevere le ultime direttive da Raffaella, la nostra assistente alla direzione, abbiamo iniziato a salutarci come facciamo di solito - “ciao ci vediamo…” - e il cervello suggeriva le solite opzioni - “domani”, “lunedì”, “ fra una settimana” - ma questa volta la voce si è rotta e abbiamo concluso con un “presto, speriamo”. Quindi, quando sono andati via tutti, mi sono sentita un po’ come Don Camillo quando resta di guardia al paese durante l’alluvione e aspetta speranzoso che tutto finisca e tutti possano tornare al loro posto, “presto, speriamo”.
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  • Il piacere di lavorare con ritmi meno incalzanti, la dolcezza del tempo trascorso accanto ai figli, la comodità di non mettersi al volante o di stare in tuta tutto il giorno. Ma anche la mancanza del contatto umano con i colleghi, la difficoltà di conciliare il lavoro, lo studio e il gioco, e la paura che il ritorno alla normalità sia lontano. Le testimonianze degli smart workers di Side Soft raccontano le emozioni contrastanti di quotidianità inedite.

    GIULIA TREVISI
    analista funzionale

    Lavorare da casa non è stata mai una mia prerogativa perché penso che operare in team, con la possibilità di confrontarsi e crescere in modo corresponsabile, rappresenti il punto di forza di ogni lavoro, qualunque esso sia. Ho sempre temuto che le comunicazioni a distanza si presentassero più difficili e complicate. Per fortuna, la tecnologia in questo momento ci permette di superare limiti e disservizi, dandoci la possibilità di confrontarci in call o videoconferenza con clienti, colleghi e direzione aziendale. I ritmi di questi meeting on-line hanno riempito la mia agenda oltre ogni mia previsione, e in questo momento così difficile, in cui preoccupazioni e cautele ci obbligano a stare separati, una semplice domanda o un’attenzione in più, anche a distanza, rappresentano punti di forza strabilianti. Un saluto a fine call si trasforma in una bellissima chiacchierata tra colleghi, spesso affiancati da fidati e scherzosi mini aiutanti

    DAVIDE BETTELLI
    analista programmatore

    Voglio raccontare due episodi teneri e divertenti di questa fase in smart working. Durante il rilascio di November Change, mia figlia giocava accanto alla mia postazione e sentiva in call gli altri colleghi che parlavano in continuazione del pacchetto ESB “Fase A”. E lei arrabbiata: “Ma papà, perché sempre questo FASE A?!”. In un’altra occasione, ero in call con un collega che noi tutti chiamiamo Robbi e lei pensava che stessi parlando con la “sua” Robbi, una tata che aveva al nido, e voleva a tutti i costi salutarla.

    DANIELE ALQUATI
    analista programmatore

    All’inizio avevo qualche difficoltà a lavorare in Smart Working per l‘impossibilità del dialogo diretto con i colleghi e i clienti, ma dopo un mese di lavoro queste difficoltà sono state superate e adesso mi sono abituato ai nuovi ritmi.
    Ora che anche mia moglie è a casa dal lavoro sono più tranquillo, prima di tutto per la sua salute e poi perché può controllare Ricky, il nostro bimbo di due anni e mezzo. A parte i momenti in cui su uno schermo ho del codice da scrivere, e sull’altro i cartoni animati di Ricky, e tralasciando quando il mio ometto piomba in camera mentre sono in call, tutto è abbastanza tranquillo.

    SIMONE BOTTAZZI
    analista funzionale

    Il momento è delicato, lo sappiamo tutti, è difficile spiegare in poche parole le difficoltà, le emozioni, le preoccupazioni e i diversivi per distrarre la mente, anche solo per poco, da quello che sta accadendo. Io ho la fortuna di poter lavorare da casa, da remoto, tramite la formula del "lavoro agile". Lo so, oggi va per la maggiore il termine "Smart Working" ma io sono italiano, mi sento italiano, e parlo italiano. Dicevo che sono fortunato...sì, lo sono perchè posso permettermi il lusso di stare a casa, con i miei cari, limitare al massimo l'esposizione ai rischi, per me e per loro, ma allo stesso tempo continuare a lavorare. Ovviamente, come per tutte le cose, esistono anche gli aspetti "meno romantici". Nel mio caso, per esempio, ho la mia piccolina di poco più di un anno che, essendo a casa dall'asilo, vede mamma - anche lei lavora da casa - e papà che sono con lei, ma che non le possono dare, per forza di cose, tutte le attenzioni che meriterebbe. Sì, alla fine anche loro ne risentono. C'è chi dice che per loro non cambia quasi nulla, sono troppo piccoli. Pensiero sbagliatissimo, a mio modo di vedere le cose. La mia bimba gioca, ride e corre, ma si capisce lontano chilometri che le manca la vita con gli altri bimbi. E per fortuna abbiamo anche un fazzoletto di giardino, che le permette di sgambettare un po’. E per concludere, la vita di coppia, aspetto da non trascurare. Lavorando da casa si è tutti più vicini, ma lo si è 24 ore su 24, e a volte è un po’ più difficile. Ma con un pizzico di fantasia, un po’ di pazienza e tanta buona volontà si riesce a fare tutto.

    CLAUDIA BASSOLI
    analista programmatore

    È ormai dal 25 febbraio che lavoro in smart working. La prima settimana non è stata entusiasmante: postazione di lavoro non adatta a passare tante ore seduta davanti al PC, ma soprattutto la difficoltà a gestire correttamente gli orari di lavoro. Sola in casa, perdevo la cognizione del tempo. Ho dovuto ri-organizzarmi mentalmente e praticamente, allestendo una nuova postazione di lavoro più idonea e gestendo al meglio il tempo. Ora apprezzo il fatto di non dover affrontare tutti i giorni due ore di viaggio, il lavoro è più tranquillo e sereno, ma mi manca il contatto umano con i colleghi, che aiuta a risolvere più velocemente le varie difficoltà lavorative. Mi auguro che l'attuale situazione sanitaria si risolva nel migliore dei modi e che possiamo rivederci presto tutti in azienda.

    GIULIA AZZOLINI
    analista programmatore

    Probabilmente sarò una voce fuori dal coro ma questo periodo fa bene a me e fa sicuramente bene alla mia famiglia. Io, che per andare e tornare dall’ufficio devo farmi due ore di macchina al giorno, con lo smart-working sono decisamente rinata! Ho la fortuna di poter contare su preziosi aiutanti come i nonni, che possono occuparsi della piccola Carlotta mentre mi dedico alle attività lavorative, credo che diversamente sarebbe stato molto complicato visto che ha ancora un'età in cui richiede il 100% delle mie attenzioni. Riesco a gestire le attività da svolgere durante la giornata senza troppi problemi: tramite chiamate e videochiamate posso confrontarmi con i colleghi e con il cliente senza difficoltà. Se proprio devo trovare qualche difetto, ecco, potrebbe essere che a volte il traffico dati è talmente saturo che la connessione diventa difficoltosa, ma è successo un paio di volte in un mese quindi niente di preoccupante. L’altro difetto dello smart-working è la mancanza di quell’“umanità” che si vive in ufficio, lavorando insieme.

    NADIA PASQUINELLI
    analista sviluppatrice

    Anche oggi siamo tutti qui, stretti tra quattro mura, i miei figli che fanno lezione on line ed io che lavoro in Smart Working! Certo è faticoso,  ma questa possibilità mi permette di seguire i miei ragazzi, di risolvere con loro problemi di collegamento on line con la scuola, di insegnargli ad utilizzare Internet, Word, Excel. Sono già diventati molto abili, ‘’dei futuri informatici pronti ad entrare in Side”! Per fortuna che esiste lo Smart Working che dà la possibilità di continuare la vita di tutti i giorni, nella speranza che tutto finisca al più presto!

    FEDERICO RAUTNICH
    analista sviluppatore

    [note per i lettori: Federico è giovane e normalmente molto attivo nello sport e nel sociale, un’energia che, sotto la morsa della quarantena, sfoga in una fantasia “epica”. Per fortuna divide l’esperienza dello smart working con il papà, anche lui dipendente Side Soft, che lo riporta puntualmente alla realtà]
    Forse la cosa più strana è il susseguirsi imperterrito di quella che sembra una costante sensazione di déjà vu. Ci si alza? Beh si certo come sempre, fino a qui direi che è anche un bene che continui questa tradizione.
    Poi cos’altro? Vediamo… beh sì, si mangia! La colazione è il pasto più importante. Io preferisco il tè mentre mio padre i caffè latte. Questa piccola diversità di gusti è la base per iniziare una giornata di pacifica convivenza tra noi due. Avete presente quello che in storia è chiamato il casus belli? La famosa “goccia che fece traboccare il vaso”: il rapimento di Elena che fece scoppiare la guerra di Troia, l’attentato di Sarajevo del 1914, l’incidente di Gleiwitz che fece iniziare la Seconda Guerra Mondiale; tutte famose gocce che fecero traboccare vasi dalle conseguenze catastrofiche. Nulla di questi però è paragonabile a quello che potrebbe essere il trovare, da parte mia o di mio padre, il cartone di latte o la scatola del tè vuote.  
    Lungi da me, se un tale equilibrio venisse rotto. Si esatto perché c’è da lavorare qui! Non c’è tempo per gli sproloqui, il caffè latte e i casus belli!
    Quindi pronti, partenza via!
    Oggi nuovo record signore e signori. Sette secondi, no dico ben sette secondi per arrivare dal mio letto alla mia postazione di lavoro. Faccio un inchino e saluto tutto il pubblico che mi applaude, mamma mia che bolgia, che urla, mi amano! Mi pare giusto ringraziarli: “Grazie, grazie sono stanchissimo ma contentissimo” – sì bravo così, ce li hai in pugno – “vorrei fare un particolare ringraziamento al salone Dallari per avermi venduto un letto dalle prestazioni spettacolari senza il quale non ce l’avrei mai fatta” – così sì ormai pendono dalle tue labbra – “poi chi altri? Ah sì sì. Beh ovviamente ringrazio il Signore per non avermi fatto inciampare sul cane durante il mio scatto. Ora mi potete chiamare l’Alberto Tomba degli slalom domestici.”
    Beh però sette secondi, non male. Sette. Mi vien in mente l’indovinello del film “La vita è bella” quello di Biancaneve e i nani che ora non ricordo come faceva bene…
    Perfetto, Google come sempre ha dato una bella mano: “Biancaneve in mezzo ai nani, risolvi questo enigma cervellone nel tempo che ti dà la soluzione”. Bello quel film, mi sa che questa sera me lo guarderò. Tanto cos’altro vorrai mai fare: leggere? Dipingere? Suonare? No dai, questa sera ci sta un bel film. Un bel film dopo cena. Io, il film e un bicchiere di Amaro del Capo, quello buono. Sempre se mio padre non l’ha finito, perché altrimenti sarà dura arrivare alla colazione interi domani.

    STEFANIA NEGRI
    analista funzionale

    Sinceramente, per me lo smart working si è trasformato in extreme working: l’ufficio in casa richiede una grande disciplina, una postazione di lavoro personale e isolata per stare concentrata, orari determinati. Tutto questo è difficile da organizzare con un figlio che deve fare i compiti e lezioni on-line e deve essere seguito come se fosse a scuola. Personalmente mi sono imposta orari rigidi di lavoro in cui cerco di organizzare il lavoro di scuola di Luigi e il mio, in poche parole ho pianificato sia un planning di lavoro che di studio di mio figlio, il più possibile sincronizzato. Sicuramente la parola che mi appartiene di più in questo periodo e che appartiene alla mia famiglia è “flessibilità”, ognuno di noi cerca di sopravvivere alla quotidianità senza troppi vincoli e stress.

    SILVIA VILLA
    Controllo e maintenance dei sistemi di sintesi

    Sono passati poco più di 2 mesi dal mio colloquio con S.I.DE soft s.r.l., seguito dall’assunzione. Uno degli argomenti del colloquio è stato proprio lo smart working, ero da tempo convinta che le società informatiche fossero le candidate ideali per questa tipologia di lavoro. Anche la direzione di Sidesoft condivideva questa idea, pur rilevando che, allora, l’organizzazione non era strutturata in modo completo per avviare al remote working una consistente quota di personale, sia per le necessarie dotazioni hardware che per la metodologia di lavoro. A maggior ragione per un neoassunto che, per forza di cose, ha la necessità di un affiancamento articolato e continuativo da parte dei colleghi per la necessaria formazione. Con un sorriso oggi penso a quel colloquio...l'emergenza Coronavirus purtroppo, o per fortuna, ha cambiato completamente la prospettiva! Sidesoft è stata "costretta" ad essere pronta e direi anche con ottimi risultati. E l'esperienza ha smentito anche me. Di sicuro, da un punto di vista tecnologico, una società informatica è davvero la candidata ideale, ma anche da noi il rapporto umano, il confronto quotidiano, una pausa caffè contribuiscono a creare un clima di collaborazione che non ha lo stesso valore se costruito con chat, videocamere e microfoni. Quindi sì, evviva lo smart working...ma se è possibile uno o due giorni a settimana!

    LORENZO SASSI
    capo progetto

    Sono stato fortunato e sono riuscito a raggiungere la mia compagna a Biella, dove lavora. La mia giornata parte con una bella colazione e subito dopo mi collego al pc (rigorosamente in tuta). Poter lavorare da casa, attraverso lo smart working, significa per me poter continuare i progetti e raggiungere gli obiettivi prefissati, anche in questo particolare periodo. Le mie giornate rimangono così impegnate, alleviando, anche se di poco, i pensieri negativi e tristi che questo periodo porta con sé. Sono consapevole dell’impegno e delle difficoltà che S.I.DE. sta attraversando in questo momento, e concedere a tutti i dipendenti di poter lavorare da casa è un’opportunità veramente preziosa. Sono sicuro che questo sarà uno spunto in più per poter garantire, anche una volta superata l’emergenza, un servizio sempre costante e all’avanguardia. Un pensiero è comunque doveroso per tutti coloro che stanno lottando in prima linea contro questo virus. Grazie.

    VINCENZO AMORUSO
    analista programmatore

    Questo periodo è indubbiamente la cosa più triste che mi sia mai capitata nella vita. Non puoi vedere, abbracciare e vivere i tuoi cari, i tuoi amici…perché potrebbe nuocere alla salute. Brutta roba! E se non vuoi nuocere alla salute di chi ami, che fai? Stai a casa! Ti raccomandi e ti preoccupi che tutti stiano a casa o che si proteggano quando sono obbligati ad uscire. Caratterialmente cerco sempre di vedere il buono nelle cose e anche in questo momento storico mi viene naturale farlo. Sto apprezzando i pranzi a casa con mia moglie e i suoi piatti succulenti che riesco a godermi di più, ora che i ritmi sono meno frenetici. C’è anche il risparmio dello stress per il fatto di non guidare più. Poi c’è Leslie, la mia “assistente” a quattro zampe. Da tre settimane ormai viviamo ogni secondo insieme. Chi glielo spiegherà che, quando tutto questo sarà finito, dovrò nuovamente uscire tutte le mattine? Ah! Poi c’è la tuta. Sì! Sono tre settimane che vivo in tuta. È davvero comodo. Se posso dare il mio contributo per fare in modo che tutto questo finisca, perché non farlo in estrema comodità?! #iorestoacasa #andràtuttobene.

    MIRIAM LANZA
    analista programmatore

    Come per tutti, questo è un periodo abbastanza complicato. Forse per noi un po’ di più, perché in casa siamo in sette. Alla mattina Letizia, la maggiore dei miei cinque figli, si chiude in camera a studiare per gli esami universitari, che non sa se e come darà (su SKYPE?). Francesco, il secondogenito, è alle prese con un esame di maturità dalle modalità di svolgimento per ora oscure, si piazza in sala e passa la mattinata sul pc con Hangout Meet. Emanuele, il terzogenito, si chiude in camera perchè ha cinque ore di lezioni e interrogazioni su Hangout Meet, e siccome ogni tanto qualche fratello piccolo entra perchè vorrebbe attirarlo per una partita di pallone in terrazzo, ha cercato di evidenziare il suo avviso 'Non entrare' sulla porta. Io e mio marito ci alterniamo a seguire nei compiti i due piccoli perché hanno anche loro videolezioni registrate da seguire ed email da inviare, e alle elementari - per fortuna -da soli ancora non sono capaci di fare tutto. Chi dei due non è 'di turno' con i piccoli, si mette in camera sul tavolino che abbiamo aggiunto, e lavora. Per fortuna, al pomeriggio, la scuola è chiusa e, se c’è bel tempo, i più piccoli vanno in terrazzo...in alternativa ci sono sempre gli intramontabili Lego!

    FEDERICA PERINETTO
    analista funzionale

    La mia esperienza è decisamente controcorrente rispetto a quella che hanno descritto i miei colleghi. Non sto infatti facendo smart working perché, in accordo con l’azienda, sono rimasta a lavorare in ufficio, per poter gestire le telefonate che ancora arrivano o ricevere le consegne.
    Siamo rimasti in tre negli uffici, ma siamo talmente lontani fra di noi che capita, a volte, di non vedersi nemmeno durante il giorno…giusto il saluto serale, e questo non perché non si vada d’accordo tra di noi, ma perché siamo coscienti del fatto che un piccolo sacrificio adesso, porterà un grande beneficio domani, e non solo a noi!
    Personalmente ho lasciato la mia solita postazione e mi sono trasferita nell’ufficio del vice presidente ma non completamente da sola, porto sempre con me una scorta di viveri, per “addolcire” un po’ la solitudine. Sinceramente, è strano vedere le strade vuote mentre mi reco in ufficio, poi il silenzio che regna per i corridoi di SIDE è quasi spettrale, soprattutto per me che ero abituata a sedere ogni giorno con colleghi allegri e rumorosi come me. L’ultimo giorno di lavoro è stato strano ricevere le ultime direttive da Raffaella, la nostra assistente alla direzione, abbiamo iniziato a salutarci come facciamo di solito - “ciao ci vediamo…” - e il cervello suggeriva le solite opzioni - “domani”, “lunedì”, “ fra una settimana” - ma questa volta la voce si è rotta e abbiamo concluso con un “presto, speriamo”. Quindi, quando sono andati via tutti, mi sono sentita un po’ come Don Camillo quando resta di guardia al paese durante l’alluvione e aspetta speranzoso che tutto finisca e tutti possano tornare al loro posto, “presto, speriamo”.
  • COVID-19: attività essenziali da Side SoftSiamo fornitori di servizi strategici, perciò anche ai sensi del nuovo DPCM anti COVID-19, le nostre attività proseguono, in completo remote working, sia per il servizio di supporto clienti che per gli interventi di evoluzione e sviluppo.
    Il 99% dei nostri collaboratori sta operando in modalità smart e agile, secondo un piano di lavoro elaborato appositamente per le situazioni di emergenza e pensato per garantire la business continuity nostra e dei nostri clienti.
    I nostri standard di servizio restano pertanto invariati. Come per il terremoto 2012, stiamo attraversando un momento difficile e doloroso, ma abbiamo coraggio, cuore e forza sufficienti per continuare a nutrire fiducia nel futuro e portare avanti i progetti che abbiamo inserito nel piano strategico 2020.
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  • Siamo fornitori di servizi strategici, perciò anche ai sensi del nuovo DPCM anti COVID-19, le nostre attività proseguono, in completo remote working, sia per il servizio di supporto clienti che per gli interventi di evoluzione e sviluppo.
    Il 99% dei nostri collaboratori sta operando in modalità smart e agile, secondo un piano di lavoro elaborato appositamente per le situazioni di emergenza e pensato per garantire la business continuity nostra e dei nostri clienti.
    I nostri standard di servizio restano pertanto invariati. Come per il terremoto 2012, stiamo attraversando un momento difficile e doloroso, ma abbiamo coraggio, cuore e forza sufficienti per continuare a nutrire fiducia nel futuro e portare avanti i progetti che abbiamo inserito nel piano strategico 2020.
  • Facciamo la nostra parteAnche in questi giorni di apprensione per il COVID-19, in Side Soft lavoriamo regolarmente e continuiamo ad assicurare ai nostri clienti i servizi consueti. Attualmente, il 90% dei collaboratori di SIDESOFT opera in modalità remote working, riuscendo a mantenere invariati i nostri standard di servizio ai clienti.

    È un momento difficile, ma tutti stanno dimostrando grande professionalità e dedizione, così come già accaduto in altre difficili situazioni che abbiamo vissuto insieme, come il terremoto del 2012. A loro va il nostro più grande ringraziamento.

    Siamo informatici, quindi uomini di scienza, persuasi che, mai come adesso, sia necessario seguire le indicazioni degli scienziati sui comportamenti da tenere e sulle misure da adottare per superare l’emergenza. Allo stesso tempo siamo imprenditori, abbiamo nel DNA la fiducia nel futuro e stiamo portando avanti con profonda convinzione i progetti che abbiamo inserito nel piano strategico 2020.

    Siamo anche consci che, in questo frangente, chi ne ha la possibilità, deve fare un passo avanti e dare il proprio aiuto a supporto delle strutture sanitarie coinvolte in prima linea nella lotta contro il virus. Per questo abbiamo donato 10.000 euro all’Azienda Ospedaliera – Universitaria di Modena.

    Segnaliamo inoltre che sono attive raccolte fondi istituzionali per la gestione dell’emergenza sanitaria: la Regione Emilia Romagna, ad esempio, ha lanciato l’iniziativa “Insieme si può: l'Emilia-Romagna contro il Coronavirus” a cui tutti possono aderire seguendo le modalità descritte qui.

    Tornerà il momento della gioia nel quale potremo tutti riabbracciarci ma adesso è il momento della responsabilità: vinceremo questa sfida, facendo ognuno la propria parte e seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie.

    Davide Costa e Roberto Pasqualini
    Presidente e Vice presidente Side Group


     

     
     
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  • Anche in questi giorni di apprensione per il COVID-19, in Side Soft lavoriamo regolarmente e continuiamo ad assicurare ai nostri clienti i servizi consueti. Attualmente, il 90% dei collaboratori di SIDESOFT opera in modalità remote working, riuscendo a mantenere invariati i nostri standard di servizio ai clienti.

    È un momento difficile, ma tutti stanno dimostrando grande professionalità e dedizione, così come già accaduto in altre difficili situazioni che abbiamo vissuto insieme, come il terremoto del 2012. A loro va il nostro più grande ringraziamento.

    Siamo informatici, quindi uomini di scienza, persuasi che, mai come adesso, sia necessario seguire le indicazioni degli scienziati sui comportamenti da tenere e sulle misure da adottare per superare l’emergenza. Allo stesso tempo siamo imprenditori, abbiamo nel DNA la fiducia nel futuro e stiamo portando avanti con profonda convinzione i progetti che abbiamo inserito nel piano strategico 2020.

    Siamo anche consci che, in questo frangente, chi ne ha la possibilità, deve fare un passo avanti e dare il proprio aiuto a supporto delle strutture sanitarie coinvolte in prima linea nella lotta contro il virus. Per questo abbiamo donato 10.000 euro all’Azienda Ospedaliera – Universitaria di Modena.

    Segnaliamo inoltre che sono attive raccolte fondi istituzionali per la gestione dell’emergenza sanitaria: la Regione Emilia Romagna, ad esempio, ha lanciato l’iniziativa “Insieme si può: l'Emilia-Romagna contro il Coronavirus” a cui tutti possono aderire seguendo le modalità descritte qui.

    Tornerà il momento della gioia nel quale potremo tutti riabbracciarci ma adesso è il momento della responsabilità: vinceremo questa sfida, facendo ognuno la propria parte e seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie.

    Davide Costa e Roberto Pasqualini
    Presidente e Vice presidente Side Group


     

     
     
  • Silvia, mamma e programmatriceMi sono presentata in Side Soft con un curriculum quantomeno atipico all’occhio di un classico selezionatore informatico. Sono laureata in scienze dell’informazione e ho lavorato per sei anni come consulente e programmatrice SAP.

    Successivamente mi sono allontanata dal settore, per più di dieci anni, per gestire con mio fratello una piccola azienda familiare nell’ambito fashion.

    Nel frattempo mi sono sposata e ho avuto due splendidi bambini, quindi priorità ed equilibri nella gestione familiare e della mia vita in generale sono cambiati.

    Le necessità di cure e di attenzione che due bambini piccoli richiedono mi ha portato ad accettare la necessità di lavorare part-time, d’altro canto ho però anche capito che il raggiungimento di una vera soddisfazione personale dal punto di vista lavorativo non può prescindere dall’assecondare le proprie attitudini e propensioni.

    Per questo motivo ho deciso di provare a ricollocarmi in ambito informatico, quello che avevo scelto e dove, in passato, mi ero sentita più appagata. Side Soft ha condiviso le mie esigenze familiari e la mia determinazione nel seguire questa scelta e mi sta dando l’opportunità di dimostrare che un’esperienza diversificata può essere un valore aggiunto, e che un part time può essere gestito bene se inserito nel contesto di una struttura organizzata, che valorizza le singolarità delle persone.

    Entrata in azienda, mi sono stati messi immediatamente a disposizione tutti gli strumenti per aggiornarmi e Daniele Alquati e Vincenzo Amoruso mi hanno affiancata in un percorso di formazione mirato alla gestione della manutenzione e del monitoraggio di un sistema di sintesi per uno dei principali clienti di Side Soft nel settore bancario.Tale sistema permetterà la centralizzazione dei dati in una unica piattaforma affinché possano essere distribuiti ai diversi uffici che ne avranno la necessità, avendo così una fonte dati certificata per tutto l’istituto.

    L’obiettivo è che, con collaborazione e impegno, questa scommessa stimolante sia vincente e duratura!

    Silvia Villa, addetta al controllo e maintenance dei sistemi di sintesi In Side Soft, è autrice di questo articolo
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  • Mi sono presentata in Side Soft con un curriculum quantomeno atipico all’occhio di un classico selezionatore informatico. Sono laureata in scienze dell’informazione e ho lavorato per sei anni come consulente e programmatrice SAP.

    Successivamente mi sono allontanata dal settore, per più di dieci anni, per gestire con mio fratello una piccola azienda familiare nell’ambito fashion.

    Nel frattempo mi sono sposata e ho avuto due splendidi bambini, quindi priorità ed equilibri nella gestione familiare e della mia vita in generale sono cambiati.

    Le necessità di cure e di attenzione che due bambini piccoli richiedono mi ha portato ad accettare la necessità di lavorare part-time, d’altro canto ho però anche capito che il raggiungimento di una vera soddisfazione personale dal punto di vista lavorativo non può prescindere dall’assecondare le proprie attitudini e propensioni.

    Per questo motivo ho deciso di provare a ricollocarmi in ambito informatico, quello che avevo scelto e dove, in passato, mi ero sentita più appagata. Side Soft ha condiviso le mie esigenze familiari e la mia determinazione nel seguire questa scelta e mi sta dando l’opportunità di dimostrare che un’esperienza diversificata può essere un valore aggiunto, e che un part time può essere gestito bene se inserito nel contesto di una struttura organizzata, che valorizza le singolarità delle persone.

    Entrata in azienda, mi sono stati messi immediatamente a disposizione tutti gli strumenti per aggiornarmi e Daniele Alquati e Vincenzo Amoruso mi hanno affiancata in un percorso di formazione mirato alla gestione della manutenzione e del monitoraggio di un sistema di sintesi per uno dei principali clienti di Side Soft nel settore bancario.Tale sistema permetterà la centralizzazione dei dati in una unica piattaforma affinché possano essere distribuiti ai diversi uffici che ne avranno la necessità, avendo così una fonte dati certificata per tutto l’istituto.

    L’obiettivo è che, con collaborazione e impegno, questa scommessa stimolante sia vincente e duratura!

    Silvia Villa, addetta al controllo e maintenance dei sistemi di sintesi In Side Soft, è autrice di questo articolo
  • Certificati in BPM IBMCon il punteggio di 19/20, Side Soft ha infatti di recente acquisito la certificazione IBM Business Automation Workflow V19 Developer (BPM IBM), competenza che attesta la padronanza delle principali componenti di IBM Business Automation Workflow e la capacità di modellare processi eseguibili in IBM Process Designer.

    Sulle potenzialità del software IBM Business Process Manager ci eravamo già misurati nei mesi scorsi con la configurazione dei processi BPM per un primario istituto di credito italiano, per il quale abbiamo eseguito l'implementazione, in particolare, delle funzionalità di workflow. Importante il risultato raggiunto dal committente, che ha ottenuto la visibilità dei processi di business e la possibilità di aumentarne l'efficienza e l'efficacia.

    La certificazione IBM Business Automation Workflow V19 Developer si aggiunge alla qualifica Silver che Side Soft possiede nell'ambito dell'ISTQB® Partner Program, il programma internazionale di partnership riservato alle organizzazioni che investono nello schema di certificazione International Software Testing Qualifications Board.  

    Questo articolo è stato scritto da Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
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  • Con il punteggio di 19/20, Side Soft ha infatti di recente acquisito la certificazione IBM Business Automation Workflow V19 Developer (BPM IBM), competenza che attesta la padronanza delle principali componenti di IBM Business Automation Workflow e la capacità di modellare processi eseguibili in IBM Process Designer.

    Sulle potenzialità del software IBM Business Process Manager ci eravamo già misurati nei mesi scorsi con la configurazione dei processi BPM per un primario istituto di credito italiano, per il quale abbiamo eseguito l'implementazione, in particolare, delle funzionalità di workflow. Importante il risultato raggiunto dal committente, che ha ottenuto la visibilità dei processi di business e la possibilità di aumentarne l'efficienza e l'efficacia.

    La certificazione IBM Business Automation Workflow V19 Developer si aggiunge alla qualifica Silver che Side Soft possiede nell'ambito dell'ISTQB® Partner Program, il programma internazionale di partnership riservato alle organizzazioni che investono nello schema di certificazione International Software Testing Qualifications Board.  

    Questo articolo è stato scritto da Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
  • New entry: Marco e i segreti dell’Help Desk41 anni, originario di Roma, Marco De Angelis è la new entry dell’unità Application Management di Side Soft. Sistemista con un know how avanzato, ci è sembrato da subito il profilo ideale per incrementare il gruppo di lavoro “I livello AM” che abbiamo istituito per gestire le attività di help desk di 1° livello su una procedura bancaria.

    “I miei studi in Elettronica e Telecomunicazioni mi hanno portato nel tempo a lavorare in vari settori, dalla Microelettronica all’Elettromedicale all’Informatica - racconta Marco -. Negli ultimi dodici anni ho lavorato in una multinazionale come supporto help desk di 1° e 2° livello, anche a livello sistemistico. Ho gestito alcuni progetti fino alla loro messa in produzione per l’area tecnico operativa. A fine 2019, ho deciso di fare un cambiamento di vita e mi sono trasferito in Emilia Romagna. E oggi sono qui”.

    In Side Soft, Marco si occupa in particolare  del supporto di 1° livello, gestisce le richieste e ne dà risoluzione in tempi brevi, rispettando le SLA (Service Level Agreement), a stretto contatto con i colleghi del 2° livello. Si occupa inoltre della parte networking e del supporto hardware.

    “Sono qui per dare il mio contributo e imparare tanto da questa nuova esperienza” spiega Marco. E siccome a noi piace molto conoscere le persone attraverso le loro passioni, abbiamo chiesto a Marco quali sono i suoi hobby. “Musica, modellismo ferroviario e... informatica!”.
     
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  • 41 anni, originario di Roma, Marco De Angelis è la new entry dell’unità Application Management di Side Soft. Sistemista con un know how avanzato, ci è sembrato da subito il profilo ideale per incrementare il gruppo di lavoro “I livello AM” che abbiamo istituito per gestire le attività di help desk di 1° livello su una procedura bancaria.

    “I miei studi in Elettronica e Telecomunicazioni mi hanno portato nel tempo a lavorare in vari settori, dalla Microelettronica all’Elettromedicale all’Informatica - racconta Marco -. Negli ultimi dodici anni ho lavorato in una multinazionale come supporto help desk di 1° e 2° livello, anche a livello sistemistico. Ho gestito alcuni progetti fino alla loro messa in produzione per l’area tecnico operativa. A fine 2019, ho deciso di fare un cambiamento di vita e mi sono trasferito in Emilia Romagna. E oggi sono qui”.

    In Side Soft, Marco si occupa in particolare  del supporto di 1° livello, gestisce le richieste e ne dà risoluzione in tempi brevi, rispettando le SLA (Service Level Agreement), a stretto contatto con i colleghi del 2° livello. Si occupa inoltre della parte networking e del supporto hardware.

    “Sono qui per dare il mio contributo e imparare tanto da questa nuova esperienza” spiega Marco. E siccome a noi piace molto conoscere le persone attraverso le loro passioni, abbiamo chiesto a Marco quali sono i suoi hobby. “Musica, modellismo ferroviario e... informatica!”.
     
  • New tool: Mocking Framework MainframeUna delle criticità maggiori che si incontrano nello sviluppo di una nuova applicazione, o nella modifica di un’applicazione esistente, consiste nella difficoltà a testare, in un ambiente isolato, le interazioni con eventuali applicativi esterni. La nostra unità R&D ha sviluppato un nuovo tool che supera questo limite.

    Di solito si ricorre a un pattern architetturale generato da un programma – il cosiddetto mock – in grado di simulare la risposta della procedura coinvolta, che ha però lo svantaggio di essere “monouso”: una volta terminato lo scopo per il quale è stato implementato, diventa inutilizzabile.

    Per ovviare a questo limite, l’ufficio R&D di Side Soft ha implementato, in ambito mainframe, uno strumento capace di isolare con facilità una procedura dal resto dell’architettura IT, senza l’obbligo di scrivere una procedura ad-hoc ma semplicemente utilizzando i parametri di configurazione dello strumento stesso. Abbiamo chiamato questo nuovo strumento Mocking Framework Mainframe.

    Oltre a simulare la chiamata a procedure esterne, Mocking Framework Mainframe permette agli utenti di definire e personalizzare i dati che vengono restituiti in risposta alla chiamata, evitando così di creare manualmente specifici casi test e snellendo in modo importante le fasi di verifica e collaudo.

    Il prodotto è dotato di un front-end grafico in ambiente web pensato per consentire anche agli utenti non tecnici la semplice verifica delle configurazioni e delle tipologie di risposta.

    Un nostro importante cliente ha apprezzato il prodotto e nel mese di gennaio è partito un progetto pilota per l’utilizzo del tool negli sviluppi relativi ad alcune aree di business: lo scopo è quello di testarne sul campo le funzionalità per poi, alla luce di feedback generati, estenderne l’utilizzo a tutte le aree.

    Questo articolo è stato scritto da Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
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  • Una delle criticità maggiori che si incontrano nello sviluppo di una nuova applicazione, o nella modifica di un’applicazione esistente, consiste nella difficoltà a testare, in un ambiente isolato, le interazioni con eventuali applicativi esterni. La nostra unità R&D ha sviluppato un nuovo tool che supera questo limite.

    Di solito si ricorre a un pattern architetturale generato da un programma – il cosiddetto mock – in grado di simulare la risposta della procedura coinvolta, che ha però lo svantaggio di essere “monouso”: una volta terminato lo scopo per il quale è stato implementato, diventa inutilizzabile.

    Per ovviare a questo limite, l’ufficio R&D di Side Soft ha implementato, in ambito mainframe, uno strumento capace di isolare con facilità una procedura dal resto dell’architettura IT, senza l’obbligo di scrivere una procedura ad-hoc ma semplicemente utilizzando i parametri di configurazione dello strumento stesso. Abbiamo chiamato questo nuovo strumento Mocking Framework Mainframe.

    Oltre a simulare la chiamata a procedure esterne, Mocking Framework Mainframe permette agli utenti di definire e personalizzare i dati che vengono restituiti in risposta alla chiamata, evitando così di creare manualmente specifici casi test e snellendo in modo importante le fasi di verifica e collaudo.

    Il prodotto è dotato di un front-end grafico in ambiente web pensato per consentire anche agli utenti non tecnici la semplice verifica delle configurazioni e delle tipologie di risposta.

    Un nostro importante cliente ha apprezzato il prodotto e nel mese di gennaio è partito un progetto pilota per l’utilizzo del tool negli sviluppi relativi ad alcune aree di business: lo scopo è quello di testarne sul campo le funzionalità per poi, alla luce di feedback generati, estenderne l’utilizzo a tutte le aree.

    Questo articolo è stato scritto da Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
  • Ticketing Management & Help Desk4.887 ticket chiusi in 21.574 ore, con un indice RERR, parametro che misura la risoluzione degli errori nei tempi richiesti, del 99,45%. Si è chiusa con un bilancio lusinghiero l’attività 2019 di Application Maintenance (AM) svolta per un importante istituto di credito, una performance a cui ha fatto seguito la promozione di Side Soft a help desk di 1° livello su una procedura bancaria.

    Le attività del “I livello AM” - così è stato ribattezzato il gruppo di lavoro creato nella business unit Application Maintenance - vengono coordinate da Vincenzo Amoruso, responsabile Servizio AM Dipartimentale, Marco De Angelis, sistemista, e Stefania Negri, analista funzionale.

    Come viene gestita l’attività di ticketing management bancario?

    “La creazione di un gruppo di lavoro dedicato al ticketing management di 1° livello rappresenta un salto di qualità - spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Group - ci garantisce maggiore autonomia e ci consente di lavorare direttamente con il cliente che ha aperto la segnalazione”.

    Il personale esperto che ne fa parte non solo vanta una preparazione tecnica avanzata, ma è capace di entrare in relazione con il cliente. “Essere il primo livello nella gestione dei ticket comporta molta responsabilità - racconta Stefania Negri - devi essere sempre sul pezzo perché il cliente conta molto sulle tempistiche di risoluzione e sulle capacità di chi gestisce la richiesta. Sicuramente siamo un bel gruppo, il contatto con l’utente ci stimola moltissimo anche perché rappresenta un’ottima opportunità di apprendimento e di crescita professionale”.

    Il gruppo ha in particolare acquisito nuove competenze nella gestione di alcuni ticket che non arrivavano al 2° livello. “Abbiamo iniziato il nuovo percorso con una sensazione di paura - aggiunge Vincenzo Amoroso -, quella paura buona che acuisce l’attenzione. Poi è arrivato l’entusiasmo per i risultati raggiunti. Ora c’è la consapevolezza che il lavoro fatto è stato molto apprezzato, e questo ci stimola a fare ancora meglio”.
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  • 4.887 ticket chiusi in 21.574 ore, con un indice RERR, parametro che misura la risoluzione degli errori nei tempi richiesti, del 99,45%. Si è chiusa con un bilancio lusinghiero l’attività 2019 di Application Maintenance (AM) svolta per un importante istituto di credito, una performance a cui ha fatto seguito la promozione di Side Soft a help desk di 1° livello su una procedura bancaria.

    Le attività del “I livello AM” - così è stato ribattezzato il gruppo di lavoro creato nella business unit Application Maintenance - vengono coordinate da Vincenzo Amoruso, responsabile Servizio AM Dipartimentale, Marco De Angelis, sistemista, e Stefania Negri, analista funzionale.

    Come viene gestita l’attività di ticketing management bancario?

    “La creazione di un gruppo di lavoro dedicato al ticketing management di 1° livello rappresenta un salto di qualità - spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Group - ci garantisce maggiore autonomia e ci consente di lavorare direttamente con il cliente che ha aperto la segnalazione”.

    Il personale esperto che ne fa parte non solo vanta una preparazione tecnica avanzata, ma è capace di entrare in relazione con il cliente. “Essere il primo livello nella gestione dei ticket comporta molta responsabilità - racconta Stefania Negri - devi essere sempre sul pezzo perché il cliente conta molto sulle tempistiche di risoluzione e sulle capacità di chi gestisce la richiesta. Sicuramente siamo un bel gruppo, il contatto con l’utente ci stimola moltissimo anche perché rappresenta un’ottima opportunità di apprendimento e di crescita professionale”.

    Il gruppo ha in particolare acquisito nuove competenze nella gestione di alcuni ticket che non arrivavano al 2° livello. “Abbiamo iniziato il nuovo percorso con una sensazione di paura - aggiunge Vincenzo Amoroso -, quella paura buona che acuisce l’attenzione. Poi è arrivato l’entusiasmo per i risultati raggiunti. Ora c’è la consapevolezza che il lavoro fatto è stato molto apprezzato, e questo ci stimola a fare ancora meglio”.
  • Bentornati ruggenti anni 20: ecco perché siamo pronti!“Siamo agli albori di una nuova era dell’economia” ha scritto in questi giorni il premio Nobel Robert Shiller, una predizione che ci trova entusiasti e aperti al cambiamento che verrà.

    Ecco i quattro motivi per cui ci sentiamo pronti:

    1. Saremo (più) multidisciplinari
    Gli scenari legati allo sviluppo della tecnologia RFID nel settore fashion luxury e l’evoluzione digitale del mondo insurance sono i nuovi territori imprenditoriali in cui ci muoveremo nel 2020, grazie al potenziamento delle partnership con player autorevoli come Temera e SMC Treviso. Nel comparto banking, porteremo avanti una policy di diversificazione territoriale.

    2. Dalla consulenza alla produzione
    Raccogliamo i frutti del lavoro portato avanti dalla nostra Academy interna: parallelamente alle consuete attività di consulenza, nel 2020 proporremo, per il mercato bancario, nuovi software che abbiamo sviluppato per ottimizzare le operazioni di testing di altri applicativi, nel solco GDPR.

    3. We are hiring
    Nel 2020 abbiamo previsto nuove assunzioni valorizzando i canali di recruiting legati al mondo universitario. E vorremmo continuare a strappare applausi ai convegni di settore per l’alta rappresentanza femminile nel nostro team.

    4. Il valore delle persone
    “The future of work is about skills” scrive sul nuovo numero di Fortune Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase. Abbiamo già avuto modo di verificare come, nell’ambiente lavorativo, l’empatia e l’assertività siano doti strategiche tanto quanto le competenze tecniche più avanzate, e nel 2020 proseguiremo il nostro percorso interno di Life Coaching con corsi dedicati a metaprogrammi, metamodelli, leadership empowerment e resilienza.

    Questo articolo è stato scritto da Roberto Pasqualini, vicepresidente Side Soft Group
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  • “Siamo agli albori di una nuova era dell’economia” ha scritto in questi giorni il premio Nobel Robert Shiller, una predizione che ci trova entusiasti e aperti al cambiamento che verrà.

    Ecco i quattro motivi per cui ci sentiamo pronti:

    1. Saremo (più) multidisciplinari
    Gli scenari legati allo sviluppo della tecnologia RFID nel settore fashion luxury e l’evoluzione digitale del mondo insurance sono i nuovi territori imprenditoriali in cui ci muoveremo nel 2020, grazie al potenziamento delle partnership con player autorevoli come Temera e SMC Treviso. Nel comparto banking, porteremo avanti una policy di diversificazione territoriale.

    2. Dalla consulenza alla produzione
    Raccogliamo i frutti del lavoro portato avanti dalla nostra Academy interna: parallelamente alle consuete attività di consulenza, nel 2020 proporremo, per il mercato bancario, nuovi software che abbiamo sviluppato per ottimizzare le operazioni di testing di altri applicativi, nel solco GDPR.

    3. We are hiring
    Nel 2020 abbiamo previsto nuove assunzioni valorizzando i canali di recruiting legati al mondo universitario. E vorremmo continuare a strappare applausi ai convegni di settore per l’alta rappresentanza femminile nel nostro team.

    4. Il valore delle persone
    “The future of work is about skills” scrive sul nuovo numero di Fortune Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase. Abbiamo già avuto modo di verificare come, nell’ambiente lavorativo, l’empatia e l’assertività siano doti strategiche tanto quanto le competenze tecniche più avanzate, e nel 2020 proseguiremo il nostro percorso interno di Life Coaching con corsi dedicati a metaprogrammi, metamodelli, leadership empowerment e resilienza.

    Questo articolo è stato scritto da Roberto Pasqualini, vicepresidente Side Soft Group
  • Simona Bia, DPO Side Soft: “nella protezione dei dati il futuro delle aziendeAbbiamo assegnato a Simona Bia, tra i massimi esperti italiani in materia di privacy e tutela dei dati, il ruolo  di DPO di Side Soft. Titolare di Studio Bia, è consulente certificata GDPR e DPO e profonda conoscitrice dei sistemi di gestione e controllo.

    La protezione dei dati è un tema che va oltre i vincoli normativi legati al tema della sicurezza. Riguarda il futuro di un’azienda.

    “L'imprenditore è colui che, ogni mattina, entra in azienda con i pensieri volti al futuro, e questo è anche la privacy: valutare la sicurezza dei dati trattati per analizzare la sicurezza del patrimonio aziendale costituito dalle informazioni, è la chiave perché un'azienda abbia futuro” spiega Simona Bia, che integra le competenze avanzate in tema di Data Protection con esperienze maturate nel project management, nelle attività d’impresa e nell’IT.

    La protezione dei dati rilevanti GDPR diventa così l’occasione per introdurre procedure di protezione degli elementi strategici: parallelamente, l’analisi dei soggetti, interni ed esterni, coinvolti nel trattamento dei dati costituisce uno strumento fondamentale per ridisegnare i centri di responsabilità.

    “La corretta implementazione, all’interno della nostra organizzazione, delle figure privacy è una condicio sine qua non per il corretto trattamento dei dati personali - spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - per questo, in adempimento a quanto disposto dal regolamento europeo, abbiamo provveduto a individuare la figura di Data Protection Officer nella dott.ssa Simona Bia, iscritta al Registro di Certificazione CEPAS con qualifica di DPO”.
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  • Abbiamo assegnato a Simona Bia, tra i massimi esperti italiani in materia di privacy e tutela dei dati, il ruolo  di DPO di Side Soft. Titolare di Studio Bia, è consulente certificata GDPR e DPO e profonda conoscitrice dei sistemi di gestione e controllo.

    La protezione dei dati è un tema che va oltre i vincoli normativi legati al tema della sicurezza. Riguarda il futuro di un’azienda.

    “L'imprenditore è colui che, ogni mattina, entra in azienda con i pensieri volti al futuro, e questo è anche la privacy: valutare la sicurezza dei dati trattati per analizzare la sicurezza del patrimonio aziendale costituito dalle informazioni, è la chiave perché un'azienda abbia futuro” spiega Simona Bia, che integra le competenze avanzate in tema di Data Protection con esperienze maturate nel project management, nelle attività d’impresa e nell’IT.

    La protezione dei dati rilevanti GDPR diventa così l’occasione per introdurre procedure di protezione degli elementi strategici: parallelamente, l’analisi dei soggetti, interni ed esterni, coinvolti nel trattamento dei dati costituisce uno strumento fondamentale per ridisegnare i centri di responsabilità.

    “La corretta implementazione, all’interno della nostra organizzazione, delle figure privacy è una condicio sine qua non per il corretto trattamento dei dati personali - spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - per questo, in adempimento a quanto disposto dal regolamento europeo, abbiamo provveduto a individuare la figura di Data Protection Officer nella dott.ssa Simona Bia, iscritta al Registro di Certificazione CEPAS con qualifica di DPO”.
  • Cross Functional Team per il mondo InsuranceUn cross functional team comprende persone di diverse aree che lavorano in modo sinergico, affrontando in modo univoco le attività nonostante le differenti competenze. Soluzioni smart e agili permettono approcci creativi che possono portare all’innovazione.

    La scelta, tipica dei team interfunzionali Side Soft, di attivarsi già in fase di studio di fattibilità permette di approcciarsi ai progetti con profondità conoscitiva e con compiti ben definiti, superando gli specifici ambiti di specializzazione dei singoli grazie a una visione d’insieme dei processi in cui si è coinvolti.

    E tra le sfide recenti affrontate da Side Soft secondo tali modalità, spiccano sicuramente le iniziative legate agli adeguamenti normativi in ambito Insurance nelle quali sono stati coinvolti specialisti di diversi dipartimenti e aree funzionali dell’azienda, con set di abilità e competenze tecnologiche differenti, per portare a termine interventi software dedicati all’interazione di svariate componenti d’interfaccia con l’ambiente mainframe.
     
    Tale approccio risulta efficace nel ciclo di vita di un progetto, perché consente al team di raggiungere livelli di prestazione più elevati, riducendo i tempi di sviluppo e riciclo e condividendo al contempo in modo verticale le conoscenze acquisite.

    I team, promuovendo uno spirito di cooperazione maggiore all’interno dell’azienda, favoriscono l’apprendimento di processi orientati alla flessibilità e all’agilità, coinvolgendo anche aspetti all’esterno della propria organizzazione.

    Grazie a strategie decisionali condivise con il committente, i team si impegnano nel conseguire gli obiettivi di business prefissati e nel soddisfare i bisogni espressi, o impliciti, del cliente.
     
    Questo articolo è stato scritto da Giulia Trevisi, capo progetto Side Soft
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  • Un cross functional team comprende persone di diverse aree che lavorano in modo sinergico, affrontando in modo univoco le attività nonostante le differenti competenze. Soluzioni smart e agili permettono approcci creativi che possono portare all’innovazione.

    La scelta, tipica dei team interfunzionali Side Soft, di attivarsi già in fase di studio di fattibilità permette di approcciarsi ai progetti con profondità conoscitiva e con compiti ben definiti, superando gli specifici ambiti di specializzazione dei singoli grazie a una visione d’insieme dei processi in cui si è coinvolti.

    E tra le sfide recenti affrontate da Side Soft secondo tali modalità, spiccano sicuramente le iniziative legate agli adeguamenti normativi in ambito Insurance nelle quali sono stati coinvolti specialisti di diversi dipartimenti e aree funzionali dell’azienda, con set di abilità e competenze tecnologiche differenti, per portare a termine interventi software dedicati all’interazione di svariate componenti d’interfaccia con l’ambiente mainframe.
     
    Tale approccio risulta efficace nel ciclo di vita di un progetto, perché consente al team di raggiungere livelli di prestazione più elevati, riducendo i tempi di sviluppo e riciclo e condividendo al contempo in modo verticale le conoscenze acquisite.

    I team, promuovendo uno spirito di cooperazione maggiore all’interno dell’azienda, favoriscono l’apprendimento di processi orientati alla flessibilità e all’agilità, coinvolgendo anche aspetti all’esterno della propria organizzazione.

    Grazie a strategie decisionali condivise con il committente, i team si impegnano nel conseguire gli obiettivi di business prefissati e nel soddisfare i bisogni espressi, o impliciti, del cliente.
     
    Questo articolo è stato scritto da Giulia Trevisi, capo progetto Side Soft
  • Essere squadra

    Ricorderemo il 2019 come l’anno in cui la capacità di essere squadra si è rivelata fondamentale. È stato l’anno dei progetti importanti e impegnativi, per dimensioni e portata strategica, quelli che alzano l’asticella delle aspettative e allargano l’orizzonte degli obiettivi. Parlo di progetti che hanno assorbito mesi di operatività, per i quali abbiamo messo in campo le competenze più elevate e i talenti più brillanti del nostro team, in un flusso di lavoro in cui hanno assunto un peso determinante anche le soft skills.

    Tra i più sfidanti, realizzati per un player primario del settore banking, la migrazione del gestore dei pagamenti elettronici, la gestione dell’integrazione di nuove procedure nell’area delle condizioni sui conti e dell’anagrafe generale.

    Tra i più gratificanti, l’esecuzione, per un nuovo cliente dell’area banking, di stress test per l’integrazione di un’applicazione sviluppata per l’area fidi, con risultati che ci hanno permesso di stipulare un accordo quadro molto importante.

    Tra i più complessi e risolutivi, gli interventi “a cuore aperto” di application maintenance che hanno assicurato la business continuity dei committenti. 

    Abbiamo vissuto con orgoglio ed emozione l’invito a sedere al tavolo dei relatori all’evento Compuware, una circostanza che ci spinge a proseguire con maggiore entusiasmo – se ce n’era bisogno – nel percorso avviato dal team interno di Ricerca & Sviluppo sull’impiego avanzato di Mainframe e DevOps.

    E poi c’è l’altro grande tema della tecnologia RFID, che ci appassiona al punto da aver attivato una Business Unit interna in collaborazione con una realtà competitiva come Temera.

    E in attesa del 2020, possiamo confermare che la nostra visione umanistica dell’informatica, come strumento in grado di migliorare la vita delle persone e delle aziende, si è consolidata.

    Questo articolo è stato scritto da Davide Costa, presidente Side Group s.r.l.


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  • Ricorderemo il 2019 come l’anno in cui la capacità di essere squadra si è rivelata fondamentale. È stato l’anno dei progetti importanti e impegnativi, per dimensioni e portata strategica, quelli che alzano l’asticella delle aspettative e allargano l’orizzonte degli obiettivi. Parlo di progetti che hanno assorbito mesi di operatività, per i quali abbiamo messo in campo le competenze più elevate e i talenti più brillanti del nostro team, in un flusso di lavoro in cui hanno assunto un peso determinante anche le soft skills.

    Tra i più sfidanti, realizzati per un player primario del settore banking, la migrazione del gestore dei pagamenti elettronici, la gestione dell’integrazione di nuove procedure nell’area delle condizioni sui conti e dell’anagrafe generale.

    Tra i più gratificanti, l’esecuzione, per un nuovo cliente dell’area banking, di stress test per l’integrazione di un’applicazione sviluppata per l’area fidi, con risultati che ci hanno permesso di stipulare un accordo quadro molto importante.

    Tra i più complessi e risolutivi, gli interventi “a cuore aperto” di application maintenance che hanno assicurato la business continuity dei committenti. 

    Abbiamo vissuto con orgoglio ed emozione l’invito a sedere al tavolo dei relatori all’evento Compuware, una circostanza che ci spinge a proseguire con maggiore entusiasmo – se ce n’era bisogno – nel percorso avviato dal team interno di Ricerca & Sviluppo sull’impiego avanzato di Mainframe e DevOps.

    E poi c’è l’altro grande tema della tecnologia RFID, che ci appassiona al punto da aver attivato una Business Unit interna in collaborazione con una realtà competitiva come Temera.

    E in attesa del 2020, possiamo confermare che la nostra visione umanistica dell’informatica, come strumento in grado di migliorare la vita delle persone e delle aziende, si è consolidata.

    Questo articolo è stato scritto da Davide Costa, presidente Side Group s.r.l.


  • Test automatici in autonomiaUn player primario del settore banking-insurance ci ha chiesto di produrre test automatici, per i quali abbiamo configurato le varie chiamate ai servizi selezionati appartenenti a procedure di cui forniamo, per lo stesso cliente, il servizio di application maintenance. Si tratta di un aspetto fondamentale, in quanto ci garantisce piena autonomia operativa, senza dover ricorrere a interventi interni a supporto.

    Nel caso specifico, abbiamo selezionato procedure che vengono richiamate trasversalmente nel sistema di funzioni del committente. Spesso modificare servizi - soprattutto se esposti tramite web service e richiamati da numerosi consumer - è oneroso, in particolare in termini di tempistiche per i test di non regressione.

    Il sistema che abbiamo adottato mette invece a disposizione dell’utente, e dell’autorità che segue il change applicativo, un pacchetto di test preconfezionato che può essere lanciato sia negli ambienti evolutivi che in produzione, senza dover riscrivere, ogni volta, la sezione di test di non regressione.

    Lo strumento utilizzato per il progetto è Soapui: opportunamente configurato, permette di eseguire, tramite un batch, una serie di test case puntando a un ambiente piuttosto che ad un altro.

    Chi volesse sfruttare questi pacchetti non deve far altro che scaricarli dal repository su una macchina dove sia stato installato Soapui, e lanciare i batch indicando l’ambiente sul quale si vuole eseguire il test. In output viene restituito un piccolo riepilogo dei test eseguiti con il relativo esito. Contestualmente per ogni chiamata viene prodotto un file di log con i dati di input/output e gli eventuali messaggi d’errore in caso di ko.

    Questi pacchetti, oltre che nel change applicativo, risultano essere molto utili anche in alcune attività di running, come i test relativi alle prove di disaster recovery o il patching dei sistemi operativi sui server. In quest’ultimo caso, per i sistemi più critici, al termine dell’applicazione delle patch con il riavvio dei server viene eseguita una serie di test al fine di capire se tutte le funzioni sono tornate online e disponibili. Disporre di un pacchetto pronto all’uso può ridurre i tempi delle verifiche e diminuire notevolmente il rischio che non tutti i check previsti vengano eseguiti.

    Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, responsabile Servizio AM Dipartimentale Side Soft
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  • Un player primario del settore banking-insurance ci ha chiesto di produrre test automatici, per i quali abbiamo configurato le varie chiamate ai servizi selezionati appartenenti a procedure di cui forniamo, per lo stesso cliente, il servizio di application maintenance. Si tratta di un aspetto fondamentale, in quanto ci garantisce piena autonomia operativa, senza dover ricorrere a interventi interni a supporto.

    Nel caso specifico, abbiamo selezionato procedure che vengono richiamate trasversalmente nel sistema di funzioni del committente. Spesso modificare servizi - soprattutto se esposti tramite web service e richiamati da numerosi consumer - è oneroso, in particolare in termini di tempistiche per i test di non regressione.

    Il sistema che abbiamo adottato mette invece a disposizione dell’utente, e dell’autorità che segue il change applicativo, un pacchetto di test preconfezionato che può essere lanciato sia negli ambienti evolutivi che in produzione, senza dover riscrivere, ogni volta, la sezione di test di non regressione.

    Lo strumento utilizzato per il progetto è Soapui: opportunamente configurato, permette di eseguire, tramite un batch, una serie di test case puntando a un ambiente piuttosto che ad un altro.

    Chi volesse sfruttare questi pacchetti non deve far altro che scaricarli dal repository su una macchina dove sia stato installato Soapui, e lanciare i batch indicando l’ambiente sul quale si vuole eseguire il test. In output viene restituito un piccolo riepilogo dei test eseguiti con il relativo esito. Contestualmente per ogni chiamata viene prodotto un file di log con i dati di input/output e gli eventuali messaggi d’errore in caso di ko.

    Questi pacchetti, oltre che nel change applicativo, risultano essere molto utili anche in alcune attività di running, come i test relativi alle prove di disaster recovery o il patching dei sistemi operativi sui server. In quest’ultimo caso, per i sistemi più critici, al termine dell’applicazione delle patch con il riavvio dei server viene eseguita una serie di test al fine di capire se tutte le funzioni sono tornate online e disponibili. Disporre di un pacchetto pronto all’uso può ridurre i tempi delle verifiche e diminuire notevolmente il rischio che non tutti i check previsti vengano eseguiti.

    Questo articolo è stato scritto da Vincenzo Amoruso, responsabile Servizio AM Dipartimentale Side Soft
  • Come manteniamo le promesseIl nostro lavoro è fatto di grandi progetti ma anche di piccole pratiche quotidiane. I clienti ci coinvolgono nell’esecuzione di grandi cambiamenti e innovazioni, ma al tempo stesso desiderano che ci prendiamo cura della routine, intesa come l’insieme dei piccoli interventi migliorativi e risolutivi di eventuali problemi che insorgono, inevitabilmente, col passare del tempo.

    Proprio in questo periodo, per esempio, ci stiamo occupando di adeguare alcuni processi in base alle regole dettate da una riorganizzazione interna avvenuta di recente nella struttura di un importante cliente.  Nello specifico, stiamo modificando i processi all'interno di un prodotto di Business Process Management che il cliente utilizza per tracciare gli step autorizzativi legati alle verifiche normative, da effettuare su determinate tipologie di clienti.

    Questo implica un’analisi iniziale, per individuare i processi che hanno un errato puntamento rispetto alla nuova organizzazione, e un confronto costante con il cliente per modificarli, allo scopo di coinvolgere i ruoli investiti di nuove cariche autorizzative/operative.

    Ovviamente, a questa fase seguono quella degli sviluppi e dei test - sia interni, sia utente-, fino a quella del rilascio in produzione, tutte gestite internamente da Side Soft sotto la supervisione del cliente.

    Abbiamo deciso di raccontarvi questo per dare voce anche a chi si occupa del “lavoro sporco”, quello di tutti i giorni. Perché se sono i grandi progetti ad accendere i riflettori, serve anche il supporto dei lavori minori per fidelizzare un cliente, che deve sapere di contare su di noi a 360°, anche nella comune gestione dei ticket di segnalazione e nelle piccole migliorie periodiche.

    Il metodo Side Soft, che è anche una filosofia di lavoro, si basa sull’obiettivo di rendere soddisfatto il cliente anticipando le sue richieste e mantenendo le promesse, anche implicite, che sono richiamate nel nostro ruolo. E per farlo è necessario essere disposti a fare esperienza, insieme.

    Questo articolo è stato scritto da Federica Perinetto, analista funzionale Side Soft
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  • Il nostro lavoro è fatto di grandi progetti ma anche di piccole pratiche quotidiane. I clienti ci coinvolgono nell’esecuzione di grandi cambiamenti e innovazioni, ma al tempo stesso desiderano che ci prendiamo cura della routine, intesa come l’insieme dei piccoli interventi migliorativi e risolutivi di eventuali problemi che insorgono, inevitabilmente, col passare del tempo.

    Proprio in questo periodo, per esempio, ci stiamo occupando di adeguare alcuni processi in base alle regole dettate da una riorganizzazione interna avvenuta di recente nella struttura di un importante cliente.  Nello specifico, stiamo modificando i processi all'interno di un prodotto di Business Process Management che il cliente utilizza per tracciare gli step autorizzativi legati alle verifiche normative, da effettuare su determinate tipologie di clienti.

    Questo implica un’analisi iniziale, per individuare i processi che hanno un errato puntamento rispetto alla nuova organizzazione, e un confronto costante con il cliente per modificarli, allo scopo di coinvolgere i ruoli investiti di nuove cariche autorizzative/operative.

    Ovviamente, a questa fase seguono quella degli sviluppi e dei test - sia interni, sia utente-, fino a quella del rilascio in produzione, tutte gestite internamente da Side Soft sotto la supervisione del cliente.

    Abbiamo deciso di raccontarvi questo per dare voce anche a chi si occupa del “lavoro sporco”, quello di tutti i giorni. Perché se sono i grandi progetti ad accendere i riflettori, serve anche il supporto dei lavori minori per fidelizzare un cliente, che deve sapere di contare su di noi a 360°, anche nella comune gestione dei ticket di segnalazione e nelle piccole migliorie periodiche.

    Il metodo Side Soft, che è anche una filosofia di lavoro, si basa sull’obiettivo di rendere soddisfatto il cliente anticipando le sue richieste e mantenendo le promesse, anche implicite, che sono richiamate nel nostro ruolo. E per farlo è necessario essere disposti a fare esperienza, insieme.

    Questo articolo è stato scritto da Federica Perinetto, analista funzionale Side Soft
  • Agile & DevOps: the next challengeAbbiamo compiuto da poco vent’anni ed essere invitati come relatori al workshop di Compuware sulla modernizzazione delle modalità di sviluppo applicativo Mainframe è stato sicuramente uno dei momenti più importanti e gratificanti del nostro percorso imprenditoriale.

    Davanti alle aziende e ai partner invitati, abbiamo potuto evidenziare come, per un system integrator come Side Soft, sia fondamentale offrire al cliente un servizio di gestione del progetto "chiavi in mano". Da qui la necessità di formare professionisti con competenze integrate. Negli ultimi cinque anni abbiamo inserito e formato in ambiente Cobol mediamente quattro persone all’anno, i nuovi laureati sono abituati a utilizzare gli strumenti tipici del mondo open-source e DevOps, ad esempio gli ide di sviluppo come Eclipse.

    A inizio 2019, dopo aver consolidato il nostro ambiente mainframe z/os virtualizzato, abbiamo iniziato la sperimentazione dei prodotti Compuware, installando e testando dapprima le componenti mainframe, e poi iniziando a distribuire le componenti dipartimentali. In particolare abbiamo iniziato a distribuire Topaz, un ambiente di sviluppo basato su Eclipse, nato come ambiente di sviluppo Java ma diventato uno standard de facto per la creazione di molti strumenti commerciali e open source.

    Essendo uno strumento utilizzato in ambito accademico, ci ha assicurato un inserimento più rapido delle nuove risorse, sfruttando le capacità delle nuove leve interne nell’affermazione degli strumenti e delle metodologie di lavoro Agile, anche in ambiente mainframe.

    Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft Group, è autore di questo articolo
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  • Abbiamo compiuto da poco vent’anni ed essere invitati come relatori al workshop di Compuware sulla modernizzazione delle modalità di sviluppo applicativo Mainframe è stato sicuramente uno dei momenti più importanti e gratificanti del nostro percorso imprenditoriale.

    Davanti alle aziende e ai partner invitati, abbiamo potuto evidenziare come, per un system integrator come Side Soft, sia fondamentale offrire al cliente un servizio di gestione del progetto "chiavi in mano". Da qui la necessità di formare professionisti con competenze integrate. Negli ultimi cinque anni abbiamo inserito e formato in ambiente Cobol mediamente quattro persone all’anno, i nuovi laureati sono abituati a utilizzare gli strumenti tipici del mondo open-source e DevOps, ad esempio gli ide di sviluppo come Eclipse.

    A inizio 2019, dopo aver consolidato il nostro ambiente mainframe z/os virtualizzato, abbiamo iniziato la sperimentazione dei prodotti Compuware, installando e testando dapprima le componenti mainframe, e poi iniziando a distribuire le componenti dipartimentali. In particolare abbiamo iniziato a distribuire Topaz, un ambiente di sviluppo basato su Eclipse, nato come ambiente di sviluppo Java ma diventato uno standard de facto per la creazione di molti strumenti commerciali e open source.

    Essendo uno strumento utilizzato in ambito accademico, ci ha assicurato un inserimento più rapido delle nuove risorse, sfruttando le capacità delle nuove leve interne nell’affermazione degli strumenti e delle metodologie di lavoro Agile, anche in ambiente mainframe.

    Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft Group, è autore di questo articolo
  • Le dieci componenti dell’AssertivitàSiamo partiti dall’analisi dell’Assertività nella seconda parte del corso di Life Coaching che abbiamo avviato in Side Soft per migliorare il tasso di benessere e di felicità interni. Dopo l’empatia, ci siamo concentrati sulla dote propria di chi, percependosi forte, non ha bisogno né di manipolare, né di dominare né di compiacere: l’assertivo è una persona vera, onesta e autentica.

    Nel corso abbiamo imparato che l’assertività si compone di dieci abilità umane, che noi tutti ci sforzeremo di applicare nei rapporti tra colleghi e con i nostri clienti, e nella vita di tutti i giorni.

    Le dieci componenti dell’Assertività
    • Saper affermare se stessi, comunicare autenticamente, chiedere secondo le proprie aspettative, intenzioni e necessità
    • Saper esprimere e condividere emozioni e sentimenti
    • Saper dissentire, rifiutare e dire no
    • Saper ascoltare
    • Saper negoziare
    • Saper rischiare
    • Saper criticare
    • Saper rispondere alle critiche
    • Saper offrire, chiedere, rifiutare, apprezzamenti
    • Saper discernere, decidere e realizzare obiettivi concreti

    Il corso di Life Coaching proseguirà con altri focus su life skills come i meta-programmi, i meta-modelli e leadership empowerment. “Da sempre siamo convinti che un’azienda non sia solo fatturato - spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - e che la ricchezza non sia un dato esclusivamente economico bensì un indicatore di soddisfazione materiale e spirituale, tanto più solida quanto più diffusa e condivisa”.
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  • Siamo partiti dall’analisi dell’Assertività nella seconda parte del corso di Life Coaching che abbiamo avviato in Side Soft per migliorare il tasso di benessere e di felicità interni. Dopo l’empatia, ci siamo concentrati sulla dote propria di chi, percependosi forte, non ha bisogno né di manipolare, né di dominare né di compiacere: l’assertivo è una persona vera, onesta e autentica.

    Nel corso abbiamo imparato che l’assertività si compone di dieci abilità umane, che noi tutti ci sforzeremo di applicare nei rapporti tra colleghi e con i nostri clienti, e nella vita di tutti i giorni.

    Le dieci componenti dell’Assertività
    • Saper affermare se stessi, comunicare autenticamente, chiedere secondo le proprie aspettative, intenzioni e necessità
    • Saper esprimere e condividere emozioni e sentimenti
    • Saper dissentire, rifiutare e dire no
    • Saper ascoltare
    • Saper negoziare
    • Saper rischiare
    • Saper criticare
    • Saper rispondere alle critiche
    • Saper offrire, chiedere, rifiutare, apprezzamenti
    • Saper discernere, decidere e realizzare obiettivi concreti

    Il corso di Life Coaching proseguirà con altri focus su life skills come i meta-programmi, i meta-modelli e leadership empowerment. “Da sempre siamo convinti che un’azienda non sia solo fatturato - spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - e che la ricchezza non sia un dato esclusivamente economico bensì un indicatore di soddisfazione materiale e spirituale, tanto più solida quanto più diffusa e condivisa”.
  • Il metodo Agile: pro e contro

    “La parte più difficile ma anche più positiva del metodo Agile sta nel doversi rapportare giorno per giorno con il cliente”. Parola di Flavio Sacca, analista sviluppatore Side Soft, che sta applicando l’approccio Agile all’interno di un nuovo, sfidante progetto dedicato al settore insurance.

    I vantaggi del metodo Agile consistono nello «smarcamento» giorno per giorno di eventuali dubbi o incomprensioni, dal momento che “il cliente vede progredire pian piano ciò che ha commissionato” spiega Flavio. Gli svantaggi riguardano invece l’incombenza di produrre un report quotidiano di ciò che è stato realizzato il giorno prima, senza possibilità di dividere il carico di lavoro a proprio piacimento, come nella metodologia classica.

    “In una realtà lavorativa sempre più improntata sulla qualità del lavoro - aggiunge Flavio - è molto importante anche un’altra pratica introdotta dall’Agile, la Retrospective”. Si tratta di una riunione effettuata alla fine dello Sprint, in cui ciascuno valuta gli aspetti positivi e negativi dello Sprint precedente, in ottica costruttiva: “in questo modo - continua Flavio - si arriva a personalizzare la metodologia Agile, rendendola unica e su misura per ogni team.”

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  • “La parte più difficile ma anche più positiva del metodo Agile sta nel doversi rapportare giorno per giorno con il cliente”. Parola di Flavio Sacca, analista sviluppatore Side Soft, che sta applicando l’approccio Agile all’interno di un nuovo, sfidante progetto dedicato al settore insurance.

    I vantaggi del metodo Agile consistono nello «smarcamento» giorno per giorno di eventuali dubbi o incomprensioni, dal momento che “il cliente vede progredire pian piano ciò che ha commissionato” spiega Flavio. Gli svantaggi riguardano invece l’incombenza di produrre un report quotidiano di ciò che è stato realizzato il giorno prima, senza possibilità di dividere il carico di lavoro a proprio piacimento, come nella metodologia classica.

    “In una realtà lavorativa sempre più improntata sulla qualità del lavoro - aggiunge Flavio - è molto importante anche un’altra pratica introdotta dall’Agile, la Retrospective”. Si tratta di una riunione effettuata alla fine dello Sprint, in cui ciascuno valuta gli aspetti positivi e negativi dello Sprint precedente, in ottica costruttiva: “in questo modo - continua Flavio - si arriva a personalizzare la metodologia Agile, rendendola unica e su misura per ogni team.”

  • Seamless Way, il nostro approccio DevOps Seamless Way è il nome con cui descriviamo come Side Soft approccia le metodologie DevOps. Tradizionalmente l’approccio iterativo ed evolutivo nella gestione dei progetti, proprio del metodo, avviene nelle aziende di prodotto, allo scopo di creare una stretta collaborazione tra team di sviluppo e committente nella messa a punto di pratiche e strumenti per lo sviluppo software.

    Rispetto a questo scenario abbiamo voluto introdurre un elemento di novità interiorizzando il metodo e attivando una vera e propria divisione Agile, che opera in Side Soft a beneficio delle altre divisioni aziendali, occupandosi degli sviluppi riguardanti le tecnologie tipicamente open source ed utilizzando Scrum come framework Agile.

    Una sorta di outsourcing intra moenia, che opera con competenze tecnologiche per sviluppare le funzionalità secondo i principi tipici della metodologia DevOps, al fine di accelerare i tempi di rilascio del software e incrementandone, al tempo stesso, qualità e sicurezza.

    Il risultato è un processo produttivo privo di frizioni, senza cuciture appunto. Le ricadute positive sulla filiera di produzione del software si riverberano anche nelle relazioni con i committenti che hanno già fatto proprio il metodo.

    Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft, è autore di questo articolo
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  • Seamless Way è il nome con cui descriviamo come Side Soft approccia le metodologie DevOps. Tradizionalmente l’approccio iterativo ed evolutivo nella gestione dei progetti, proprio del metodo, avviene nelle aziende di prodotto, allo scopo di creare una stretta collaborazione tra team di sviluppo e committente nella messa a punto di pratiche e strumenti per lo sviluppo software.

    Rispetto a questo scenario abbiamo voluto introdurre un elemento di novità interiorizzando il metodo e attivando una vera e propria divisione Agile, che opera in Side Soft a beneficio delle altre divisioni aziendali, occupandosi degli sviluppi riguardanti le tecnologie tipicamente open source ed utilizzando Scrum come framework Agile.

    Una sorta di outsourcing intra moenia, che opera con competenze tecnologiche per sviluppare le funzionalità secondo i principi tipici della metodologia DevOps, al fine di accelerare i tempi di rilascio del software e incrementandone, al tempo stesso, qualità e sicurezza.

    Il risultato è un processo produttivo privo di frizioni, senza cuciture appunto. Le ricadute positive sulla filiera di produzione del software si riverberano anche nelle relazioni con i committenti che hanno già fatto proprio il metodo.

    Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft, è autore di questo articolo
  •  La case history Side Soft al workshop CompuwareCi sarà anche Side Soft al tavolo dei relatori del workshop "Modernizzare il Mainframe con Agile e DevOps" in programma giovedì 14 novembre a Milano. Organizzato da Compuware, il workshop è rivolto ai responsabili e agli sviluppatori di applicazioni Mainframe.

    Saranno analizzati casi reali in cui le più recenti innovazioni di Compuware hanno consentito di velocizzare e modernizzare lo sviluppo applicativo Mainframe in ottica DevOps, permettendo anche ai più giovani di gestire i programmi COBOL in modo analogo a Java o ad altri linguaggi.

    Tra le case histories in scaletta, Side Soft è stata invitata a illustrare i progressi che ha compiuto nella modernizzazione dello sviluppo Mainframe, nell'ambito di un panel intitolato "Sviluppo Mainframe modernizzato con Topaz".

    I lavori si terranno presso Copernico Blend Tower, 11 ° piano, con inizio alle ore 9:30. Per iscrizioni, vai qui
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  • Ci sarà anche Side Soft al tavolo dei relatori del workshop "Modernizzare il Mainframe con Agile e DevOps" in programma giovedì 14 novembre a Milano. Organizzato da Compuware, il workshop è rivolto ai responsabili e agli sviluppatori di applicazioni Mainframe.

    Saranno analizzati casi reali in cui le più recenti innovazioni di Compuware hanno consentito di velocizzare e modernizzare lo sviluppo applicativo Mainframe in ottica DevOps, permettendo anche ai più giovani di gestire i programmi COBOL in modo analogo a Java o ad altri linguaggi.

    Tra le case histories in scaletta, Side Soft è stata invitata a illustrare i progressi che ha compiuto nella modernizzazione dello sviluppo Mainframe, nell'ambito di un panel intitolato "Sviluppo Mainframe modernizzato con Topaz".

    I lavori si terranno presso Copernico Blend Tower, 11 ° piano, con inizio alle ore 9:30. Per iscrizioni, vai qui
  • La nostra divisione Ricerca & SviluppoSide Soft ha stabilito di investire in ricerca e sviluppo una parte significativa del proprio fatturato. Il settore viene presidiato da un team interno chiamato a studiare, progettare e sperimentare soluzioni hi-tech innovative.

    Il gruppo di esperti è aperto e si avvale di contributi trasversali a seconda delle funzioni sotto la lente, ma ne fanno parte stabilmente quattro figure di riferimento per i settori in cui si declina l'operatività di Side Soft - progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application maintenance, reverse engineering, business process management, sviluppo e manutenzione di prodotti applicativi.

    Oscar Ibattici e Lorenzo Sassi sono capi progetto, Federico Rautnich è architetto software e Daniele Pedrelli responsabile commerciale, e insieme trasformano in creatività informatica e digitale gli stimoli che prendono vita dai bisogni della clientela e dai trend del mercato.

    Attualmente, ad esempio, sono coinvolti nello sviluppo di un Mocking Framework Mainframe con front end Web, che permetterà di isolare singole procedure all’interno di una architettura complessa come quelle delle banche ed assicurazioni.

    Per realizzare e testare i nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, utilizzano l'ambiente virtualizzato mainframe z/OS proprietario, che consente al team di approfondire le fasi di progettazione e sviluppo all'interno di una struttura accademica virtualizzata.
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  • Side Soft ha stabilito di investire in ricerca e sviluppo una parte significativa del proprio fatturato. Il settore viene presidiato da un team interno chiamato a studiare, progettare e sperimentare soluzioni hi-tech innovative.

    Il gruppo di esperti è aperto e si avvale di contributi trasversali a seconda delle funzioni sotto la lente, ma ne fanno parte stabilmente quattro figure di riferimento per i settori in cui si declina l'operatività di Side Soft - progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application maintenance, reverse engineering, business process management, sviluppo e manutenzione di prodotti applicativi.

    Oscar Ibattici e Lorenzo Sassi sono capi progetto, Federico Rautnich è architetto software e Daniele Pedrelli responsabile commerciale, e insieme trasformano in creatività informatica e digitale gli stimoli che prendono vita dai bisogni della clientela e dai trend del mercato.

    Attualmente, ad esempio, sono coinvolti nello sviluppo di un Mocking Framework Mainframe con front end Web, che permetterà di isolare singole procedure all’interno di una architettura complessa come quelle delle banche ed assicurazioni.

    Per realizzare e testare i nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, utilizzano l'ambiente virtualizzato mainframe z/OS proprietario, che consente al team di approfondire le fasi di progettazione e sviluppo all'interno di una struttura accademica virtualizzata.
  • Il peso delle Soft Skills nella Digital TransformationLe competenze (hard skills) sono importanti tanto quanto la tenacia e la perseveranza (soft skills) nel portare a termine con successo integrazioni digitali così complesse e articolate, da richiedere anni di lavoro e un’operatività estesa a team eterogenei. Aveva queste caratteristiche il management di un progetto completato a fine agosto e destinato a un primario istituto di credito, che si è concretizzato nel pieno utilizzo di una nuova suite applicativa a interfaccia intuitiva e funzionale: operando all’interno di un sistema distribuito e trasversale, la suite permette in particolare di trattare e soddisfare politiche di Pricing focalizzate sul controllo delle condizioni dei prodotti, a seconda delle operatività della clientela, monitorando gli effetti economici che ne conseguono.

    Grazie al coordinamento tecnico e organizzativo di uno staff che, nel tempo, ha coinvolto figure specializzate in un arco temporale di 1500 giorni lavorativi, Side Soft ha supportato il committente nella complessa e delicata fase di migrazione delle informazioni su una nuova infrastruttura IT, e nelle integrazioni tra le procedure dell'area Core Banking.

    Si è trattato di una digital trasformation sfidante che, all’interno di un progetto pluriennale, ha coinvolto in modo continuo persone, processi e tecnologie e che ha innescato un obiettivo di business implicito ma strategico, apportando cambiamenti positivi, significativi e tangibili e coinvolgendo asset trasversali dell’azienda richiedente.

    Grazie anche ad altri punti di forza del progetto, Side Soft ha acquisito ulteriori competenze nell’utilizzo combinato di infrastrutture mainframe e nuove architetture ESB, che permettono l’interazione tra differenti tecnologie e protocolli gestendo orchestrazioni tra servizi ed applicazioni esterne. Il risultato è stato quello di generare veri e propri processi di business, aumentando il grado di complessità generale e applicando al progetto automazioni di test integrati.

    Enrico Rossi, capo progetto Side Soft area Prezzi, è autore di questo articolo
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  • Le competenze (hard skills) sono importanti tanto quanto la tenacia e la perseveranza (soft skills) nel portare a termine con successo integrazioni digitali così complesse e articolate, da richiedere anni di lavoro e un’operatività estesa a team eterogenei. Aveva queste caratteristiche il management di un progetto completato a fine agosto e destinato a un primario istituto di credito, che si è concretizzato nel pieno utilizzo di una nuova suite applicativa a interfaccia intuitiva e funzionale: operando all’interno di un sistema distribuito e trasversale, la suite permette in particolare di trattare e soddisfare politiche di Pricing focalizzate sul controllo delle condizioni dei prodotti, a seconda delle operatività della clientela, monitorando gli effetti economici che ne conseguono.

    Grazie al coordinamento tecnico e organizzativo di uno staff che, nel tempo, ha coinvolto figure specializzate in un arco temporale di 1500 giorni lavorativi, Side Soft ha supportato il committente nella complessa e delicata fase di migrazione delle informazioni su una nuova infrastruttura IT, e nelle integrazioni tra le procedure dell'area Core Banking.

    Si è trattato di una digital trasformation sfidante che, all’interno di un progetto pluriennale, ha coinvolto in modo continuo persone, processi e tecnologie e che ha innescato un obiettivo di business implicito ma strategico, apportando cambiamenti positivi, significativi e tangibili e coinvolgendo asset trasversali dell’azienda richiedente.

    Grazie anche ad altri punti di forza del progetto, Side Soft ha acquisito ulteriori competenze nell’utilizzo combinato di infrastrutture mainframe e nuove architetture ESB, che permettono l’interazione tra differenti tecnologie e protocolli gestendo orchestrazioni tra servizi ed applicazioni esterne. Il risultato è stato quello di generare veri e propri processi di business, aumentando il grado di complessità generale e applicando al progetto automazioni di test integrati.

    Enrico Rossi, capo progetto Side Soft area Prezzi, è autore di questo articolo
  • Ottobre è l’European Cyber Security MonthOttobre è l’European Cyber Security Month (ECSM), campagna lanciata dall’Unione Europea per promuovere la cultura della cyber security tra i cittadini e le organizzazioni, prevenire i comportamenti a rischio e erogare risorse per la protezione dei dati e delle informazioni - personali, finanziarie e professionali - online. Qual è lo stato di salute dell’Italia in tema di sicurezza digitale? Pessimo, secondo le analisi più recenti.

    Nella prima metà del 2019 in Italia sono stati infatti intercettati oltre 9 milioni di malware, mentre sono oltre 225 milioni le minacce arrivate tramite mail e circa 3 milioni gli Url maligni visitati. Secondo il report di Trend Micro Research “Evasive Threats, Pervasive Effects”, l’Italia è il quarto paese al mondo più colpito dai malware in una classifica dominata da Usa, Giappone e Francia, e il 12esimo per le incursioni ransomwar.

    Se i malware per il cryptomining rappresentano la minaccia più diffusa, gli exploit kit risultano in aumento del 136% e registrano un’impennata del 64% i router a rischio di vulnerabilità. Tra i dati macro, il report evidenzia l’incremento del 52% delle truffe Business Email Compromise.
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  • Ottobre è l’European Cyber Security Month (ECSM), campagna lanciata dall’Unione Europea per promuovere la cultura della cyber security tra i cittadini e le organizzazioni, prevenire i comportamenti a rischio e erogare risorse per la protezione dei dati e delle informazioni - personali, finanziarie e professionali - online. Qual è lo stato di salute dell’Italia in tema di sicurezza digitale? Pessimo, secondo le analisi più recenti.

    Nella prima metà del 2019 in Italia sono stati infatti intercettati oltre 9 milioni di malware, mentre sono oltre 225 milioni le minacce arrivate tramite mail e circa 3 milioni gli Url maligni visitati. Secondo il report di Trend Micro Research “Evasive Threats, Pervasive Effects”, l’Italia è il quarto paese al mondo più colpito dai malware in una classifica dominata da Usa, Giappone e Francia, e il 12esimo per le incursioni ransomwar.

    Se i malware per il cryptomining rappresentano la minaccia più diffusa, gli exploit kit risultano in aumento del 136% e registrano un’impennata del 64% i router a rischio di vulnerabilità. Tra i dati macro, il report evidenzia l’incremento del 52% delle truffe Business Email Compromise.
  • Side Soft per il Digital BankingSecondo il report CheBanca! Digital Banking index Wave, sono 18,7 milioni i clienti che accedono abitualmente ai propri conti correnti da sito Internet e Mobile App. Ed è cresciuto del 71% il tasso relativo agli accessi da smartphone nel biennio 2016-2018.

    La sfida per gli istituto di credito, in particolare per i medi e piccoli player, è infatti quella di intercettare la domanda latente nell’esercito degli utenti dormienti, ancora restii a usufruire di servizi ad alto valore aggiunto come i pagamenti innovativi. Un cambiamento culturale che non tarderà a farsi sentire: secondo le stime, i new digital payment passeranno a 100 miliardi nel 2020.

    Per quanto riguarda l’evoluzione dello scenario Mobile Banking, secondo l’ultimo rapporto annuale di Abi Lab sono state 3.449.767 le app scaricate e 8 milioni gli utenti che, nel 2017, hanno usufruito dei servizi bancari tramite smartphone o tablet, in crescita del 68%.

    Interessanti sono anche le potenzialità di evoluzione del mercato Mobile Banking rivolto alle risorse interne, tecniche e dirigenziali. Il reparto Ricerca e Sviluppo di Side Soft è attualmente coinvolto nello sviluppo di una soluzione dashboard su App per il mondo bancario, profilabile in base ai ruoli e alle competenze degli utilizzatori interni, in grado di monitorare i dati applicativi e di esercizio.
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  • Secondo il report CheBanca! Digital Banking index Wave, sono 18,7 milioni i clienti che accedono abitualmente ai propri conti correnti da sito Internet e Mobile App. Ed è cresciuto del 71% il tasso relativo agli accessi da smartphone nel biennio 2016-2018.

    La sfida per gli istituto di credito, in particolare per i medi e piccoli player, è infatti quella di intercettare la domanda latente nell’esercito degli utenti dormienti, ancora restii a usufruire di servizi ad alto valore aggiunto come i pagamenti innovativi. Un cambiamento culturale che non tarderà a farsi sentire: secondo le stime, i new digital payment passeranno a 100 miliardi nel 2020.

    Per quanto riguarda l’evoluzione dello scenario Mobile Banking, secondo l’ultimo rapporto annuale di Abi Lab sono state 3.449.767 le app scaricate e 8 milioni gli utenti che, nel 2017, hanno usufruito dei servizi bancari tramite smartphone o tablet, in crescita del 68%.

    Interessanti sono anche le potenzialità di evoluzione del mercato Mobile Banking rivolto alle risorse interne, tecniche e dirigenziali. Il reparto Ricerca e Sviluppo di Side Soft è attualmente coinvolto nello sviluppo di una soluzione dashboard su App per il mondo bancario, profilabile in base ai ruoli e alle competenze degli utilizzatori interni, in grado di monitorare i dati applicativi e di esercizio.
  • Letture Wow!

    SAGGI

    Le leggi fondamentali della stupidità umana - Carlo M. Cipolla
    Ironia ed umorismo sono i principali elementi ispiratori del testo che tratta della stupidità umana ed è un capolavoro, fulminante nella sua semplicità, schematicità ed... attualità. Le ampie ed esaurienti spiegazioni delle tre leggi fondamentali sulla stupidità sono supportate dalla matematica, visto che per spiegarne il concetto l'autore utilizza un grafico che effettivamente aiuta bene a capire cosa vuole dire.
     
    L'arte di vedere - Aldous Huxley
    Per aiutare la natura a risanarci bisogna innanzitutto arginare l’invadenza dell’io cosciente, perché «quanto più c’è io tanto meno c’è Natura, cioè il funzionamento proprio e corretto dell’organismo». Nell’atto del vedere entra dunque in gioco tutto il rapporto fra la mente e l’organo che le è più vicino. Un libro di esercizi per l’immaginazione, una guida sapiente a quella «vigile passività» che ci è preziosa per vedere bene in ogni possibile senso – e innanzitutto in noi stessi.
     
    Il filo infinito - Paolo Rumiz
    I benedettini salvarono il Vecchio Continente in uno dei momenti più drammatici della sua storia. Agli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero Romano, anni di invasioni autentiche e di saccheggi devastanti, i monaci contrapposero la saggezza e il pragmatismo dell’ora et labora. Paolo Rumiz ha compiuto un percorso sulle tracce dei discepoli di San Benedetto da Norcia, un viaggio che ci ricorda che l’Europa è terra di migrazioni dall’alba dei tempi.

    La teoria del tutto. Origine e destino dell'universo - Stephen Hawking
    Stephen Hawking delinea una breve storia dell'Universo "dal Big Bang ai buchi neri" (per citare il titolo italiano della sua opera più famosa). Per farlo, presenta le principali teorie cosmologiche da Aristotele fino ad Einstein, passando da Tolomeo, Copernico, Galileo e Newton; quindi espone le conoscenze attuali sulle leggi fisiche alle quali obbedisce il nostro Universo; infine, avanza alcune ipotesi in direzione di quella "teoria del tutto" capace di unificare la meccanica quantistica, la gravità e le altre interazioni della fisica.
     
    Slow Economy - Federico Rampini
    Dopo la grande recessione che ha colpito il mondo intero, l’Occidente si trova a fare i conti con un modello di crescita rivelatosi fallimentare, centrato sulla corsa al consumo e sull’indebitamento. Ma se a vacillare è un intero modello di vita, l’Occidente può forse cogliere un’opportunità di salvezza guardando a Oriente. È qui che entra in gioco la Slow Economy: la via a uno sviluppo diffuso e sostenibile.


    MOTIVAZIONALI
     
    OPUS - Pietro Trabucchi
    La motivazione umana insegue mete sfidanti, che richiedono tempi lunghi di realizzazione, caratterizzate da un processo motivazionale che si definisce «passione» o «automotivazione». Una spinta incessante a coltivare le proprie capacità, a spostare in avanti i propri limiti…Pietro Trabucchi, con una suggestiva metafora, indica questo sviluppo motivazionale con il termine con cui gli alchimisti rinascimentali descrivevano il processo di trasformazione della materia in metallo prezioso: «Opus».
     
    Trappole mentali: Come difendersi dalle proprie illusioni e dagli inganni altrui - Matteo Motterlini
    Pensi anche tu di essere più sincero e più intelligente della media? Come mai ricordi cose che non sono mai successe e non vedi ciò che hai sotto gli occhi? Sei convinto che sia vero solo ciò che vorresti e fai affari come le scimmie? Non temere: prima o poi capita a tutti di cadere in trappola. Colpa di come siamo fatti, delle nostre intuizioni, dei nostri pseudo ragionamenti e dei nostri cortocircuiti cerebrali. Non basta invocare l'alibi della cattiva informazione e della pubblicità ingannevole: il primo colpevole è il nostro cervello.
     

     

    NARRATIVA GIALLA
     
    La teologia del cinghiale - Gesuino Némus
    Luglio 1969. Durante i giorni dello sbarco sulla luna, a Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Il primo è Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante; l’altro è Gesuino Némus, un bambino silenzioso e problematico, da tutti considerato poco più che un minus habens. Amici per la pelle, i due godono della protezione di don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli suoi. Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri De Stefani, un piemontese che fatica a comprendere le logiche del luogo, inizia a indagare con l’aiuto dell’appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere.

    Malastagione - Francesco Guccini
    Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più.
     
    Tutto questo ti darò - Dolores Redondo
    Quando una coppia di agenti in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo impegnato nella stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che qualcosa di grave deve essere accaduto ad Álvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Álvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente.  Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma ma, giunto a destinazione, si ritrova presto invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ruota attorno alla ricca e arrogante famiglia d’origine del marito.

     

    NARRATIVA
     
    Middle England - Jonathan Coe
    In questo nuovo romanzo lo sguardo critico di Jonathan Coe si concentra sulle vicende di una famiglia delle Midlands inglesi, per poi abbracciare gli eventi più recenti di un'intera nazione, fino al terremoto Brexit del 2016.
     
    Ma tu sei felice?  - Federico Baccomo
    Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l’inizio di un dialogo all’apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre.
     
    Il signore delle cime - Michele Bottazzi
    Il Paese vive nell’angoscia di una guerra che pare interminabile. La situazione diventa drammatica con l’armistizio dell’8 Settembre. Ora non si combatte più al fronte lontano ma di paese in villaggio, di contrada in quartiere, e di rione in via. L’invasore tradito affonda gli artigli sudici nelle carni della povere gente inerte e senza colpa. E’ in questo clima di disperazione, ferocia, ed estrema ingiustizia che l’Onore dell’Italiano riaffiora dalle macerie e dal fuoco d’un Paese in ginocchio. Nelle città sfigurate e nei villaggi rastrellati inizia a brillare una scintilla.
     
    Il vecchio che leggeva romanzi d’amore - Luis Sepulveda
    Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile.
     

     

    TESTIMONIANZE
     
    Il mio amico NET - Andrea Pamparana
    "Il mio amico NET" è il racconto a quattro mani di un'esperienza clinica e degli sforzi per combattere una rara forma di tumore neuroendocrino, il net. I narratori sono un giornalista e scrittore - nelle vesti di paziente affetto da un net intestinale - e il suo medico, un endocrinologo specializzato. Una vicenda in cui fiducia e speranza si alternano al pessimismo e allo sconforto. Scoprire di avere una malattia rappresenta il passaggio in poche ore da un modo di pensare la propria vita a un altro completamente opposto.



     

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  • SAGGI

    Le leggi fondamentali della stupidità umana - Carlo M. Cipolla
    Ironia ed umorismo sono i principali elementi ispiratori del testo che tratta della stupidità umana ed è un capolavoro, fulminante nella sua semplicità, schematicità ed... attualità. Le ampie ed esaurienti spiegazioni delle tre leggi fondamentali sulla stupidità sono supportate dalla matematica, visto che per spiegarne il concetto l'autore utilizza un grafico che effettivamente aiuta bene a capire cosa vuole dire.
     
    L'arte di vedere - Aldous Huxley
    Per aiutare la natura a risanarci bisogna innanzitutto arginare l’invadenza dell’io cosciente, perché «quanto più c’è io tanto meno c’è Natura, cioè il funzionamento proprio e corretto dell’organismo». Nell’atto del vedere entra dunque in gioco tutto il rapporto fra la mente e l’organo che le è più vicino. Un libro di esercizi per l’immaginazione, una guida sapiente a quella «vigile passività» che ci è preziosa per vedere bene in ogni possibile senso – e innanzitutto in noi stessi.
     
    Il filo infinito - Paolo Rumiz
    I benedettini salvarono il Vecchio Continente in uno dei momenti più drammatici della sua storia. Agli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero Romano, anni di invasioni autentiche e di saccheggi devastanti, i monaci contrapposero la saggezza e il pragmatismo dell’ora et labora. Paolo Rumiz ha compiuto un percorso sulle tracce dei discepoli di San Benedetto da Norcia, un viaggio che ci ricorda che l’Europa è terra di migrazioni dall’alba dei tempi.

    La teoria del tutto. Origine e destino dell'universo - Stephen Hawking
    Stephen Hawking delinea una breve storia dell'Universo "dal Big Bang ai buchi neri" (per citare il titolo italiano della sua opera più famosa). Per farlo, presenta le principali teorie cosmologiche da Aristotele fino ad Einstein, passando da Tolomeo, Copernico, Galileo e Newton; quindi espone le conoscenze attuali sulle leggi fisiche alle quali obbedisce il nostro Universo; infine, avanza alcune ipotesi in direzione di quella "teoria del tutto" capace di unificare la meccanica quantistica, la gravità e le altre interazioni della fisica.
     
    Slow Economy - Federico Rampini
    Dopo la grande recessione che ha colpito il mondo intero, l’Occidente si trova a fare i conti con un modello di crescita rivelatosi fallimentare, centrato sulla corsa al consumo e sull’indebitamento. Ma se a vacillare è un intero modello di vita, l’Occidente può forse cogliere un’opportunità di salvezza guardando a Oriente. È qui che entra in gioco la Slow Economy: la via a uno sviluppo diffuso e sostenibile.


    MOTIVAZIONALI
     
    OPUS - Pietro Trabucchi
    La motivazione umana insegue mete sfidanti, che richiedono tempi lunghi di realizzazione, caratterizzate da un processo motivazionale che si definisce «passione» o «automotivazione». Una spinta incessante a coltivare le proprie capacità, a spostare in avanti i propri limiti…Pietro Trabucchi, con una suggestiva metafora, indica questo sviluppo motivazionale con il termine con cui gli alchimisti rinascimentali descrivevano il processo di trasformazione della materia in metallo prezioso: «Opus».
     
    Trappole mentali: Come difendersi dalle proprie illusioni e dagli inganni altrui - Matteo Motterlini
    Pensi anche tu di essere più sincero e più intelligente della media? Come mai ricordi cose che non sono mai successe e non vedi ciò che hai sotto gli occhi? Sei convinto che sia vero solo ciò che vorresti e fai affari come le scimmie? Non temere: prima o poi capita a tutti di cadere in trappola. Colpa di come siamo fatti, delle nostre intuizioni, dei nostri pseudo ragionamenti e dei nostri cortocircuiti cerebrali. Non basta invocare l'alibi della cattiva informazione e della pubblicità ingannevole: il primo colpevole è il nostro cervello.
     

     

    NARRATIVA GIALLA
     
    La teologia del cinghiale - Gesuino Némus
    Luglio 1969. Durante i giorni dello sbarco sulla luna, a Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Il primo è Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante; l’altro è Gesuino Némus, un bambino silenzioso e problematico, da tutti considerato poco più che un minus habens. Amici per la pelle, i due godono della protezione di don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli suoi. Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri De Stefani, un piemontese che fatica a comprendere le logiche del luogo, inizia a indagare con l’aiuto dell’appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere.

    Malastagione - Francesco Guccini
    Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più.
     
    Tutto questo ti darò - Dolores Redondo
    Quando una coppia di agenti in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo impegnato nella stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che qualcosa di grave deve essere accaduto ad Álvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Álvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente.  Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma ma, giunto a destinazione, si ritrova presto invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ruota attorno alla ricca e arrogante famiglia d’origine del marito.

     

    NARRATIVA
     
    Middle England - Jonathan Coe
    In questo nuovo romanzo lo sguardo critico di Jonathan Coe si concentra sulle vicende di una famiglia delle Midlands inglesi, per poi abbracciare gli eventi più recenti di un'intera nazione, fino al terremoto Brexit del 2016.
     
    Ma tu sei felice?  - Federico Baccomo
    Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l’inizio di un dialogo all’apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre.
     
    Il signore delle cime - Michele Bottazzi
    Il Paese vive nell’angoscia di una guerra che pare interminabile. La situazione diventa drammatica con l’armistizio dell’8 Settembre. Ora non si combatte più al fronte lontano ma di paese in villaggio, di contrada in quartiere, e di rione in via. L’invasore tradito affonda gli artigli sudici nelle carni della povere gente inerte e senza colpa. E’ in questo clima di disperazione, ferocia, ed estrema ingiustizia che l’Onore dell’Italiano riaffiora dalle macerie e dal fuoco d’un Paese in ginocchio. Nelle città sfigurate e nei villaggi rastrellati inizia a brillare una scintilla.
     
    Il vecchio che leggeva romanzi d’amore - Luis Sepulveda
    Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile.
     

     

    TESTIMONIANZE
     
    Il mio amico NET - Andrea Pamparana
    "Il mio amico NET" è il racconto a quattro mani di un'esperienza clinica e degli sforzi per combattere una rara forma di tumore neuroendocrino, il net. I narratori sono un giornalista e scrittore - nelle vesti di paziente affetto da un net intestinale - e il suo medico, un endocrinologo specializzato. Una vicenda in cui fiducia e speranza si alternano al pessimismo e allo sconforto. Scoprire di avere una malattia rappresenta il passaggio in poche ore da un modo di pensare la propria vita a un altro completamente opposto.



     

  • Case History: configurazione bancaria di BPMRispettando il programma che ci siamo prefissati per il 2019, stiamo dedicando  questa seconda parte dell’anno alla configurazione dei processi di IBM Business Process Manager (BPM), prodotto che implementa in modo estremamente vantaggioso la sinergia tra software e servizi per assicurare visibilità totale ai processi di business delle organizzazioni. In particolare, consente di automatizzare, monitorare e ottimizzare il miglioramento continuo dei processi per aumentare l'efficienza e ridurre i costi.

    Si tratta di un’operazione strutturata nell’ambito della partnership che dal 2017 ci lega all’International Business Machines Corporation, e che ci garantisce la possibilità di un aggiornamento costante del nostro team, anche seguendo la formazione avanzata fornita da player altamente specializzati come Overnet Education.

    L’occasione per realizzare processi di questo tipo ci è stata offerta da un primario istituto di credito italiano, per il quale abbiamo implementato, in particolare, le funzionalità di workflow.

    Traduciamo le esigenze funzionali del nostro cliente nel disegno del processo sfruttando le potenzialità di configurazione offerte dal prodotto iniziale. Come? Su un processo virtuale posizioniamo l’operatività dell’utente e, dove è necessario automatizzare una funzione, ad esempio il recupero dati cliente, elaboriamo l’automatismo che richiama l’operatività  in modo replicabile, rendendo eseguibili le operazioni in automatico, con un semplice click”

    Ma le enormi potenzialità dello strumento sarebbero inutilizzabili se non ci fosse, da parte degli analisti funzionali di Side Soft, una profonda conoscenza delle problematiche di business dei processi. Con IBM BPM abbiamo messo a disposizione dei nostri esperti uno strumento che permette di rispondere alle esigenze dei clienti in tempi decisamente più rapidi rispetto all’utilizzo di soluzioni realizzate ad-hoc, partendo da zero.

    Roberto Pasqualini
    vice presidente Side Soft Group S.r.l.
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  • Rispettando il programma che ci siamo prefissati per il 2019, stiamo dedicando  questa seconda parte dell’anno alla configurazione dei processi di IBM Business Process Manager (BPM), prodotto che implementa in modo estremamente vantaggioso la sinergia tra software e servizi per assicurare visibilità totale ai processi di business delle organizzazioni. In particolare, consente di automatizzare, monitorare e ottimizzare il miglioramento continuo dei processi per aumentare l'efficienza e ridurre i costi.

    Si tratta di un’operazione strutturata nell’ambito della partnership che dal 2017 ci lega all’International Business Machines Corporation, e che ci garantisce la possibilità di un aggiornamento costante del nostro team, anche seguendo la formazione avanzata fornita da player altamente specializzati come Overnet Education.

    L’occasione per realizzare processi di questo tipo ci è stata offerta da un primario istituto di credito italiano, per il quale abbiamo implementato, in particolare, le funzionalità di workflow.

    Traduciamo le esigenze funzionali del nostro cliente nel disegno del processo sfruttando le potenzialità di configurazione offerte dal prodotto iniziale. Come? Su un processo virtuale posizioniamo l’operatività dell’utente e, dove è necessario automatizzare una funzione, ad esempio il recupero dati cliente, elaboriamo l’automatismo che richiama l’operatività  in modo replicabile, rendendo eseguibili le operazioni in automatico, con un semplice click”

    Ma le enormi potenzialità dello strumento sarebbero inutilizzabili se non ci fosse, da parte degli analisti funzionali di Side Soft, una profonda conoscenza delle problematiche di business dei processi. Con IBM BPM abbiamo messo a disposizione dei nostri esperti uno strumento che permette di rispondere alle esigenze dei clienti in tempi decisamente più rapidi rispetto all’utilizzo di soluzioni realizzate ad-hoc, partendo da zero.

    Roberto Pasqualini
    vice presidente Side Soft Group S.r.l.
  • Software Testing contemporaneiIn un mondo governato dalla tecnologia e in continua evoluzione, ogni azienda sta investendo in maniera significativa nel processo di digitalizzazione della gestione del business. Si profilano nuove sfide sia in termini di sicurezza informatica che di automazione del testing del software: è perciò fondamentale definire una modalità di testing precisa e condivisa, in modo che ogni team possa

    È perciò sempre più importante costruire un sistema che garantisca alte prestazioni in termini di qualità, affidabilità e sicurezza, mirato a soddisfare nel miglior modo possibile le richieste dell’utente finale senza perdite di tempo e quindi di denaro.

    Vista la complessità dei sistemi moderni, è fondamentale definire una modalità di testing precisa e condivisa, in modo che ogni team possa eseguire l’attività sfruttando a pieno ogni risorsa a disposizione secondo gli standard definiti da ISTQB.

    Nelle numerose attività di testing eseguite negli ultimi anni e dall’esperienza maturata nel campo del Software Testing in ambiente bancario, tramite l’utilizzo di tool moderni e capacità personali siamo stati in grado di garantire la qualità del software costruito, affiancando il team di sviluppo e l’utente finale nell’individuazione e la risoluzione dei bug riscontrati.

    Nell’attività di testing di un sistema bancario come può essere un sistema di gestione delle carte di credito, si rende fondamentale la pianificazione di diverse tipologie di testing, con una costruzione di casi di test articolata in un workflow molto complesso, costruita da fasi Online e fasi Schedulate indipendenti. Dovranno necessariamente essere eseguiti Unit test e Regression Test automatizzati per verificare l’integrità e la correttezza del software sviluppato, Integration Test di affiancamento con l’utente finale e CrowdTesting finalizzati a garantire il rispetto della logica funzionale implementata, Stress Test di varie tipologie per verificare le performance del sistema con carichi di volumi elevati o estremi.

    Infatti un’attenta analisi delle performance su grandi quantità di dati è fondamentale per garantire la Quality Assurance del software. L’automazione dei test tramite appositi tools che rappresentano, de facto, lo standard di mercato permette di velocizzarne il processo, rendendo gli scenari facilmente ripetibili aumentandone quindi l’efficienza e la continuità nei casi futuri.

    S.I.DE SOFT è Silver Partner di ISTQB, potendo contare, all’interno del proprio organico, su sette professionisti certificati ed ha partecipato all’annuale evento organizzato dalla filiale italiana, nel quale sono stati presentati numerosi case study e le ultime novità in materia di metodologie e di tools.

    Simone Tamagnini
    Tester certificato ISTQB
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  • In un mondo governato dalla tecnologia e in continua evoluzione, ogni azienda sta investendo in maniera significativa nel processo di digitalizzazione della gestione del business. Si profilano nuove sfide sia in termini di sicurezza informatica che di automazione del testing del software: è perciò fondamentale definire una modalità di testing precisa e condivisa, in modo che ogni team possa

    È perciò sempre più importante costruire un sistema che garantisca alte prestazioni in termini di qualità, affidabilità e sicurezza, mirato a soddisfare nel miglior modo possibile le richieste dell’utente finale senza perdite di tempo e quindi di denaro.

    Vista la complessità dei sistemi moderni, è fondamentale definire una modalità di testing precisa e condivisa, in modo che ogni team possa eseguire l’attività sfruttando a pieno ogni risorsa a disposizione secondo gli standard definiti da ISTQB.

    Nelle numerose attività di testing eseguite negli ultimi anni e dall’esperienza maturata nel campo del Software Testing in ambiente bancario, tramite l’utilizzo di tool moderni e capacità personali siamo stati in grado di garantire la qualità del software costruito, affiancando il team di sviluppo e l’utente finale nell’individuazione e la risoluzione dei bug riscontrati.

    Nell’attività di testing di un sistema bancario come può essere un sistema di gestione delle carte di credito, si rende fondamentale la pianificazione di diverse tipologie di testing, con una costruzione di casi di test articolata in un workflow molto complesso, costruita da fasi Online e fasi Schedulate indipendenti. Dovranno necessariamente essere eseguiti Unit test e Regression Test automatizzati per verificare l’integrità e la correttezza del software sviluppato, Integration Test di affiancamento con l’utente finale e CrowdTesting finalizzati a garantire il rispetto della logica funzionale implementata, Stress Test di varie tipologie per verificare le performance del sistema con carichi di volumi elevati o estremi.

    Infatti un’attenta analisi delle performance su grandi quantità di dati è fondamentale per garantire la Quality Assurance del software. L’automazione dei test tramite appositi tools che rappresentano, de facto, lo standard di mercato permette di velocizzarne il processo, rendendo gli scenari facilmente ripetibili aumentandone quindi l’efficienza e la continuità nei casi futuri.

    S.I.DE SOFT è Silver Partner di ISTQB, potendo contare, all’interno del proprio organico, su sette professionisti certificati ed ha partecipato all’annuale evento organizzato dalla filiale italiana, nel quale sono stati presentati numerosi case study e le ultime novità in materia di metodologie e di tools.

    Simone Tamagnini
    Tester certificato ISTQB
  • Casi da codice rossoPuò capitare che la nostra routine professionale venga positivamente scossa da interventi urgenti e complessi, che richiedono la discesa in campo della nostra speciale task force. Usiamo un linguaggio da prima emergenza non a sproposito, perché frequentemente si tratta di situazioni da codice rosso che i clienti, spesso in preda a grande agitazione, ci chiedono di risolvere.

    Abbiamo perciò individuato e creato team interni chiamati a operare in caso di urgenze, in base agli ambiti interessati e alle competenze da mettere in campo. E’ successo anche di recente, quando un primario istituto di credito italiano ci ha chiesto di testare con urgenza il suo nuovo ambiente di sviluppo mainframe.

    Abbiamo attivato una task force composta da tredici tra analisti, sviluppatori e programmatori, che ha testato gli ambienti migrati segnalando le incongruenze e le difformità, lavorando con un timing serrato e operando con modalità integrate. Sono state due settimane di lavoro intenso e ininterrotto, ma gli interventi di test factory sono stati conclusi con successo, entro i termini richiesti dal cliente.
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  • Può capitare che la nostra routine professionale venga positivamente scossa da interventi urgenti e complessi, che richiedono la discesa in campo della nostra speciale task force. Usiamo un linguaggio da prima emergenza non a sproposito, perché frequentemente si tratta di situazioni da codice rosso che i clienti, spesso in preda a grande agitazione, ci chiedono di risolvere.

    Abbiamo perciò individuato e creato team interni chiamati a operare in caso di urgenze, in base agli ambiti interessati e alle competenze da mettere in campo. E’ successo anche di recente, quando un primario istituto di credito italiano ci ha chiesto di testare con urgenza il suo nuovo ambiente di sviluppo mainframe.

    Abbiamo attivato una task force composta da tredici tra analisti, sviluppatori e programmatori, che ha testato gli ambienti migrati segnalando le incongruenze e le difformità, lavorando con un timing serrato e operando con modalità integrate. Sono state due settimane di lavoro intenso e ininterrotto, ma gli interventi di test factory sono stati conclusi con successo, entro i termini richiesti dal cliente.
  • Case History: anatomia di Automa

    Automa è un applicativo software che abbiamo creato per generare automazioni di test, funzionali a tracciare l’operatività di un utente nelle sue interazioni con un servizio web. La sua utilità è legata alla possibilità di configurare insiemi di data set da richiamare in un ambiente parallelo che riproduce la customer experience di un prodotto, in questo caso, bancario. È infatti uno strumento che stiamo ampiamente utilizzando per testare le dinamiche osservabili nel processo di selling all’interno di un portale bancario: lo scopo è quello di migliorarle, correggerle e, se necessario, implementarle in base alle casistiche di utilizzo e alle esperienze di vendita classificate.

    Nella divisione testing automation di Side Soft, Veronica Ghirri è un'analista tecnico/funzionale. “L’operatività di una giornata tipo legata all’attività di Automa – spiega - è scandita da una somma di passaggi tecnici integrati tra loro”. Partendo da una vendita effettuata dal funzionale di riferimento, direttamente dal portale, recuperiamo i log, estrapolando da questi la sequenza delle chiamate da replicare all’interno del nostro progetto SoapUI, isolando i dati che devono essere parametrizzati.

    Una volta stabilito l’ordine corretto e terminata la configurazione, procediamo con l’esecuzione step by step.
    “Nel caso si verifichino errori - continua Veronica - mettiamo in campo le competenze necessarie a risolvere le criticità avviando tavoli di lavoro congiunti con il committente, in questo caso l’istituto bancario,  e i fornitori terzi coinvolti nell’operazione”. Una volta completati tutti gli i singoli step, viene effettuata un'esecuzione globale che replica l’operatività dell’utente in modo completo.
     

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  • Automa è un applicativo software che abbiamo creato per generare automazioni di test, funzionali a tracciare l’operatività di un utente nelle sue interazioni con un servizio web. La sua utilità è legata alla possibilità di configurare insiemi di data set da richiamare in un ambiente parallelo che riproduce la customer experience di un prodotto, in questo caso, bancario. È infatti uno strumento che stiamo ampiamente utilizzando per testare le dinamiche osservabili nel processo di selling all’interno di un portale bancario: lo scopo è quello di migliorarle, correggerle e, se necessario, implementarle in base alle casistiche di utilizzo e alle esperienze di vendita classificate.

    Nella divisione testing automation di Side Soft, Veronica Ghirri è un'analista tecnico/funzionale. “L’operatività di una giornata tipo legata all’attività di Automa – spiega - è scandita da una somma di passaggi tecnici integrati tra loro”. Partendo da una vendita effettuata dal funzionale di riferimento, direttamente dal portale, recuperiamo i log, estrapolando da questi la sequenza delle chiamate da replicare all’interno del nostro progetto SoapUI, isolando i dati che devono essere parametrizzati.

    Una volta stabilito l’ordine corretto e terminata la configurazione, procediamo con l’esecuzione step by step.
    “Nel caso si verifichino errori - continua Veronica - mettiamo in campo le competenze necessarie a risolvere le criticità avviando tavoli di lavoro congiunti con il committente, in questo caso l’istituto bancario,  e i fornitori terzi coinvolti nell’operazione”. Una volta completati tutti gli i singoli step, viene effettuata un'esecuzione globale che replica l’operatività dell’utente in modo completo.
     

  •  Empatia!La parola del mese di giugno, per noi di Side Soft, è empatia. Nelle scienze umane, l’empatia è un atteggiamento verso gli altri caratterizzato dalla capacità di comprensione e di attenzione verso gli altri, mantenendo fuori i vissuti personali e i giudizi morali. Si tratta di una risorsa umana straordinaria, a cui abbiamo voluto dedicare la prima parte del corso interno di Life Coaching, per migliorare la qualità delle relazioni tra colleghi e nei confronti dei clienti.

    È l’avvio di un percorso sul potenziamento delle life skills, che si compone di più momenti formativi finalizzati  a sviluppare doti come l’assertività e la resilienza, e temi come i meta-programmi, i meta-modelli e leadership empowerment.

    Avevamo previsto - e annunciato - questa esperienza a inizio 2019 perché, nella nostra quotidianità professionale, la valorizzazione delle doti umane è un obiettivo strategico, oltre che un’esigenza innata. Ora anche le agenzie di ricerca del personale attribuiscono un ruolo strategico alle human skills. «La vita media delle competenze tecniche è di due anni – ha dichiarato Gianfranco Chimirri, direttore HR di Unilever, su D di Repubblica –. Serve investire su empatia, intelligenza emotiva e capacità di trovare soluzioni personalizzate».
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  • La parola del mese di giugno, per noi di Side Soft, è empatia. Nelle scienze umane, l’empatia è un atteggiamento verso gli altri caratterizzato dalla capacità di comprensione e di attenzione verso gli altri, mantenendo fuori i vissuti personali e i giudizi morali. Si tratta di una risorsa umana straordinaria, a cui abbiamo voluto dedicare la prima parte del corso interno di Life Coaching, per migliorare la qualità delle relazioni tra colleghi e nei confronti dei clienti.

    È l’avvio di un percorso sul potenziamento delle life skills, che si compone di più momenti formativi finalizzati  a sviluppare doti come l’assertività e la resilienza, e temi come i meta-programmi, i meta-modelli e leadership empowerment.

    Avevamo previsto - e annunciato - questa esperienza a inizio 2019 perché, nella nostra quotidianità professionale, la valorizzazione delle doti umane è un obiettivo strategico, oltre che un’esigenza innata. Ora anche le agenzie di ricerca del personale attribuiscono un ruolo strategico alle human skills. «La vita media delle competenze tecniche è di due anni – ha dichiarato Gianfranco Chimirri, direttore HR di Unilever, su D di Repubblica –. Serve investire su empatia, intelligenza emotiva e capacità di trovare soluzioni personalizzate».
  •  PSD2 e Strong Customer AuthenticationCon la direttiva europea PSD2, Payment Services Directive, l’Unione Europea ha dato ufficialmente il via alla rivoluzione del mondo bancario e finanziario che va sotto il nome di open banking. Già recepita dal governo italiano, la direttiva PSD2 impone alle banche di concedere l'accesso al conto e ai servizi di pagamento online dei consumatori, con modalità disciplinate da rigidi criteri di sicurezza e di consenso da parte del cliente.

    Secondo gli addetti ai lavori, l’apertura del mercato facilitata dall’open banking consentirà a terze parti, che possono essere società e istituti di pagamento, di potenziare la gamma dei servizi offerti ai clienti della banca e, parallelamente, alle banche di incrementare la distribuzione e l’acquisizione di nuovi clienti.

    Nell’ambito delle operazioni di adeguamento PSD2, di recente abbiamo condotto un intervento di PSD2_SCA (Strong Customer Authentication) per un primario istituto di credito. “L’ingaggio tecnico - spiega Lorenzo Sassi, capo progetto virtual banking- era in particolare finalizzato a implementare l’associazione di un numero di telefono a un oggetto di identificazione personale del cliente, in modalità token, otp oppure sms”.

    Scopo della Strong Customer Authentication è quello di ridurre il rischio di frode nei pagamenti elettronici, generando una maggiore sicurezza in termini di accesso all’home banking e di autenticazione di un’operazione: un’evoluzione che ha già comportato il pensionamento della vecchia chiavetta. Per diventare “compliant” alla nuova direttiva europea, gli istituti di credito hanno tempo fino al 13 settembre.
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  • Con la direttiva europea PSD2, Payment Services Directive, l’Unione Europea ha dato ufficialmente il via alla rivoluzione del mondo bancario e finanziario che va sotto il nome di open banking. Già recepita dal governo italiano, la direttiva PSD2 impone alle banche di concedere l'accesso al conto e ai servizi di pagamento online dei consumatori, con modalità disciplinate da rigidi criteri di sicurezza e di consenso da parte del cliente.

    Secondo gli addetti ai lavori, l’apertura del mercato facilitata dall’open banking consentirà a terze parti, che possono essere società e istituti di pagamento, di potenziare la gamma dei servizi offerti ai clienti della banca e, parallelamente, alle banche di incrementare la distribuzione e l’acquisizione di nuovi clienti.

    Nell’ambito delle operazioni di adeguamento PSD2, di recente abbiamo condotto un intervento di PSD2_SCA (Strong Customer Authentication) per un primario istituto di credito. “L’ingaggio tecnico - spiega Lorenzo Sassi, capo progetto virtual banking- era in particolare finalizzato a implementare l’associazione di un numero di telefono a un oggetto di identificazione personale del cliente, in modalità token, otp oppure sms”.

    Scopo della Strong Customer Authentication è quello di ridurre il rischio di frode nei pagamenti elettronici, generando una maggiore sicurezza in termini di accesso all’home banking e di autenticazione di un’operazione: un’evoluzione che ha già comportato il pensionamento della vecchia chiavetta. Per diventare “compliant” alla nuova direttiva europea, gli istituti di credito hanno tempo fino al 13 settembre.
  • Stress test da campioniLo stress test applicato alla Pratica Elettronica di Fido (PEF) rappresentava il focus del corso avanzato IBM “Rational Performance Tester” frequentato in queste settimane dallo staff dedicato di Side Soft. Le simulazioni condotte in fase formativa erano incentrate sulle misure da mettere in atto in caso di sovraccarico dei sistemi in ambiente bancario, per individuare in tempo reale i potenziali punti di rottura e ridurne, oppure annullarne, gli impatti.

    Nell’ambito di un progetto di performance test per un istituto di credito europeo, abbiamo infatti gestito la necessità di mantenere gli standard per l’automazione e l’esecuzione dei test attraverso l’acquisizione delle competenze per l’utilizzo di un nuovo software IBM estremamente raffinato, Rational Performance Tester v.9.0.1. “In azienda - spiega Oscar Ibattici, capo progetto - non avevamo ancora avuto modo di utilizzare questo strumento ma, in qualità di partner IBM, abbiamo subito individuato in HCL, soggetto che ora gestisce gli sviluppi, i progetti e la formazione legata a una serie di prodotti IBM, il miglior supporto per affrontare questa nuova sfida”.

    Il corso si è basato sullo scambio di reali esperienze e su casi di utilizzo concreti, in affiancamento alle casistiche emblematiche da manuale. “Rational Performance Tester è un prodotto molto utile - commenta Veronica Ghirri, analista sviluppatore - perché, registrando le azioni direttamente dal browser, consente di simulare l’operatività del funzionale e riprodurla massivamente. Ho apprezzato molto l’approccio pratico che abbiamo deciso di tenere durante il corso: in questo modo abbiamo affrontato e superato le eventuali criticità, grazie soprattutto alla preparazione del relatore, Pier Fortunato Bottan”.

    Ma non è stata soltanto l’occasione per implementare le skill del team Side Soft in relazione al nuovo software. “Più in generale - spiega Stefano Parra, sviluppatore junior -  abbiamo approfondito le competenze interne relative alle operazioni di stress test che gestiamo nella nostra quotidianità professionale”.
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  • Lo stress test applicato alla Pratica Elettronica di Fido (PEF) rappresentava il focus del corso avanzato IBM “Rational Performance Tester” frequentato in queste settimane dallo staff dedicato di Side Soft. Le simulazioni condotte in fase formativa erano incentrate sulle misure da mettere in atto in caso di sovraccarico dei sistemi in ambiente bancario, per individuare in tempo reale i potenziali punti di rottura e ridurne, oppure annullarne, gli impatti.

    Nell’ambito di un progetto di performance test per un istituto di credito europeo, abbiamo infatti gestito la necessità di mantenere gli standard per l’automazione e l’esecuzione dei test attraverso l’acquisizione delle competenze per l’utilizzo di un nuovo software IBM estremamente raffinato, Rational Performance Tester v.9.0.1. “In azienda - spiega Oscar Ibattici, capo progetto - non avevamo ancora avuto modo di utilizzare questo strumento ma, in qualità di partner IBM, abbiamo subito individuato in HCL, soggetto che ora gestisce gli sviluppi, i progetti e la formazione legata a una serie di prodotti IBM, il miglior supporto per affrontare questa nuova sfida”.

    Il corso si è basato sullo scambio di reali esperienze e su casi di utilizzo concreti, in affiancamento alle casistiche emblematiche da manuale. “Rational Performance Tester è un prodotto molto utile - commenta Veronica Ghirri, analista sviluppatore - perché, registrando le azioni direttamente dal browser, consente di simulare l’operatività del funzionale e riprodurla massivamente. Ho apprezzato molto l’approccio pratico che abbiamo deciso di tenere durante il corso: in questo modo abbiamo affrontato e superato le eventuali criticità, grazie soprattutto alla preparazione del relatore, Pier Fortunato Bottan”.

    Ma non è stata soltanto l’occasione per implementare le skill del team Side Soft in relazione al nuovo software. “Più in generale - spiega Stefano Parra, sviluppatore junior -  abbiamo approfondito le competenze interne relative alle operazioni di stress test che gestiamo nella nostra quotidianità professionale”.
  • UniMORE..coming soon!Nella nostra mission ci sono anche il confronto e l’interazione con il mondo universitario per individuare percorsi formativi coerenti con il mercato IT.  Lo scopo è quello di facilitare l’ingresso degli studenti e delle studentesse nel mondo del lavoro, e di individuare talenti da inserire nel nostro staff.

    Giulia Trevisi, la nostra capo progetto ambiente assicurativo, e Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft, in questi giorni hanno incontrato i referenti del dipartimento di fisica informatica e matematica (FIM) dell’Università di Modena e Reggio Emilia allo scopo di attivare tirocini formativi curriculari e proporre pubblicazioni di specifiche offerte lavorative sui siti del dipartimento. L’obiettivo che ci siamo dati è anche quello di avviare attività seminariali in collaborazione con l’ateneo: stay tuned!
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  • Nella nostra mission ci sono anche il confronto e l’interazione con il mondo universitario per individuare percorsi formativi coerenti con il mercato IT.  Lo scopo è quello di facilitare l’ingresso degli studenti e delle studentesse nel mondo del lavoro, e di individuare talenti da inserire nel nostro staff.

    Giulia Trevisi, la nostra capo progetto ambiente assicurativo, e Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft, in questi giorni hanno incontrato i referenti del dipartimento di fisica informatica e matematica (FIM) dell’Università di Modena e Reggio Emilia allo scopo di attivare tirocini formativi curriculari e proporre pubblicazioni di specifiche offerte lavorative sui siti del dipartimento. L’obiettivo che ci siamo dati è anche quello di avviare attività seminariali in collaborazione con l’ateneo: stay tuned!
  • Davide: dalla laurea ai RFIDLa mia storia in Side Soft è appena iniziata ma spero possa diventare il più lunga possibile. Mi sono infatti laureato in Informatica soltanto in dicembre, all’Università di Ferrara, un traguardo importantissimo che ho raggiunto tra aspettative e timori. Le aspettative erano quelle di un ragazzo fresco di studi e i timori quelli di chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro. Troverò un lavoro che mi darà soddisfazione? Sarò all’altezza della situazione?  Cosa mi aspetta?  Erano le paure che mi agitavano, con le quali pensavo di dover convivere a lungo. Invece la fortuna mi ha assistito: insieme all’assunzione in Side Soft, tutti i miei timori sono stati cancellati dal clima di fiducia e di forte motivazione che ho respirato fin dal primo momento in azienda. Ho il piacere di lavorare in un contesto pieno di stimoli, inserito in un team che gestisce progetti innovativi e per certi versi avveniristici come quello di Temera, finalizzato all’implementazione della tecnologia RFID nella filiera del settore manifatturiero.
    Mi confronto con professionisti altamente qualificati come Federico e Flavio, che sono diventati ormai i miei mentori, e nel lavoro quotidiano posso condividere lo sviluppo di progetti con colleghi che integrano competenze diversificate nella logica di un'unica, grande squadra. Che dire: tutto quello che speravo di trovare!

    Davide Bernardi
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  • La mia storia in Side Soft è appena iniziata ma spero possa diventare il più lunga possibile. Mi sono infatti laureato in Informatica soltanto in dicembre, all’Università di Ferrara, un traguardo importantissimo che ho raggiunto tra aspettative e timori. Le aspettative erano quelle di un ragazzo fresco di studi e i timori quelli di chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro. Troverò un lavoro che mi darà soddisfazione? Sarò all’altezza della situazione?  Cosa mi aspetta?  Erano le paure che mi agitavano, con le quali pensavo di dover convivere a lungo. Invece la fortuna mi ha assistito: insieme all’assunzione in Side Soft, tutti i miei timori sono stati cancellati dal clima di fiducia e di forte motivazione che ho respirato fin dal primo momento in azienda. Ho il piacere di lavorare in un contesto pieno di stimoli, inserito in un team che gestisce progetti innovativi e per certi versi avveniristici come quello di Temera, finalizzato all’implementazione della tecnologia RFID nella filiera del settore manifatturiero.
    Mi confronto con professionisti altamente qualificati come Federico e Flavio, che sono diventati ormai i miei mentori, e nel lavoro quotidiano posso condividere lo sviluppo di progetti con colleghi che integrano competenze diversificate nella logica di un'unica, grande squadra. Che dire: tutto quello che speravo di trovare!

    Davide Bernardi
  • In funzione la nostra Digital Academy VirtualizzataÈ entrato pienamente in funzione il nuovo ambiente mainframe z/OS proprietario,  struttura accademica virtualizzata e altamente tecnologica di cui ci siamo dotati per espandere le fasi interne di progettazione e sviluppo. In linea con le priorità strategiche del 2019, abbiamo scelto di investire su un’infrastruttura di programmazione nella quale realizzare, studiare e testare nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, formando al tempo stesso le nostre risorse umane.  

    Per offrire maggior appeal al percorso formativo delle giovani leve del nostro staff abbiamo cercato un’alternativa all’emulatore 3270. Abbiamo ora la possibilità di utilizzare le nuove interfacce utente, in particolare in questo momento sono disponibili Topaz di Compuware e RDZ di IBM. L’ambiente mainframe ci consente inoltre la possibilità di gestire i permessi in autonomia estendendo, al tempo stesso, gli esercizi anche nella definizione di Database e transazioni CICS.

    Mainframe z/OS rappresenta per noi un’academy digitale, a tutti gli effetti, all’interno della quale le nostre risorse apprendono soluzioni e linguaggi che l’ambiente scolastico e universitario non è stato pronto a inserire nei propri piani di studio, o che ha ritenuto erroneamente superati. È il caso di Cobol, linguaggio di programmazione creato nel 1959 dalla regina del computer Grace Murray Hopper, ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale.

    L'autore di questo articolo è Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
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  • È entrato pienamente in funzione il nuovo ambiente mainframe z/OS proprietario,  struttura accademica virtualizzata e altamente tecnologica di cui ci siamo dotati per espandere le fasi interne di progettazione e sviluppo. In linea con le priorità strategiche del 2019, abbiamo scelto di investire su un’infrastruttura di programmazione nella quale realizzare, studiare e testare nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, formando al tempo stesso le nostre risorse umane.  

    Per offrire maggior appeal al percorso formativo delle giovani leve del nostro staff abbiamo cercato un’alternativa all’emulatore 3270. Abbiamo ora la possibilità di utilizzare le nuove interfacce utente, in particolare in questo momento sono disponibili Topaz di Compuware e RDZ di IBM. L’ambiente mainframe ci consente inoltre la possibilità di gestire i permessi in autonomia estendendo, al tempo stesso, gli esercizi anche nella definizione di Database e transazioni CICS.

    Mainframe z/OS rappresenta per noi un’academy digitale, a tutti gli effetti, all’interno della quale le nostre risorse apprendono soluzioni e linguaggi che l’ambiente scolastico e universitario non è stato pronto a inserire nei propri piani di studio, o che ha ritenuto erroneamente superati. È il caso di Cobol, linguaggio di programmazione creato nel 1959 dalla regina del computer Grace Murray Hopper, ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale.

    L'autore di questo articolo è Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft
  • Formazione a base di Cobol e Jcl per Marcello24 anni, laureando in ingegneria gestionale all’Università di Reggio Emilia, Marcello Biason è l’ultima new entry nello staff Application Management di Side Soft. In particolare, Marcello è stato inserito nel team che si occupa della gestione dell'assistenza sui fidi. “Mi trovo a confrontarmi con il famoso schermo nero e a utilizzare Cobol e Jcl, linguaggi che durante il mio percorso di studi non avevo mai potuto approfondire, perché il mondo accademico è quasi esclusivamente orientato alla conoscenza del linguaggio java”.

    E come sta andando? “E’ un’esperienza fantastica lavorare con il mio team, sono estremamente professionali e cordiali”. Anche Marcello sta utilizzando il nostro nuovo ambiente mainframe z/OS proprietario, academy digitale che le risorse interne impiegano per apprendere soluzioni e linguaggi non inclusi nei percorsi di studi.

    È il caso di Cobol, linguaggio di programmazione creato nel 1959 dalla regina del computer Grace Murray Hopper, ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale. Secondo gli esperti, oltre 250 miliardi di codici attualmente in uso nel mondo in ambito bancario, economico e sanitario, in un flusso che registra un andamento esponenziale.
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  • 24 anni, laureando in ingegneria gestionale all’Università di Reggio Emilia, Marcello Biason è l’ultima new entry nello staff Application Management di Side Soft. In particolare, Marcello è stato inserito nel team che si occupa della gestione dell'assistenza sui fidi. “Mi trovo a confrontarmi con il famoso schermo nero e a utilizzare Cobol e Jcl, linguaggi che durante il mio percorso di studi non avevo mai potuto approfondire, perché il mondo accademico è quasi esclusivamente orientato alla conoscenza del linguaggio java”.

    E come sta andando? “E’ un’esperienza fantastica lavorare con il mio team, sono estremamente professionali e cordiali”. Anche Marcello sta utilizzando il nostro nuovo ambiente mainframe z/OS proprietario, academy digitale che le risorse interne impiegano per apprendere soluzioni e linguaggi non inclusi nei percorsi di studi.

    È il caso di Cobol, linguaggio di programmazione creato nel 1959 dalla regina del computer Grace Murray Hopper, ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale. Secondo gli esperti, oltre 250 miliardi di codici attualmente in uso nel mondo in ambito bancario, economico e sanitario, in un flusso che registra un andamento esponenziale.
  • Abi Lab 2019: focus su algoritmi predittiviSecondo il 14^  Rapporto sulle tendenze del mercato Ict per il settore bancario presentato al Forum Abi Lab 2019, a cui abbiamo partecipato, le priorità di investimento ICT del settore riguardano l’open banking, in continuità con la direttiva europea Psd2, e l’implementazione dei canali digitali, con attenzione ai servizi di mobile banking. Il nostro focus riguarda invece l’applicazione pratica di algoritmi predittivi.

    Nel campione indagato, rappresentativo del 75% del settore bancario e dei principali outsourcer interbancari, emerge inoltre l’esigenza di avanzare nei processi di modernizzazione dei servizi di core banking e di adeguamento delle infrastrutture, anche in funzione dell’implementazione delle pratiche di data governance e data quality.

    Ma è alta anche la sensibilità verso i nuovi format di governance dei sistemi informativi e di gestione dei processi IT, le iniziative su big data e open data, il potenziamento dei servizi di pagamento digitali e le iniziative basate su tecnologie blockchain e DLT (Distributed Ledger Technology). “Nello specifico, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale - anticipa Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - in collaborazione con Deep Learning Italia stiamo studiando l’applicazione pratica di algoritmi predittivi ai processi interni tramite l’utilizzo dei modelli di reti neurali profonde di ultimissima generazione”.

    In primo piano, in termini di futuri investimenti, figurano infatti il potenziamento dell’intelligenza artificiale tramite modelli predittivi di ultima generazione, applicata all’abilitazione di nuove forme di assistenza e interazione con il cliente, con modalità che spaziano dalle chatbot ai robo-advisory, dall’assistenza virtuale ai sistemi evoluti per la personalizzazione delle offerte.
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  • Secondo il 14^  Rapporto sulle tendenze del mercato Ict per il settore bancario presentato al Forum Abi Lab 2019, a cui abbiamo partecipato, le priorità di investimento ICT del settore riguardano l’open banking, in continuità con la direttiva europea Psd2, e l’implementazione dei canali digitali, con attenzione ai servizi di mobile banking. Il nostro focus riguarda invece l’applicazione pratica di algoritmi predittivi.

    Nel campione indagato, rappresentativo del 75% del settore bancario e dei principali outsourcer interbancari, emerge inoltre l’esigenza di avanzare nei processi di modernizzazione dei servizi di core banking e di adeguamento delle infrastrutture, anche in funzione dell’implementazione delle pratiche di data governance e data quality.

    Ma è alta anche la sensibilità verso i nuovi format di governance dei sistemi informativi e di gestione dei processi IT, le iniziative su big data e open data, il potenziamento dei servizi di pagamento digitali e le iniziative basate su tecnologie blockchain e DLT (Distributed Ledger Technology). “Nello specifico, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale - anticipa Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - in collaborazione con Deep Learning Italia stiamo studiando l’applicazione pratica di algoritmi predittivi ai processi interni tramite l’utilizzo dei modelli di reti neurali profonde di ultimissima generazione”.

    In primo piano, in termini di futuri investimenti, figurano infatti il potenziamento dell’intelligenza artificiale tramite modelli predittivi di ultima generazione, applicata all’abilitazione di nuove forme di assistenza e interazione con il cliente, con modalità che spaziano dalle chatbot ai robo-advisory, dall’assistenza virtuale ai sistemi evoluti per la personalizzazione delle offerte.
  • Commessa da 1000 giorniQuando arriva una commessa importante, il lavoro più delicato dal punto di vista strategico riguarda la composizione del team che dovrà curarne la progettazione, lo sviluppo e il collaudo. Per un intervento di system integration che un importante istituto di credito ci ha di recente commissionato in seguito al cambio del fornitore dei servizi di pagamento elettronici, abbiamo scelto di mettere in campo un team composto da sei tipologie di figure professionali: il capo progetto, l’analista funzionale, l’analista tecnico, l’architetto del software, il programmatore e il tester.

    Il timing di progetto stima un impegno di 1000 giorni. Come nello sport, si tratta allora di creare la squadra vincente, che non solo vanterà al suo interno le migliori competenze ma dovrà essere anche in grado di sviluppare e mantenere nel tempo le interazioni necessarie ad affrontare e risolvere le complessità dei grandi progetti.

    La selezione parte quindi dalle hard skills: nel caso degli analisti funzionali, scegliamo al nostro interno i profili che vantano una formazione peculiare nei linguaggi di un determinato settore ma, in generale, valutiamo i profili con le competenze necessarie a operare con assoluta padronanza in uno specifico comparto.

    Il secondo livello di selezione è invece relativo al possesso delle soft skills, come la capacità di gestione dello stress, l’attitudine al team building, la propensione alla leadership,determinante, ad esempio, nel caso di capi progetto giovani chiamati a guidare un gruppo eterogeneo da un punto di vista anagrafico e professionale. E poi dedichiamo una particolare attenzione all’equilibrio tra componente maschile e componente femminile, perché la precisione e il rigore delle nostre account si integra perfettamente con il pragmatismo dei colleghi maschi.

    Questo articolo è stato scritto da Elena Scolari, analista funzionale Side Soft
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  • Quando arriva una commessa importante, il lavoro più delicato dal punto di vista strategico riguarda la composizione del team che dovrà curarne la progettazione, lo sviluppo e il collaudo. Per un intervento di system integration che un importante istituto di credito ci ha di recente commissionato in seguito al cambio del fornitore dei servizi di pagamento elettronici, abbiamo scelto di mettere in campo un team composto da sei tipologie di figure professionali: il capo progetto, l’analista funzionale, l’analista tecnico, l’architetto del software, il programmatore e il tester.

    Il timing di progetto stima un impegno di 1000 giorni. Come nello sport, si tratta allora di creare la squadra vincente, che non solo vanterà al suo interno le migliori competenze ma dovrà essere anche in grado di sviluppare e mantenere nel tempo le interazioni necessarie ad affrontare e risolvere le complessità dei grandi progetti.

    La selezione parte quindi dalle hard skills: nel caso degli analisti funzionali, scegliamo al nostro interno i profili che vantano una formazione peculiare nei linguaggi di un determinato settore ma, in generale, valutiamo i profili con le competenze necessarie a operare con assoluta padronanza in uno specifico comparto.

    Il secondo livello di selezione è invece relativo al possesso delle soft skills, come la capacità di gestione dello stress, l’attitudine al team building, la propensione alla leadership,determinante, ad esempio, nel caso di capi progetto giovani chiamati a guidare un gruppo eterogeneo da un punto di vista anagrafico e professionale. E poi dedichiamo una particolare attenzione all’equilibrio tra componente maschile e componente femminile, perché la precisione e il rigore delle nostre account si integra perfettamente con il pragmatismo dei colleghi maschi.

    Questo articolo è stato scritto da Elena Scolari, analista funzionale Side Soft
  •  MIFID II: rendicontazioni per i prodotti CPIIl Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha espresso apprezzamento per il richiamo della Consob in tema di rispetto della nuova disciplina MiFID II sulla trasparenza dei costi. “Tale richiamo - sottolinea Sabatini - è in linea con quanto comunicato dalla stessa Associazione bancaria con apposita circolare, lo scorso 15 febbraio. Le banche dal 3 gennaio 2018 stanno fornendo l’informativa sui costi e oneri prima dell’effettuazione delle singole operazioni della clientela. Ora - conclude il Direttore generale dell’ABI - si apprestano a produrre, in coerenza con la tempistica prevista dall’Autorità europea che vigila sui mercati finanziari, la rendicontazione periodica riferita a costi e oneri complessivamente sostenuti dai clienti nel corso del 2018”.

    Acronimo inglese di Markets in Financial Instruments Directive, MiFID II è il nome che identifica la direttiva sui mercati degli strumenti finanziari, entrata in vigore ufficialmente il 3 gennaio 2018 allo scopo di introdurre maggiore trasparenza sugli strumenti finanziari con il ricorso a requisiti vincolanti per gli operatori, e l'introduzione di nuove regole di comunicazione a tutela degli investitori.

    La direttiva prevede in particolare un’informazione completa e trasparente su tutte le voci di costo dell’investimento, con riferimento tanto al prodotto quanto al servizio di investimento associato. “Come Side Soft ci siamo impegnati nel trattare, tramite procedure batch, dati relativi alla rendicontazione annua su polizze assicurative, utili alla produzione della specifica documentazione di Rendiconto Annuale legati alla clientela di un’importante compagnia assicurativa del territorio - spiega Giulia Trevisi, capo progetto ambiente assicurativo Side Soft - in aggiunta a tali attività, abbiamo supportato un partner digitale nelle analisi d’integrazione tra il sistema informativo bancario e i prodotti applicativi dedicati alla gestione, stampa e invio documentazione verso differenti canali di spedizioni alla clientela. Il 2019 sarà infatti il primo anno in cui i clienti firmatari di contratti legati alle CPI (Credit Protection Insurance), riceveranno documenti di rendicontazione”.
     
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  • Il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, ha espresso apprezzamento per il richiamo della Consob in tema di rispetto della nuova disciplina MiFID II sulla trasparenza dei costi. “Tale richiamo - sottolinea Sabatini - è in linea con quanto comunicato dalla stessa Associazione bancaria con apposita circolare, lo scorso 15 febbraio. Le banche dal 3 gennaio 2018 stanno fornendo l’informativa sui costi e oneri prima dell’effettuazione delle singole operazioni della clientela. Ora - conclude il Direttore generale dell’ABI - si apprestano a produrre, in coerenza con la tempistica prevista dall’Autorità europea che vigila sui mercati finanziari, la rendicontazione periodica riferita a costi e oneri complessivamente sostenuti dai clienti nel corso del 2018”.

    Acronimo inglese di Markets in Financial Instruments Directive, MiFID II è il nome che identifica la direttiva sui mercati degli strumenti finanziari, entrata in vigore ufficialmente il 3 gennaio 2018 allo scopo di introdurre maggiore trasparenza sugli strumenti finanziari con il ricorso a requisiti vincolanti per gli operatori, e l'introduzione di nuove regole di comunicazione a tutela degli investitori.

    La direttiva prevede in particolare un’informazione completa e trasparente su tutte le voci di costo dell’investimento, con riferimento tanto al prodotto quanto al servizio di investimento associato. “Come Side Soft ci siamo impegnati nel trattare, tramite procedure batch, dati relativi alla rendicontazione annua su polizze assicurative, utili alla produzione della specifica documentazione di Rendiconto Annuale legati alla clientela di un’importante compagnia assicurativa del territorio - spiega Giulia Trevisi, capo progetto ambiente assicurativo Side Soft - in aggiunta a tali attività, abbiamo supportato un partner digitale nelle analisi d’integrazione tra il sistema informativo bancario e i prodotti applicativi dedicati alla gestione, stampa e invio documentazione verso differenti canali di spedizioni alla clientela. Il 2019 sarà infatti il primo anno in cui i clienti firmatari di contratti legati alle CPI (Credit Protection Insurance), riceveranno documenti di rendicontazione”.
     
  • Accordo con TemeraSide Soft allarga il proprio network di partnership strategiche: la più recente coinvolge Temera ed è finalizzata all’implementazione della tecnologia RFID nella filiera del settore manifatturiero. Costituita da un Tag formato da Microchip RFID ed Antenna, la tecnologia RFID (Radio-Frequency Identification) permette di identificare con certezza un articolo tra milioni di altri, grazie all’univocità del codice che trasmette tramite onde radio. La sua applicazione è tanto scalabile quanto efficiente. Utilizzata prevalentemente in ambito fashion ma destinata - secondo noi - a colonizzare tutti i comparti, consente, ad esempio, di rilevare la movimentazione di merci in tempi rapidissimi, tracciarne i lotti di produzione, certificarne l’originalità e la catena distributiva, interagire con il consumatore.

    “È un accordo dall’alto valore strategico – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft – l’obiettivo che ci siamo dati è quello di rendere accessibile questa tecnologia alle imprese del manifatturiero, che rappresentano una delle nostre platee preferenziali”.

    L’obiettivo è anche quello di differenziare la gamma di servizi ad alto contenuto tecnologico che Side Soft è in grado di offrire ai propri clienti. E quanto sia vasto l’orizzonte di implementazione della tecnologia RFID è dimostrato dal ritmo di sviluppo di Temera, azienda hi-tech fiorentina di recente inserita dal Financial Times tra le 1000 imprese a più rapida crescita in Europa. “È un onore per noi poter affiancare Temera nello studio e nello sviluppo di nuove applicazioni della tecnologia RFID – continua Pasqualini – ci aspettiamo importanti novità dall'incontro tra il know how di Temera e la capacità di project management che ci appartiene”.
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  • Side Soft allarga il proprio network di partnership strategiche: la più recente coinvolge Temera ed è finalizzata all’implementazione della tecnologia RFID nella filiera del settore manifatturiero. Costituita da un Tag formato da Microchip RFID ed Antenna, la tecnologia RFID (Radio-Frequency Identification) permette di identificare con certezza un articolo tra milioni di altri, grazie all’univocità del codice che trasmette tramite onde radio. La sua applicazione è tanto scalabile quanto efficiente. Utilizzata prevalentemente in ambito fashion ma destinata - secondo noi - a colonizzare tutti i comparti, consente, ad esempio, di rilevare la movimentazione di merci in tempi rapidissimi, tracciarne i lotti di produzione, certificarne l’originalità e la catena distributiva, interagire con il consumatore.

    “È un accordo dall’alto valore strategico – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft – l’obiettivo che ci siamo dati è quello di rendere accessibile questa tecnologia alle imprese del manifatturiero, che rappresentano una delle nostre platee preferenziali”.

    L’obiettivo è anche quello di differenziare la gamma di servizi ad alto contenuto tecnologico che Side Soft è in grado di offrire ai propri clienti. E quanto sia vasto l’orizzonte di implementazione della tecnologia RFID è dimostrato dal ritmo di sviluppo di Temera, azienda hi-tech fiorentina di recente inserita dal Financial Times tra le 1000 imprese a più rapida crescita in Europa. “È un onore per noi poter affiancare Temera nello studio e nello sviluppo di nuove applicazioni della tecnologia RFID – continua Pasqualini – ci aspettiamo importanti novità dall'incontro tra il know how di Temera e la capacità di project management che ci appartiene”.
  • I magnifici 60 della famiglia Side SoftNel giro di dieci anni, la nostra dotazione organica è aumentata del 300%. In Side Soft operano attualmente 60 professionisti, tra risorse interne ed esterne, impegnati nello studio, nel design e nello sviluppo di soluzioni personalizzate negli ambiti della progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering, business process management, competenze applicative e funzionali per lo sviluppo e la manutenzione di prodotti applicativi.

    “Per creare soluzioni informatiche di qualità - spiega Davide Costa, presidente Side Soft - operiamo a stretto contatto con il committente dedicando un gruppo di specialisti a ogni progetto: persone che lavorano con lo stesso entusiasmo con cui vivono le proprie passioni”.

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  • Nel giro di dieci anni, la nostra dotazione organica è aumentata del 300%. In Side Soft operano attualmente 60 professionisti, tra risorse interne ed esterne, impegnati nello studio, nel design e nello sviluppo di soluzioni personalizzate negli ambiti della progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering, business process management, competenze applicative e funzionali per lo sviluppo e la manutenzione di prodotti applicativi.

    “Per creare soluzioni informatiche di qualità - spiega Davide Costa, presidente Side Soft - operiamo a stretto contatto con il committente dedicando un gruppo di specialisti a ogni progetto: persone che lavorano con lo stesso entusiasmo con cui vivono le proprie passioni”.

  • Dimenticarsi di dormireLa fase di roll out di un applicativo è come un’operazione a cuore aperto, non si può abbandonare la postazione di lavoro fino a che ogni processo non viene testato e validato, e ci si dimentica anche di dormire. Avevamo le brandine per riposarci nei cambi turno ma in questi momenti l’adrenalina è a mille, la stanchezza non si sente e nelle 24 ore di test factory e analytics noi della divisione siamo rimasti praticamente tutti operativi.
    Alle spalle avevamo due anni di lavoro per perfezionare le procedure di system integration del software di gestione dei conti correnti della banca. Un progetto tanto complesso quanto delicato, impossibile contare le ore di lavoro che avevano impegnato i colleghi della programmazione, e la fase finale adesso era nelle nostre mani. E tutto è andato come da previsione. Che il software stesse dialogando in modo fluido con il sistema informatico della banca l’avevamo già accertato ma aspettavamo con ansia il feedback delle filiali che, a distanza di 36 ore, hanno confermato il funzionamento ottimale della nuova procedura. È stato un grandissimo lavoro di squadra, coronato dai complimenti della direzione dell’istituto che ci ha affidato anche la gestione del servizio di application maintenance. E finalmente potevamo permetterci di sentire anche la stanchezza.


    Robertin Boukeng fa parte del gruppo di lavoro di System Integration di Side Soft. Laureato in Ingegneria Informatica, nel marzo 2013 è entrato in azienda dove si occupa, prevalentemente, di Application Maintenance. Di recente, ha coordinato le operazioni di roll out del nuovo software di gestione dei conti correnti di un primario istituto bancario italiano, di cui Side Soft ha perfezionato i codici di integrazione. Visto il successo dell’operazione, realizzato grazie a un team composto da 50 professionisti che si sono alternati nelle varie fasi di lavoro, la banca ha affidato a Side Soft anche il servizio di application maintenance del nuovo software.
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  • La fase di roll out di un applicativo è come un’operazione a cuore aperto, non si può abbandonare la postazione di lavoro fino a che ogni processo non viene testato e validato, e ci si dimentica anche di dormire. Avevamo le brandine per riposarci nei cambi turno ma in questi momenti l’adrenalina è a mille, la stanchezza non si sente e nelle 24 ore di test factory e analytics noi della divisione siamo rimasti praticamente tutti operativi.
    Alle spalle avevamo due anni di lavoro per perfezionare le procedure di system integration del software di gestione dei conti correnti della banca. Un progetto tanto complesso quanto delicato, impossibile contare le ore di lavoro che avevano impegnato i colleghi della programmazione, e la fase finale adesso era nelle nostre mani. E tutto è andato come da previsione. Che il software stesse dialogando in modo fluido con il sistema informatico della banca l’avevamo già accertato ma aspettavamo con ansia il feedback delle filiali che, a distanza di 36 ore, hanno confermato il funzionamento ottimale della nuova procedura. È stato un grandissimo lavoro di squadra, coronato dai complimenti della direzione dell’istituto che ci ha affidato anche la gestione del servizio di application maintenance. E finalmente potevamo permetterci di sentire anche la stanchezza.


    Robertin Boukeng fa parte del gruppo di lavoro di System Integration di Side Soft. Laureato in Ingegneria Informatica, nel marzo 2013 è entrato in azienda dove si occupa, prevalentemente, di Application Maintenance. Di recente, ha coordinato le operazioni di roll out del nuovo software di gestione dei conti correnti di un primario istituto bancario italiano, di cui Side Soft ha perfezionato i codici di integrazione. Visto il successo dell’operazione, realizzato grazie a un team composto da 50 professionisti che si sono alternati nelle varie fasi di lavoro, la banca ha affidato a Side Soft anche il servizio di application maintenance del nuovo software.
  •  GDPR: da Google in giù, arrivano le prime multeFioccano le prime multe per violazione del GDPR, il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, e non viene risparmiato nessuno, dai più grandi ai più piccoli. In Francia la Cnil, l’autorità nazionale di vigilanza sui dati personali, ha comminato a Google una sanzione da 50 milioni di euro per irregolarità nelle politiche di gestione dei consensi relativi ai dati personali.

    E se anche il gigante blu finisce sotto la mannaia degli accertamenti, in Austria l’organo garante, Datenschutzbehörden, ha sanzionato per 4mila euro una piccola impresa locale per uso improprio del sistema di video-sorveglianza, che puntava in maniera eccessiva al di fuori dei perimetri aziendali. L’autorità tedesca, Der Landesbeauftragte für Datenschutz und Informationsfreiheit, ha invece contestato una multa di 20mila euro a un’azienda che, per non aver cifrato la base dati, aveva subito il data breach di 330mila credenziali di caselle di posta elettronica di cittadini tedeschi. In Portogallo, infine, la Comissão nacional de proteccao de dados ha multato per 400mila euro una struttura ospedaliera nazionale per gravi lacune nelle politiche di accesso ai dati personali e sanitari, nella disponibilità di tutto il personale per l’accesso, la consultazione e la modifica.
     
    Come mettersi al riparo da sanzioni e contestazioni?
    Adottando adeguate tecniche di Data Masking, funzione disciplinata all’art. 25 del GDPR come misura adeguata al rispetto degli obblighi di “privacy by design”.

    “La normativa GDPR prevede il mascheramento dei dati residenti in ambienti non di produzione, parliamo infatti degli ambienti di sviluppo, test, collaudo e parallelo – spiega Daniele Pedrelli, Data Protection Officer (DPO) in Side Soft -  Fondamentale è garantire la validità dei dati ai fini dei cicli di test e apparire coerenti e consistenti”. “Side Soft – continua Daniele - ha maturato una esperienza pluriannuale gestendo per un cliente bancario il masking and subsetting degli ambienti non di produzione sia in ambito mainframe che in quello distribuito, attraverso l’ausilio di regole dinamiche, mantenendo la coerenza dell’insieme dei dati e permettendo di non falsare il risultato dei test”.
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  • Fioccano le prime multe per violazione del GDPR, il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, e non viene risparmiato nessuno, dai più grandi ai più piccoli. In Francia la Cnil, l’autorità nazionale di vigilanza sui dati personali, ha comminato a Google una sanzione da 50 milioni di euro per irregolarità nelle politiche di gestione dei consensi relativi ai dati personali.

    E se anche il gigante blu finisce sotto la mannaia degli accertamenti, in Austria l’organo garante, Datenschutzbehörden, ha sanzionato per 4mila euro una piccola impresa locale per uso improprio del sistema di video-sorveglianza, che puntava in maniera eccessiva al di fuori dei perimetri aziendali. L’autorità tedesca, Der Landesbeauftragte für Datenschutz und Informationsfreiheit, ha invece contestato una multa di 20mila euro a un’azienda che, per non aver cifrato la base dati, aveva subito il data breach di 330mila credenziali di caselle di posta elettronica di cittadini tedeschi. In Portogallo, infine, la Comissão nacional de proteccao de dados ha multato per 400mila euro una struttura ospedaliera nazionale per gravi lacune nelle politiche di accesso ai dati personali e sanitari, nella disponibilità di tutto il personale per l’accesso, la consultazione e la modifica.
     
    Come mettersi al riparo da sanzioni e contestazioni?
    Adottando adeguate tecniche di Data Masking, funzione disciplinata all’art. 25 del GDPR come misura adeguata al rispetto degli obblighi di “privacy by design”.

    “La normativa GDPR prevede il mascheramento dei dati residenti in ambienti non di produzione, parliamo infatti degli ambienti di sviluppo, test, collaudo e parallelo – spiega Daniele Pedrelli, Data Protection Officer (DPO) in Side Soft -  Fondamentale è garantire la validità dei dati ai fini dei cicli di test e apparire coerenti e consistenti”. “Side Soft – continua Daniele - ha maturato una esperienza pluriannuale gestendo per un cliente bancario il masking and subsetting degli ambienti non di produzione sia in ambito mainframe che in quello distribuito, attraverso l’ausilio di regole dinamiche, mantenendo la coerenza dell’insieme dei dati e permettendo di non falsare il risultato dei test”.
  • Big Data & Analytics: le compagnie assicurative pronte alla sfidaCredemassicurazioni e Credemvita figurano tra le compagnie selezionate per la ricerca del Digital Insurance Hub “Big Data & Regulation”, promosso da CeTIF in collaborazione con CRIF e RGI, relativa all’implementazione di progettualità innovative in ambito big data e analytics.

    Sotto la lente dell’indagine, l’estensione dei campi di sperimentazione della tecnologia blockchain nel comparto insurance. Posto che si tratta di una particolare tecnologia di registro distribuito (DLT), “in grado di registrare scambi e informazioni in modo sicuro e permanente – spiega l’avvocato Giulia Aranguena - mediante la condivisione di un database che rimuove la necessità degli intermediari”, le potenzialità di sviluppo della blockchain nel contesto dei servizi finanziari sono legate alla possibilità di stabilire regole per l’accesso e la visibilità delle informazioni in essa contenute.

    Tra i servizi maggiormente candidati all’applicazione della blockchain, figurano in particolare:
    •    Antifrode
    •    Apertura pratica di sinistro
    •    Healthcare
    •    Riassicurazione

    “Le innovazioni tecnologiche messe in atto dai partner delle compagnie e le trasformazioni digitali legate ai processi insurance rappresentano per noi uno stimolo e una sfida a individuare le soluzioni IT più performanti per il nostro cliente – spiega Giulia Trevisi, capo progetto ambiente assicurativo Side Soft – il metodo che seguiamo è sempre quello dell’ascolto e dell’intervento proattivo, sulla base delle novità progettuali e normative che intervengono nel settore, una modalità di customer delight che ci consente di esaudire le esigenze dei nostri committenti spesso ancora prima che ne abbiano consapevolezza”.
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  • Credemassicurazioni e Credemvita figurano tra le compagnie selezionate per la ricerca del Digital Insurance Hub “Big Data & Regulation”, promosso da CeTIF in collaborazione con CRIF e RGI, relativa all’implementazione di progettualità innovative in ambito big data e analytics.

    Sotto la lente dell’indagine, l’estensione dei campi di sperimentazione della tecnologia blockchain nel comparto insurance. Posto che si tratta di una particolare tecnologia di registro distribuito (DLT), “in grado di registrare scambi e informazioni in modo sicuro e permanente – spiega l’avvocato Giulia Aranguena - mediante la condivisione di un database che rimuove la necessità degli intermediari”, le potenzialità di sviluppo della blockchain nel contesto dei servizi finanziari sono legate alla possibilità di stabilire regole per l’accesso e la visibilità delle informazioni in essa contenute.

    Tra i servizi maggiormente candidati all’applicazione della blockchain, figurano in particolare:
    •    Antifrode
    •    Apertura pratica di sinistro
    •    Healthcare
    •    Riassicurazione

    “Le innovazioni tecnologiche messe in atto dai partner delle compagnie e le trasformazioni digitali legate ai processi insurance rappresentano per noi uno stimolo e una sfida a individuare le soluzioni IT più performanti per il nostro cliente – spiega Giulia Trevisi, capo progetto ambiente assicurativo Side Soft – il metodo che seguiamo è sempre quello dell’ascolto e dell’intervento proattivo, sulla base delle novità progettuali e normative che intervengono nel settore, una modalità di customer delight che ci consente di esaudire le esigenze dei nostri committenti spesso ancora prima che ne abbiano consapevolezza”.
  • 5 impegni per il 2019In questo primo articolo del 2019 condividiamo i cinque principali impegni che abbiamo già messo in agenda per il nuovo anno, cinque punti di riferimento che guideranno la strategia aziendale di Side Soft in termini di business, innovazione, valori, customer experience, know how.

    B2B
    L’agenda 2019 ci impegna fortemente sul fronte banking e insurance, con commesse articolate e complesse che riguardano, fin dai primi mesi del nuovo anno, la strutturazione del servizio di pratica elettronica di fido e l’integrazione di una nuova piattaforma di gestione delle carte di credito per primari istituti italiani. Già pianificata, entro i prossimi 12 mesi, anche la configurazione dei processi nel nuovo software Business Process Manager di IBM, grazie alla partnership che dal 2017 ci lega all’International Business Machines Corporation.

    INNOVAZIONE
    Con il lancio del nuovo ambiente di sviluppo virtualizzato di Side Soft, entra in funzione nei primi mesi del 2019 un ambiente mainframe z/OS proprietario che ci consentirà di espandere le fasi di progettazione e sviluppo in una struttura accademica virtualizzata, nella quale realizzare, studiare e testare nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, formando al tempo stesso le nostre risorse umane.

    CUSTOMER EXPERIENCE
    L’ascolto e l’intercettazione dei bisogni del cliente, ancora prima che ne abbia consapevolezza, rappresentano gli elementi di forza della customer experience che realizziamo, su misura, per i nostri clienti. Lo facciamo da sempre, ma rafforzeremo ulteriormente i canali di comunicazione per raggiungere la vasta platea dei portatori di interesse.

    KNOW HOW
    Oltre alla creazione di un ambiente accademico virtuale come il Side Soft Virtual Machine, le nostre risorse umane potranno accedere a un programma di formazione avanzato e integrato che contempla, ad esempio, corsi in Rational Performance Tester v.9.0.1, Power BI e Life Coaching.

    VALORI
    Il nostro approccio al mondo B2B è hi-tech e globale, ma manteniamo saldo l’attaccamento alle nostre radici, sia da un punto di vista etico che culturale. Per questo, in un’ottica di reciprocità, nel 2019 intendiamo avviare una collaborazione con una realtà no profit affinché i nostri strumenti informatici dismessi, una volta adattati, vengano destinati alle scuole primarie del territorio.
     
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  • In questo primo articolo del 2019 condividiamo i cinque principali impegni che abbiamo già messo in agenda per il nuovo anno, cinque punti di riferimento che guideranno la strategia aziendale di Side Soft in termini di business, innovazione, valori, customer experience, know how.

    B2B
    L’agenda 2019 ci impegna fortemente sul fronte banking e insurance, con commesse articolate e complesse che riguardano, fin dai primi mesi del nuovo anno, la strutturazione del servizio di pratica elettronica di fido e l’integrazione di una nuova piattaforma di gestione delle carte di credito per primari istituti italiani. Già pianificata, entro i prossimi 12 mesi, anche la configurazione dei processi nel nuovo software Business Process Manager di IBM, grazie alla partnership che dal 2017 ci lega all’International Business Machines Corporation.

    INNOVAZIONE
    Con il lancio del nuovo ambiente di sviluppo virtualizzato di Side Soft, entra in funzione nei primi mesi del 2019 un ambiente mainframe z/OS proprietario che ci consentirà di espandere le fasi di progettazione e sviluppo in una struttura accademica virtualizzata, nella quale realizzare, studiare e testare nuovi applicativi in maniera autonoma, sicura e altamente personalizzata, formando al tempo stesso le nostre risorse umane.

    CUSTOMER EXPERIENCE
    L’ascolto e l’intercettazione dei bisogni del cliente, ancora prima che ne abbia consapevolezza, rappresentano gli elementi di forza della customer experience che realizziamo, su misura, per i nostri clienti. Lo facciamo da sempre, ma rafforzeremo ulteriormente i canali di comunicazione per raggiungere la vasta platea dei portatori di interesse.

    KNOW HOW
    Oltre alla creazione di un ambiente accademico virtuale come il Side Soft Virtual Machine, le nostre risorse umane potranno accedere a un programma di formazione avanzato e integrato che contempla, ad esempio, corsi in Rational Performance Tester v.9.0.1, Power BI e Life Coaching.

    VALORI
    Il nostro approccio al mondo B2B è hi-tech e globale, ma manteniamo saldo l’attaccamento alle nostre radici, sia da un punto di vista etico che culturale. Per questo, in un’ottica di reciprocità, nel 2019 intendiamo avviare una collaborazione con una realtà no profit affinché i nostri strumenti informatici dismessi, una volta adattati, vengano destinati alle scuole primarie del territorio.
     
  • 5 film geek da vedere (o rivedere) a Natale  Molti di noi e di voi trascorreranno il periodo delle feste di Natale in compagnia di una serie TV o di un film da godersi in santa pace, senza l’ansia delle interruzioni da lavoro. Abbiamo selezionato cinque titoli che ci sono piaciuti davvero tanto, da vedere e rivedere per apprezzare i dettagli della sceneggiatura o i messaggi sotto traccia.
     
    MR ROBOT
    Una serie TV dedicata al mondo dell’hacking. Il protagonista, Elliott Anderson, è un giovane ingegnere di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica e veste spesso i panni del giustiziere digitale.
     
    MATRIX  
    Pillola rossa o pillola blu? Sono passati quasi vent’anni anni dall’uscita del primo episodio della trilogia dei fratelli Wachowski, ma Neo rimane un eroe dei giorni nostri.
     
    WARGAMES
    Nel cinema anni ’80, hacker e videogiochi erano decisivi per scongiurare un conflitto mondiale. Nell’era dei big data, dell’intelligenza artificiale e dei cyber attacchi forse la logica è rimasta la stessa.
     
    MILLENNIUM – UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

    Tratto dal best seller dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson, ha per protagonista Lisbeth Salander, una hacker dal passato tormentato e segnato dagli abusi subiti dall’universo maschile.
     
    IL MAGO DI OZ
    Nel 2019 “compirà” 80 anni, ma è di questi giorni la notizia che il film più influente di tutti i tempi resta 'Il mago di Oz'. Lo ha stabilito un algoritmo italiano,che ha stilato la classifica delle pellicole di maggior successo tra le oltre 47.000 nella banca dati di Amazon.
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  • Molti di noi e di voi trascorreranno il periodo delle feste di Natale in compagnia di una serie TV o di un film da godersi in santa pace, senza l’ansia delle interruzioni da lavoro. Abbiamo selezionato cinque titoli che ci sono piaciuti davvero tanto, da vedere e rivedere per apprezzare i dettagli della sceneggiatura o i messaggi sotto traccia.
     
    MR ROBOT
    Una serie TV dedicata al mondo dell’hacking. Il protagonista, Elliott Anderson, è un giovane ingegnere di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica e veste spesso i panni del giustiziere digitale.
     
    MATRIX  
    Pillola rossa o pillola blu? Sono passati quasi vent’anni anni dall’uscita del primo episodio della trilogia dei fratelli Wachowski, ma Neo rimane un eroe dei giorni nostri.
     
    WARGAMES
    Nel cinema anni ’80, hacker e videogiochi erano decisivi per scongiurare un conflitto mondiale. Nell’era dei big data, dell’intelligenza artificiale e dei cyber attacchi forse la logica è rimasta la stessa.
     
    MILLENNIUM – UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

    Tratto dal best seller dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson, ha per protagonista Lisbeth Salander, una hacker dal passato tormentato e segnato dagli abusi subiti dall’universo maschile.
     
    IL MAGO DI OZ
    Nel 2019 “compirà” 80 anni, ma è di questi giorni la notizia che il film più influente di tutti i tempi resta 'Il mago di Oz'. Lo ha stabilito un algoritmo italiano,che ha stilato la classifica delle pellicole di maggior successo tra le oltre 47.000 nella banca dati di Amazon.
  • Il metodo Side SoftSi chiama Customer Delight una modalità di relazione verso il cliente che punta a fornire il servizio migliore e, al tempo stesso, a creare un effetto a sorpresa, anticipando desideri ed esigenze. È una tecnica che il marketing ha di recente codificato ma che, senza saperlo e istintivamente, abbiamo sempre praticato, al punto che nel settore ITC si parla, con nostra grande soddisfazione, di “metodo Side Soft”.

    Cosa facciamo?

    Cerchiamo appunto di deliziare i nostri clienti offrendo loro un’esperienza B2B che incrocia la customer experience con il benessere e la qualità delle relazioni, andando oltre la pura soddisfazione. È una modalità decisamente impegnativa perché richiede uno studio approfondito della storia, dei bisogni, degli obiettivi e delle aspettative, anche inespresse, delle aziende che ci contattano, ma che rende il lavoro molto più umano e gratificante.

    Il risultato di questo approccio è infatti quello di instaurare un rapporto di totale fiducia con i nostri clienti, che è la conquista più appagante per un team come il nostro, convinto che l’informatica sia una scienza romantica, capace di cambiare davvero la vita delle persone e delle aziende.
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  • Si chiama Customer Delight una modalità di relazione verso il cliente che punta a fornire il servizio migliore e, al tempo stesso, a creare un effetto a sorpresa, anticipando desideri ed esigenze. È una tecnica che il marketing ha di recente codificato ma che, senza saperlo e istintivamente, abbiamo sempre praticato, al punto che nel settore ITC si parla, con nostra grande soddisfazione, di “metodo Side Soft”.

    Cosa facciamo?

    Cerchiamo appunto di deliziare i nostri clienti offrendo loro un’esperienza B2B che incrocia la customer experience con il benessere e la qualità delle relazioni, andando oltre la pura soddisfazione. È una modalità decisamente impegnativa perché richiede uno studio approfondito della storia, dei bisogni, degli obiettivi e delle aspettative, anche inespresse, delle aziende che ci contattano, ma che rende il lavoro molto più umano e gratificante.

    Il risultato di questo approccio è infatti quello di instaurare un rapporto di totale fiducia con i nostri clienti, che è la conquista più appagante per un team come il nostro, convinto che l’informatica sia una scienza romantica, capace di cambiare davvero la vita delle persone e delle aziende.
  • Test factory bancaria in corsoIl processo di system integration è tanto più efficace quanto più spesso si accompagna a operazioni di test factory necessarie a verificare il buon esito dell’osmosi tra differenti sistemi. “Si tratta della fase di collaudo – spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - che collochiamo tra la fase di sviluppo del software e quella della sua accettazione tecnica in produzione”. Un approccio che abbiamo applicato anche nel collaudo della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido, acquistato da un importante istituto di credito italiano.

    Componente strategica del processo di system integration è inoltre la test automation, “che consiste – aggiunge Paolo Anceschi, responsabile system integration del progetto - nell’implementazione e nell’uso di tecnologie software per la costruzione e l’esecuzione, parziale o totale, di casi di test ripetibili e consistenti".

    L'obiettivo è duplice:
    • Verificare che a fronte di volumi di lavoro simili a quelli di produzione, non riproducibili con sistemi di test “classici”, non si generino situazioni di anomalia derivanti proprio dai volumi elaborativi e dalle concorrenze di accesso a database e parti del sistema (lock su tabelle, dimensionamento delle aree di memoria, ecc,): tale fase del processo prende il nome di stress test
    • verificare che l’incremento massivo dei volumi di lavoro della procedura non generino un degrado delle performance per effetto di tabelle condivise o di altri colli di bottiglia: è il cosiddetto performance test
    La certificazione ISTQB® Partner Program, il programma internazionale di partnership creato da ISTQB® (International Software Testing Qualifications Board), attesta le competenze avanzate di Side Soft nell’ambito del Software Testing.
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  • Il processo di system integration è tanto più efficace quanto più spesso si accompagna a operazioni di test factory necessarie a verificare il buon esito dell’osmosi tra differenti sistemi. “Si tratta della fase di collaudo – spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - che collochiamo tra la fase di sviluppo del software e quella della sua accettazione tecnica in produzione”. Un approccio che abbiamo applicato anche nel collaudo della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido, acquistato da un importante istituto di credito italiano.

    Componente strategica del processo di system integration è inoltre la test automation, “che consiste – aggiunge Paolo Anceschi, responsabile system integration del progetto - nell’implementazione e nell’uso di tecnologie software per la costruzione e l’esecuzione, parziale o totale, di casi di test ripetibili e consistenti".

    L'obiettivo è duplice:
    • Verificare che a fronte di volumi di lavoro simili a quelli di produzione, non riproducibili con sistemi di test “classici”, non si generino situazioni di anomalia derivanti proprio dai volumi elaborativi e dalle concorrenze di accesso a database e parti del sistema (lock su tabelle, dimensionamento delle aree di memoria, ecc,): tale fase del processo prende il nome di stress test
    • verificare che l’incremento massivo dei volumi di lavoro della procedura non generino un degrado delle performance per effetto di tabelle condivise o di altri colli di bottiglia: è il cosiddetto performance test
    La certificazione ISTQB® Partner Program, il programma internazionale di partnership creato da ISTQB® (International Software Testing Qualifications Board), attesta le competenze avanzate di Side Soft nell’ambito del Software Testing.
  • Fidi: gestione delle pratiche elettronicheUn tempo erano i direttori di banca a stabilire il rating di un cliente: se gli indicatori “empirici” dati dalla conoscenza personale, dall’intuito e dalla variabile propensione al rischio deponevano a favore del richiedente, il fido veniva concesso. In caso contrario, venivano sciorinate una serie di giustificazioni ostative, spesso standardizzate e preconfezionate, che servivano al direttore a rigettare la richiesta.  In un caso o nell’altro, si trattava di scelte non scientifiche, adottate spesso a costo di imbarazzi, abbagli e, talora, drammatici errori.

    Nell’era dei big data, sono invece i database a stabilire il livello di affidabilità dei clienti. Per un primario istituto di credito italiano ci siamo di recente occupati della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido, adattandolo all’ambiente informatico in cui la banca abitualmente opera. L’integrazione tra applicativo, infrastruttura digitale e banche dati nella disponibilità dell’istituto è in grado di generare, in tempo reale, una quotazione – un rating, appunto – che stabilisce se e quando un fido può essere concesso.

    “Le liste di indicatori sono composte da basi dati esistenti sia interne che esterne - andamenti dei rapporti, rate insolute, segnalazioni centrale rischi, valutazione del patrimonio immobiliare - integrate da informazioni raccolte dal redattore della pratica, come gli stipendi, e la composizione nucleo familiare” spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft “tutto questo patrimonio di dati viene conferito a un sistema esperto, validato da Bankit, che pesa e mette in relazione i vari indicatori per conferire una serie di punteggi a varie aree, e un punteggio finale sintetico: questo punteggio viene inserito in una griglia di intervalli che determina la classe di rating del cliente, identificandone sinteticamente la qualità ovvero la rischiosità”.

    In questo modo le informazioni quantitative di cui i direttori oggi possono disporre hanno sicuramente un fondamento scientifico, riducendo in maniera significativa i margini d’errore. L’abilità e l’intuizione di un direttore, tuttavia, restano saldamente doti umane, insostituibili anche dal più raffinato degli applicativi.
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  • Un tempo erano i direttori di banca a stabilire il rating di un cliente: se gli indicatori “empirici” dati dalla conoscenza personale, dall’intuito e dalla variabile propensione al rischio deponevano a favore del richiedente, il fido veniva concesso. In caso contrario, venivano sciorinate una serie di giustificazioni ostative, spesso standardizzate e preconfezionate, che servivano al direttore a rigettare la richiesta.  In un caso o nell’altro, si trattava di scelte non scientifiche, adottate spesso a costo di imbarazzi, abbagli e, talora, drammatici errori.

    Nell’era dei big data, sono invece i database a stabilire il livello di affidabilità dei clienti. Per un primario istituto di credito italiano ci siamo di recente occupati della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido, adattandolo all’ambiente informatico in cui la banca abitualmente opera. L’integrazione tra applicativo, infrastruttura digitale e banche dati nella disponibilità dell’istituto è in grado di generare, in tempo reale, una quotazione – un rating, appunto – che stabilisce se e quando un fido può essere concesso.

    “Le liste di indicatori sono composte da basi dati esistenti sia interne che esterne - andamenti dei rapporti, rate insolute, segnalazioni centrale rischi, valutazione del patrimonio immobiliare - integrate da informazioni raccolte dal redattore della pratica, come gli stipendi, e la composizione nucleo familiare” spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft “tutto questo patrimonio di dati viene conferito a un sistema esperto, validato da Bankit, che pesa e mette in relazione i vari indicatori per conferire una serie di punteggi a varie aree, e un punteggio finale sintetico: questo punteggio viene inserito in una griglia di intervalli che determina la classe di rating del cliente, identificandone sinteticamente la qualità ovvero la rischiosità”.

    In questo modo le informazioni quantitative di cui i direttori oggi possono disporre hanno sicuramente un fondamento scientifico, riducendo in maniera significativa i margini d’errore. L’abilità e l’intuizione di un direttore, tuttavia, restano saldamente doti umane, insostituibili anche dal più raffinato degli applicativi.
  • Assegni digitali e System IntegrationDal luglio scorso la CIT (Check Image Truncation) è diventata l’unica procedura utilizzabile dalle banche per il pagamento degli assegni. L’iniziativa si innesta nel processo di digitalizzazione che coinvolge, in Italia, numerosi fornitori di servizi essenziali e che consiste, in questo caso, nella trasformazione degli assegni, una volta versati in banca, in un documento digitale.

    “L’assegno digitale sostituisce l’assegno originale cartaceo ed ha piena validità ad ogni effetto di legge, riducendo i rischi operativi legati al suo scambio materiale e lavorazione manuale – si legge in una nota di ABI Associazione Bancaria Italiana -. La CIT non incide sulle modalità di utilizzo e versamento degli assegni da parte dei clienti: l’emissione e la circolazione degli assegni rimangono infatti in forma cartacea, e il versamento avviene presso gli sportelli delle agenzie o presso gli ATM multifunzione”.

    Tutto semplice per le banche, dunque? Non proprio. Di recente, per un primario istituto italiano ci siamo occupati con successo dell’integrazione del software acquistato per la gestione della digitalizzazione con il sistema informatico esistente della banca. L’attività di system integration è consistita appunto nell’elaborazione del linguaggio di programmazione che ha consentito all’applicazione di dialogare correttamente con l’ambiente informatico di riferimento.

    “Abbiamo adeguato i driver utilizzati negli sportelli delle filiali per farli colloquiare con i moduli del nuovo prodotto di gestione assegni acquistato dalla banca. – spiega Lorenzo Sassi, project manager Side Soft che ha seguito il progetto -. L'ambiente (CICS) del nuovo prodotto non combaciava con l'ambiente dei driver banca di conseguenza è stato realizzato un ulteriore servizio per permetterne la comunicazione”.

    Ma la data di adesione alla CIT non è stata comune a tutte le banche. “Alcune hanno aderito prima rispetto ad altre – continua Lorenzo - per questo nell'integrazione del software è stato necessario prevedere una gestione duale per poter permettere alle filiali di poter lavorare assegni sia con il vecchio sistema sia tramite il nuovo prodotto”.

    La normativa ha portato anche alla variazione della finestra di alimentazione dei movimenti assegni tra banche, che ora può durare tutta la notte fino alle 08:00. “Abbiamo quindi adeguato anche le elaborazioni batch interne bancarie comprese quelle notturne – spiega Lorenzo - per permettere alle filiali di poter lavorare e gestire gli assegni in un minor tempo rispetto alla gestione manuale”.
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  • Dal luglio scorso la CIT (Check Image Truncation) è diventata l’unica procedura utilizzabile dalle banche per il pagamento degli assegni. L’iniziativa si innesta nel processo di digitalizzazione che coinvolge, in Italia, numerosi fornitori di servizi essenziali e che consiste, in questo caso, nella trasformazione degli assegni, una volta versati in banca, in un documento digitale.

    “L’assegno digitale sostituisce l’assegno originale cartaceo ed ha piena validità ad ogni effetto di legge, riducendo i rischi operativi legati al suo scambio materiale e lavorazione manuale – si legge in una nota di ABI Associazione Bancaria Italiana -. La CIT non incide sulle modalità di utilizzo e versamento degli assegni da parte dei clienti: l’emissione e la circolazione degli assegni rimangono infatti in forma cartacea, e il versamento avviene presso gli sportelli delle agenzie o presso gli ATM multifunzione”.

    Tutto semplice per le banche, dunque? Non proprio. Di recente, per un primario istituto italiano ci siamo occupati con successo dell’integrazione del software acquistato per la gestione della digitalizzazione con il sistema informatico esistente della banca. L’attività di system integration è consistita appunto nell’elaborazione del linguaggio di programmazione che ha consentito all’applicazione di dialogare correttamente con l’ambiente informatico di riferimento.

    “Abbiamo adeguato i driver utilizzati negli sportelli delle filiali per farli colloquiare con i moduli del nuovo prodotto di gestione assegni acquistato dalla banca. – spiega Lorenzo Sassi, project manager Side Soft che ha seguito il progetto -. L'ambiente (CICS) del nuovo prodotto non combaciava con l'ambiente dei driver banca di conseguenza è stato realizzato un ulteriore servizio per permetterne la comunicazione”.

    Ma la data di adesione alla CIT non è stata comune a tutte le banche. “Alcune hanno aderito prima rispetto ad altre – continua Lorenzo - per questo nell'integrazione del software è stato necessario prevedere una gestione duale per poter permettere alle filiali di poter lavorare assegni sia con il vecchio sistema sia tramite il nuovo prodotto”.

    La normativa ha portato anche alla variazione della finestra di alimentazione dei movimenti assegni tra banche, che ora può durare tutta la notte fino alle 08:00. “Abbiamo quindi adeguato anche le elaborazioni batch interne bancarie comprese quelle notturne – spiega Lorenzo - per permettere alle filiali di poter lavorare e gestire gli assegni in un minor tempo rispetto alla gestione manuale”.
  • Habemus HoldingIl 2018 è davvero per noi l’anno dei grandi traguardi. In seguito all’acquisizione di MCA Software e all’avvio di ulteriori joint venture strategiche, abbiamo dato vita alla holding Side Group S.R.L. che svolge attività di gestione e coordinamento della società a socio unico Side Soft srl.

    Sono inoltre in capo alla holding le diverse quote di tutte le società attuali e future del gruppo. L’operazione è infatti finalizzata a consolidare e ad adeguare la struttura attuale del gruppo ai progetti di crescita allo studio del management, che prevedono, nel breve periodo, ulteriori investimenti.

    Una scelta compiuta in concomitanza con i vent’anni di fondazione di Side Soft, a sottolineare la solidità del percorso aziendale e la volontà del consiglio di amministrazione di rafforzare la presenza di Side Soft nel mercato nazionale dei servizi ITC. È un passo importante e strategico, che possiamo compiere anche grazie al team di professionisti al nostro fianco, ogni giorno.
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  • Il 2018 è davvero per noi l’anno dei grandi traguardi. In seguito all’acquisizione di MCA Software e all’avvio di ulteriori joint venture strategiche, abbiamo dato vita alla holding Side Group S.R.L. che svolge attività di gestione e coordinamento della società a socio unico Side Soft srl.

    Sono inoltre in capo alla holding le diverse quote di tutte le società attuali e future del gruppo. L’operazione è infatti finalizzata a consolidare e ad adeguare la struttura attuale del gruppo ai progetti di crescita allo studio del management, che prevedono, nel breve periodo, ulteriori investimenti.

    Una scelta compiuta in concomitanza con i vent’anni di fondazione di Side Soft, a sottolineare la solidità del percorso aziendale e la volontà del consiglio di amministrazione di rafforzare la presenza di Side Soft nel mercato nazionale dei servizi ITC. È un passo importante e strategico, che possiamo compiere anche grazie al team di professionisti al nostro fianco, ogni giorno.
  • Cybersecurity e direttiva NISSono state annunciate per il mese di novembre le prime ispezioni per verificare se i sistemi informatici degli operatori di servizi essenziali - sanità, energia, trasporti, banche e fornitori di servizi digitali - siano in linea con la Direttiva europea NIS sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

    È già operativo invece “l'obbligo di denunciare eventuali attacchi subiti” ha spiegato in un’intervista a La Repubblica il professor Paolo Baldoni, vicedirettore generale del Dis (Dipartimento informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio), “sono previste sanzioni per decine di migliaia di euro per chi ometterà di denunciare violazioni informatiche di un certo rilievo. E sanzioni anche più onerose saranno applicate a chi non gestirà al meglio le infrastrutture di sicurezza”.

    L’Articolo 7 della Direttiva, recepito nel decreto di attuazione, prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri adotti una strategia nazionale di sicurezza cibernetica che preveda, in particolare,  le misure di preparazione, risposta e recupero dei servizi a seguito di incidenti informatici, la definizione di un piano di valutazione dei rischi e programmi di formazione e sensibilizzazione in materia di sicurezza informatica.

    Il decreto attuativo impone inoltre agli operatori di servizi essenziali – energia, trasporti, bancario, infrastrutture, mercati finanziari, sanitario, acqua potabile, infrastrutture digitali - l’adozione di misure tecnico-organizzative per la gestione dei rischi e la prevenzione degli incidenti informatici, secondo specifiche linee guida. Allo stesso obbligo sono chiamati anche i fornitori di servizi digitali, quali e-commerce, motori di ricerca e cloud computing.
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  • Sono state annunciate per il mese di novembre le prime ispezioni per verificare se i sistemi informatici degli operatori di servizi essenziali - sanità, energia, trasporti, banche e fornitori di servizi digitali - siano in linea con la Direttiva europea NIS sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

    È già operativo invece “l'obbligo di denunciare eventuali attacchi subiti” ha spiegato in un’intervista a La Repubblica il professor Paolo Baldoni, vicedirettore generale del Dis (Dipartimento informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio), “sono previste sanzioni per decine di migliaia di euro per chi ometterà di denunciare violazioni informatiche di un certo rilievo. E sanzioni anche più onerose saranno applicate a chi non gestirà al meglio le infrastrutture di sicurezza”.

    L’Articolo 7 della Direttiva, recepito nel decreto di attuazione, prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri adotti una strategia nazionale di sicurezza cibernetica che preveda, in particolare,  le misure di preparazione, risposta e recupero dei servizi a seguito di incidenti informatici, la definizione di un piano di valutazione dei rischi e programmi di formazione e sensibilizzazione in materia di sicurezza informatica.

    Il decreto attuativo impone inoltre agli operatori di servizi essenziali – energia, trasporti, bancario, infrastrutture, mercati finanziari, sanitario, acqua potabile, infrastrutture digitali - l’adozione di misure tecnico-organizzative per la gestione dei rischi e la prevenzione degli incidenti informatici, secondo specifiche linee guida. Allo stesso obbligo sono chiamati anche i fornitori di servizi digitali, quali e-commerce, motori di ricerca e cloud computing.
  • Letture estive-istintive

    In ordine sparso e secondo criteri di scelta puramente “istintivi”, ecco i libri che ci porteremo sotto l’ombrellone, per coltivare il pensiero critico. No, neanche uno è hi-tech!

    Sulla parità di genere

    I conti con le donne. Come gli economisti hanno dimenticato l’altra metà del mondo
    Di Katrine Marçal, ed. Ponte della Grazie

    Il lavoro femminile non viene calcolato nel Pil; eppure è difficile immaginare cosa sarebbe dello sviluppo, della crescita, del benessere e del Pil senza di esso.
    In questo libro provocatorio e irriverente, aggressivo e ironico, Katrine Marçal attacca la base del mito della «mano invisibile» dell’economia, mettendo finalmente nella giusta luce l’importanza del «sesso invisibile».

    Sui social network

    Condivide et impera. Convinci con il cervello, persuadi con il cuore e influenza per come sei
    di Rudy Bandiera, ed Mondadori Electa, 2017
    Viviamo in un mondo diverso da quello che conosciamo, in cui genitori e figli vivono realtà distanti e parallele, che non ha ancora regole comuni, "non codificato", destabilizzante: digitale in cui si compra, si vende, si parla, ci si innamora e si fa business.

    Sulla verità e sulla falsità

    La stanza delle meraviglie filosofiche: Enigmi, problemi e paradossi che sfidano la logica e aguzzano l’intelligenza
    di Sorensen Roy, ed. Salani
    In questo libro il professor Roy Sorensen, specialista di tutte le sfide del pensiero, prodiga la sua enorme competenza, il suo gran senso dello humour e l'arguzia della sua scrittura per farci sapere tutto sul vuoto di Platone, le indagini di Wittgenstein, il test di intelligenza di Schopenhauer, la grande scommessa di Voltaire, il lapsus calami di Russell; ci mostra perché l’uovo viene prima della gallina, che cosa ha fatto scomparire Cartesio e cos'hanno in comune un logico e un’aragosta.

    Sulla resilienza

    Tecniche di resistenza interiore. Come sopravvivere alla crisi della nostra società
    Di Pietro Trabucchi, ed. Mondadori

    Prima ancora che economica, la crisi da cui tutti ci sentiamo attraversati si sta rivelando, essenzialmente, interiore. Essere sempre connessi con un altrove, "condividere" ogni esperienza per la paura di non percepirla come davvero reale, ci sta trasformando in persone disattente, distratte, dissociate. Se non utilizzate in maniera consapevole, le tecnologie digitali - computer, social network, smartphone - riducono la capacità di rimanere concentrati anche per pochi istanti su di un obiettivo, minano le nostre fondamenta corporee e percettive.

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  • In ordine sparso e secondo criteri di scelta puramente “istintivi”, ecco i libri che ci porteremo sotto l’ombrellone, per coltivare il pensiero critico. No, neanche uno è hi-tech!

    Sulla parità di genere

    I conti con le donne. Come gli economisti hanno dimenticato l’altra metà del mondo
    Di Katrine Marçal, ed. Ponte della Grazie

    Il lavoro femminile non viene calcolato nel Pil; eppure è difficile immaginare cosa sarebbe dello sviluppo, della crescita, del benessere e del Pil senza di esso.
    In questo libro provocatorio e irriverente, aggressivo e ironico, Katrine Marçal attacca la base del mito della «mano invisibile» dell’economia, mettendo finalmente nella giusta luce l’importanza del «sesso invisibile».

    Sui social network

    Condivide et impera. Convinci con il cervello, persuadi con il cuore e influenza per come sei
    di Rudy Bandiera, ed Mondadori Electa, 2017
    Viviamo in un mondo diverso da quello che conosciamo, in cui genitori e figli vivono realtà distanti e parallele, che non ha ancora regole comuni, "non codificato", destabilizzante: digitale in cui si compra, si vende, si parla, ci si innamora e si fa business.

    Sulla verità e sulla falsità

    La stanza delle meraviglie filosofiche: Enigmi, problemi e paradossi che sfidano la logica e aguzzano l’intelligenza
    di Sorensen Roy, ed. Salani
    In questo libro il professor Roy Sorensen, specialista di tutte le sfide del pensiero, prodiga la sua enorme competenza, il suo gran senso dello humour e l'arguzia della sua scrittura per farci sapere tutto sul vuoto di Platone, le indagini di Wittgenstein, il test di intelligenza di Schopenhauer, la grande scommessa di Voltaire, il lapsus calami di Russell; ci mostra perché l’uovo viene prima della gallina, che cosa ha fatto scomparire Cartesio e cos'hanno in comune un logico e un’aragosta.

    Sulla resilienza

    Tecniche di resistenza interiore. Come sopravvivere alla crisi della nostra società
    Di Pietro Trabucchi, ed. Mondadori

    Prima ancora che economica, la crisi da cui tutti ci sentiamo attraversati si sta rivelando, essenzialmente, interiore. Essere sempre connessi con un altrove, "condividere" ogni esperienza per la paura di non percepirla come davvero reale, ci sta trasformando in persone disattente, distratte, dissociate. Se non utilizzate in maniera consapevole, le tecnologie digitali - computer, social network, smartphone - riducono la capacità di rimanere concentrati anche per pochi istanti su di un obiettivo, minano le nostre fondamenta corporee e percettive.

  • Promossi in legalitàL'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha attribuito a Side Soft srl il rating di legalità con il punteggio ★++.

    Il gruppo informatico con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma viene così inserito nell'elenco delle imprese italiane con rating di legalità, «un traguardo importante, che certifica l’integrità e la trasparenza della nostra filiera aziendale» commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft «siamo già al lavoro per implementare modelli organizzativi che ci sentiranno di migliorare ulteriormente il rating”.

    Il rating di legalità è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta. Tale riconoscimento, attribuito dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, viene quantificato sotto forma di un punteggio compreso tra un minimo di una e un massimo di tre “stellette”. L’impresa richiedente ottiene il punteggio base, ★, qualora rispetti tutti i requisiti richiamati nel Regolamento attuativo messo a punto dall’Autorità, che può essere incrementato di un “+” per ogni requisito aggiuntivo conseguito.

    Il rating di legalità viene riconosciuto esclusivamente ad aziende che hanno un fatturato minimo di due milioni di euro, con sede operativa in Italia ed iscritte al registro imprese da almeno due anni alla data della domanda.
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  • L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha attribuito a Side Soft srl il rating di legalità con il punteggio ★++.

    Il gruppo informatico con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma viene così inserito nell'elenco delle imprese italiane con rating di legalità, «un traguardo importante, che certifica l’integrità e la trasparenza della nostra filiera aziendale» commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft «siamo già al lavoro per implementare modelli organizzativi che ci sentiranno di migliorare ulteriormente il rating”.

    Il rating di legalità è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta. Tale riconoscimento, attribuito dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, viene quantificato sotto forma di un punteggio compreso tra un minimo di una e un massimo di tre “stellette”. L’impresa richiedente ottiene il punteggio base, ★, qualora rispetti tutti i requisiti richiamati nel Regolamento attuativo messo a punto dall’Autorità, che può essere incrementato di un “+” per ogni requisito aggiuntivo conseguito.

    Il rating di legalità viene riconosciuto esclusivamente ad aziende che hanno un fatturato minimo di due milioni di euro, con sede operativa in Italia ed iscritte al registro imprese da almeno due anni alla data della domanda.
  • Il Sole 24 ore e una sorpresaSono due i ricordi più piacevoli della festa per i primi 20 anni di attività di Side Soft: lo sguardo incredulo e divertito del nostro presidente Davide Costa per il party a sorpresa che abbiamo organizzato, e l’articolo che il Sole 24 Ore ci ha dedicato.

    Guarda il video della festa dei 20 anni!

    "Tecnici altamente specializzati e costantemente aggiornati realizzano software dedicati con le più avanzate tecnologie" scrive il Sole 24 Ore nell'articolo che ci ha dedicato e che evidenzia la specificità dei nostri prodotti, pur nell'ampiezza dei servizi di gamma che assicuriamo ai nostri clienti.

    Fonte: Il Sole 24 Ore28 giugno 2018

    Side Soft da 20 anni al servizio di banche, PA e grandi marchi con soluzioni ICT personalizzate e create a misura del cliente
     
    Non è facile, in Italia, trovare aziende operanti nel campo dell’ICT (le tecnologie delle informazioni e delle comunicazioni) che abbiano una storia lunga e allo stesso tempo ricca di successi.
    Una delle pochissime è Side Soft, società con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma che quest’anno festeggia il suo ventesimo compleanno. Fondata nel 1998 Side Soft si dedica, sin dall’inizio della propria attività, a fornire ad importanti imprese e istituti bancari, servizi di progettazione di software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering e business process management.
    A fronte di una così vasta offerta di servizi l’azienda emiliana ha la specificità di realizzare per ogni cliente un prodotto realmente personalizzato.
    Non esiste, cioè, un software che Side Soft sviluppa, realizza e poi mette in vendita. Esistono piuttosto decine, se non centinaia, di soluzioni che i suoi tecnici mettono a punto partendo innanzitutto dalle esigenze dell’interlocutore. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto alla gran parte delle realtà che operano nel settore, ma contemporaneamente anche di una scelta vincente. Un punto di forza così particolare, affiancato alla flessibilità con la quale i tecnici operano quotidianamente nella gestione dei servizi, ha reso infatti Side Soft un riferimento costante per importanti banche, i più grandi marchi del Luxury & Fashion, pubblica amministrazione, strutture ospedaliere e per numerose e qualificate aziende in generale.
    Affidabilità, capacità di entrare immediatamente in sintonia con il cliente e adeguarsi alle sue necessità sono la base del rapporto che gli oltre sessanta professionisti di Side Soft sono capaci di stabilire ogni volta che intraprendono un nuovo lavoro. Il ventaglio dei servizi che essi riescono a garantire, sempre al massimo livello, è ampio. Side Soft ha infatti maturato competenze in sviluppo di servizi web e in sistemi di gestione di contenuti, reportistica, indicizzazione documenti e ricerca full text, estrazione, trasformazione, caricamento e
    integrazione con Data Warehouse, nonché di sistemi basati sulla messaggistica.
    Una così ampia e qualificata specializzazione è frutto della scelta dei vertici aziendali, che hanno organizzato lo staff comprendente tutte le figure professionali, dal project management office, al programmatore, al responsabile di servizio, all’addetto all’application management, selezionando tra l’altro la gran parte del personale fra tecnici laureati.
    Ma nella consapevolezza che il settore dell’ICT richiede una preparazione in continuo aggiornamento, Side Soft organizza continui corsi di formazione per il proprio personale, rivolgendosi alle migliori società specializzate presenti sul mercato. Tuttavia non va trascurato che la vera forza dell’azienda è la passione che ognuno dei membri del suo staff mette in ciò che fa. Anzi, forse è proprio questo il vero segreto di Side Soft: l’amore che ognuno ripone nel proprio lavoro garantisce risultati altrimenti irraggiungibili. Ed è
    grazie a questo approccio, e ai risultati che esso garantisce costantemente, che in vent’anni di attività le aziende che hanno scelto di affidarsi a Side Soft sono sempre rimaste soddisfatte e per questo sono aumentate ogni anno di più.
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  • Sono due i ricordi più piacevoli della festa per i primi 20 anni di attività di Side Soft: lo sguardo incredulo e divertito del nostro presidente Davide Costa per il party a sorpresa che abbiamo organizzato, e l’articolo che il Sole 24 Ore ci ha dedicato.

    Guarda il video della festa dei 20 anni!

    "Tecnici altamente specializzati e costantemente aggiornati realizzano software dedicati con le più avanzate tecnologie" scrive il Sole 24 Ore nell'articolo che ci ha dedicato e che evidenzia la specificità dei nostri prodotti, pur nell'ampiezza dei servizi di gamma che assicuriamo ai nostri clienti.

    Fonte: Il Sole 24 Ore28 giugno 2018

    Side Soft da 20 anni al servizio di banche, PA e grandi marchi con soluzioni ICT personalizzate e create a misura del cliente
     
    Non è facile, in Italia, trovare aziende operanti nel campo dell’ICT (le tecnologie delle informazioni e delle comunicazioni) che abbiano una storia lunga e allo stesso tempo ricca di successi.
    Una delle pochissime è Side Soft, società con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma che quest’anno festeggia il suo ventesimo compleanno. Fondata nel 1998 Side Soft si dedica, sin dall’inizio della propria attività, a fornire ad importanti imprese e istituti bancari, servizi di progettazione di software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering e business process management.
    A fronte di una così vasta offerta di servizi l’azienda emiliana ha la specificità di realizzare per ogni cliente un prodotto realmente personalizzato.
    Non esiste, cioè, un software che Side Soft sviluppa, realizza e poi mette in vendita. Esistono piuttosto decine, se non centinaia, di soluzioni che i suoi tecnici mettono a punto partendo innanzitutto dalle esigenze dell’interlocutore. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto alla gran parte delle realtà che operano nel settore, ma contemporaneamente anche di una scelta vincente. Un punto di forza così particolare, affiancato alla flessibilità con la quale i tecnici operano quotidianamente nella gestione dei servizi, ha reso infatti Side Soft un riferimento costante per importanti banche, i più grandi marchi del Luxury & Fashion, pubblica amministrazione, strutture ospedaliere e per numerose e qualificate aziende in generale.
    Affidabilità, capacità di entrare immediatamente in sintonia con il cliente e adeguarsi alle sue necessità sono la base del rapporto che gli oltre sessanta professionisti di Side Soft sono capaci di stabilire ogni volta che intraprendono un nuovo lavoro. Il ventaglio dei servizi che essi riescono a garantire, sempre al massimo livello, è ampio. Side Soft ha infatti maturato competenze in sviluppo di servizi web e in sistemi di gestione di contenuti, reportistica, indicizzazione documenti e ricerca full text, estrazione, trasformazione, caricamento e
    integrazione con Data Warehouse, nonché di sistemi basati sulla messaggistica.
    Una così ampia e qualificata specializzazione è frutto della scelta dei vertici aziendali, che hanno organizzato lo staff comprendente tutte le figure professionali, dal project management office, al programmatore, al responsabile di servizio, all’addetto all’application management, selezionando tra l’altro la gran parte del personale fra tecnici laureati.
    Ma nella consapevolezza che il settore dell’ICT richiede una preparazione in continuo aggiornamento, Side Soft organizza continui corsi di formazione per il proprio personale, rivolgendosi alle migliori società specializzate presenti sul mercato. Tuttavia non va trascurato che la vera forza dell’azienda è la passione che ognuno dei membri del suo staff mette in ciò che fa. Anzi, forse è proprio questo il vero segreto di Side Soft: l’amore che ognuno ripone nel proprio lavoro garantisce risultati altrimenti irraggiungibili. Ed è
    grazie a questo approccio, e ai risultati che esso garantisce costantemente, che in vent’anni di attività le aziende che hanno scelto di affidarsi a Side Soft sono sempre rimaste soddisfatte e per questo sono aumentate ogni anno di più.
  • Le professioni digitali che battono i robotL’avvento della robotica non può sostituire l’ingegno umano soprattutto nel settore informatico, che nei prossimi nove anni registrerà il maggiore sviluppo in termini occupazionali, con oltre cinque milioni di nuovi posti di lavoro a livello mondiale. A dirlo è una ricerca condotta da Idc per Cisco, ripresa dal Sole24Ore, che individua cinque macro-aree tecnologiche destinate a crescere di più e i profili professionali che, nei rispettivi ambiti, saranno maggiormente gettonati.
    Ragazzi e ragazze che state decidendo il vostro futuro universitario in campo tecnologico, prendete nota!
     
    1. Data management/analytics
    Sono cinque i profili che vengono richiesti in questa macroarea, che registra un vorticoso sviluppo sospinto da un’imponente richiesta di figure altamente specializzate: business intelligence analyst, business intelligence architect/developer, data engineer, data scientist e database architect.
     
    1. Cyber Security
    Secondo gli esperti, il security management specialist sarà la figura maggiormente ricercata – e retribuita – nel mercato delle professioni digitali. Anche in Italia: secondo un rapporto Accenture Ponemon Institute, nel 2017 la criminalità informatica ha fatto perdere al nostro Paese 6,73 miliardi di dollari.
     
    1. Infrastrutture IT 
    Nell’area delle infrastrutture informatiche troveranno sbocco figure come network engineer/architect, network/systems administrator, systems analyst, social media tech manager/administrator, computer support specialist.
     
    1. Sviluppatori di software e app per mobile
    Sono cinque le professioni che muovono il settore: machine learning designer/developer/engineer, mobile app developer, software developer/engineer, UI/UX designer/developer e web developer.
     
    1. Digital Transformation 
    Le figure professionali che faciliteranno la transizione delle aziende verso il futuro 4.0 saranno specializzate in change management e transformation consulting, insieme a ingegneri e programmatori legati al mondo dell’Internet delle Cose, dalla domotica alla robotica.
     
    Un’analisi attenta e accurata, quella di Idc, che condividiamo a pieno, con la sola differenza che il “domani” descritto nello studio per noi è già un “oggi”: le macro-aree coincidono infatti con gli ambiti di sviluppo su cui Side Soft sta focalizzando il proprio know how, attraverso figure professionali che esprimono proprio le skills descritte nello studio. “La nostra esperienza – commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - ci dice che, oltre a percorsi di studio specifici, è determinante la pratica in azienda, a contatto con l’umanità dei clienti e con la complessità delle relazioni, che devono trovare sintesi e soluzione in progetti o in applicazioni su misura: e anche questi aspetti, per il momento, non sono a portata di robot”.
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  • L’avvento della robotica non può sostituire l’ingegno umano soprattutto nel settore informatico, che nei prossimi nove anni registrerà il maggiore sviluppo in termini occupazionali, con oltre cinque milioni di nuovi posti di lavoro a livello mondiale. A dirlo è una ricerca condotta da Idc per Cisco, ripresa dal Sole24Ore, che individua cinque macro-aree tecnologiche destinate a crescere di più e i profili professionali che, nei rispettivi ambiti, saranno maggiormente gettonati.
    Ragazzi e ragazze che state decidendo il vostro futuro universitario in campo tecnologico, prendete nota!
     
    1. Data management/analytics
    Sono cinque i profili che vengono richiesti in questa macroarea, che registra un vorticoso sviluppo sospinto da un’imponente richiesta di figure altamente specializzate: business intelligence analyst, business intelligence architect/developer, data engineer, data scientist e database architect.
     
    1. Cyber Security
    Secondo gli esperti, il security management specialist sarà la figura maggiormente ricercata – e retribuita – nel mercato delle professioni digitali. Anche in Italia: secondo un rapporto Accenture Ponemon Institute, nel 2017 la criminalità informatica ha fatto perdere al nostro Paese 6,73 miliardi di dollari.
     
    1. Infrastrutture IT 
    Nell’area delle infrastrutture informatiche troveranno sbocco figure come network engineer/architect, network/systems administrator, systems analyst, social media tech manager/administrator, computer support specialist.
     
    1. Sviluppatori di software e app per mobile
    Sono cinque le professioni che muovono il settore: machine learning designer/developer/engineer, mobile app developer, software developer/engineer, UI/UX designer/developer e web developer.
     
    1. Digital Transformation 
    Le figure professionali che faciliteranno la transizione delle aziende verso il futuro 4.0 saranno specializzate in change management e transformation consulting, insieme a ingegneri e programmatori legati al mondo dell’Internet delle Cose, dalla domotica alla robotica.
     
    Un’analisi attenta e accurata, quella di Idc, che condividiamo a pieno, con la sola differenza che il “domani” descritto nello studio per noi è già un “oggi”: le macro-aree coincidono infatti con gli ambiti di sviluppo su cui Side Soft sta focalizzando il proprio know how, attraverso figure professionali che esprimono proprio le skills descritte nello studio. “La nostra esperienza – commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - ci dice che, oltre a percorsi di studio specifici, è determinante la pratica in azienda, a contatto con l’umanità dei clienti e con la complessità delle relazioni, che devono trovare sintesi e soluzione in progetti o in applicazioni su misura: e anche questi aspetti, per il momento, non sono a portata di robot”.
  • Smart Building: declinazioni 4.0Declinato nel comparto dell’automazione, il piano nazionale Industria 4.0 prefigura ambiti di applicazione di particolare interesse per i player del settore che si mostreranno pronti a cogliere il cambiamento e a sfruttarne le straordinarie possibilità. Il tema è emerso in tutta la sua evidenza durante l’ultima edizione del MECSPE, fiera di riferimento dell’industria manifatturiera che si è tenuta presso le fiere di Parma: in visita all’expo, il presidente Side Soft Davide Costa e il responsabile commerciale Daniele Pedrelli si sono confrontati con gli addetti ai lavori sugli scenari futuri legati al repentino sviluppo di sotto-temi connessi a Industria 4.0, come l’informatica industriale, lo IoT, la sensoristica industriale e il cloud manufacturing.

    Le novità in arrivo in casa Side Soft si inseriscono infatti nello scenario IoT (Internet of Things), nelle sue applicazioni in ambito residenziale. In collaborazione con il partner tecnico SMC Treviso, Side Soft sta facendo proprie le prerogative dello Smart Building attraverso la produzione di strumenti IoT per la raccolta e l’interconnessione dei dati processati all’interno di edifici e legati, ad esempio, al funzionamento di sistemi di sicurezza, dispositivi per il risparmio energetico e applicativi per la domotica.

    “Su questo specifico argomento, – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - il nostro partner ha sviluppato una soluzione denominata Building 4.0 che si appoggia su piattaforme open-source, in particolare sul framework Tridium realizzato da Honeywell per l’interfacciamento con i sensori di rilevamento, e su LifeRay, piattaforma di riferimento per il mondo collaboration e di digital experience, che Gartner ha posizionato anche per il 2018 nel “magic quadrant” dei leader di settore”.
     
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  • Declinato nel comparto dell’automazione, il piano nazionale Industria 4.0 prefigura ambiti di applicazione di particolare interesse per i player del settore che si mostreranno pronti a cogliere il cambiamento e a sfruttarne le straordinarie possibilità. Il tema è emerso in tutta la sua evidenza durante l’ultima edizione del MECSPE, fiera di riferimento dell’industria manifatturiera che si è tenuta presso le fiere di Parma: in visita all’expo, il presidente Side Soft Davide Costa e il responsabile commerciale Daniele Pedrelli si sono confrontati con gli addetti ai lavori sugli scenari futuri legati al repentino sviluppo di sotto-temi connessi a Industria 4.0, come l’informatica industriale, lo IoT, la sensoristica industriale e il cloud manufacturing.

    Le novità in arrivo in casa Side Soft si inseriscono infatti nello scenario IoT (Internet of Things), nelle sue applicazioni in ambito residenziale. In collaborazione con il partner tecnico SMC Treviso, Side Soft sta facendo proprie le prerogative dello Smart Building attraverso la produzione di strumenti IoT per la raccolta e l’interconnessione dei dati processati all’interno di edifici e legati, ad esempio, al funzionamento di sistemi di sicurezza, dispositivi per il risparmio energetico e applicativi per la domotica.

    “Su questo specifico argomento, – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - il nostro partner ha sviluppato una soluzione denominata Building 4.0 che si appoggia su piattaforme open-source, in particolare sul framework Tridium realizzato da Honeywell per l’interfacciamento con i sensori di rilevamento, e su LifeRay, piattaforma di riferimento per il mondo collaboration e di digital experience, che Gartner ha posizionato anche per il 2018 nel “magic quadrant” dei leader di settore”.
     
  • 20 anni di Side SoftIl 15 maggio 1998, vent'anni fa, nasceva Side Soft, fondata da un gruppo di geek emiliani convinti che l’informatica potesse migliorare la vita delle persone e delle aziende. All’inizio eravamo in 5 e oggi siamo oltre 60, con la fortuna di lavorare al fianco di uomini e donne pieni di passione e talento, certi come noi che l’informatica sia una scienza romantica, capace di cambiare davvero la vita delle persone e delle aziende. L’occasione giusta per fare il punto della situazione su quello che siamo capaci di fare.
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  • Il 15 maggio 1998, vent'anni fa, nasceva Side Soft, fondata da un gruppo di geek emiliani convinti che l’informatica potesse migliorare la vita delle persone e delle aziende. All’inizio eravamo in 5 e oggi siamo oltre 60, con la fortuna di lavorare al fianco di uomini e donne pieni di passione e talento, certi come noi che l’informatica sia una scienza romantica, capace di cambiare davvero la vita delle persone e delle aziende. L’occasione giusta per fare il punto della situazione su quello che siamo capaci di fare.
  • Banca 4.0 e Fintech InnovationLa Fintech Innovation è l’argomento che più ci ha appassionato durante l’ultimo Forum Abi Lab, a cui abbiamo partecipato per condividere con i rappresentanti di banche, istituzioni, aziende ICT e università le analisi e le previsioni sulla Banca 4.0, sull’evoluzione dei processi e sull’applicazione della tecnologia nella realtà bancaria.

    La strada verso una banca che può interagire con l’Intelligenza Artificiale, la robotica e la cognitive computing è ormai aperta: si tratta di una fase di transizione accelerata e ipertecnologica, in cui si innesta l’azione del mondo fintech, composto da società e start up che impiegano le innovazioni tech per rendere i sistemi finanziari più efficienti e più convenienti in velocità, qualità e customer experience.

    Sono società che agiscono principalmente nei sotto-segmenti del crowdfunding, peer-to-peer lending, asset management gestito con algoritmi, gestione dei pagamenti, credit-scoring, raccolta dei dati, cambi, valute digitali o cripto-valute, e che, grazie alla costruzione di modelli innovativi, riescono ad ottenere capitali allo scopo di rivoluzionare i posizionamenti tradizionali, conquistando così nicchie del settore finanziario.

    “È un processo che stiamo seguendo da vicino, perché siamo convinti che sia il primo passo verso il redesign dei servizi bancari – spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - quello che si va delineando è un orizzonte in cui sarà fondamentale dotarsi di sistemi in grado di adattarsi e di agire in modo autonomo, gettando le basi di nuovi modelli di business o, più semplicemente, di e-finance.”
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  • La Fintech Innovation è l’argomento che più ci ha appassionato durante l’ultimo Forum Abi Lab, a cui abbiamo partecipato per condividere con i rappresentanti di banche, istituzioni, aziende ICT e università le analisi e le previsioni sulla Banca 4.0, sull’evoluzione dei processi e sull’applicazione della tecnologia nella realtà bancaria.

    La strada verso una banca che può interagire con l’Intelligenza Artificiale, la robotica e la cognitive computing è ormai aperta: si tratta di una fase di transizione accelerata e ipertecnologica, in cui si innesta l’azione del mondo fintech, composto da società e start up che impiegano le innovazioni tech per rendere i sistemi finanziari più efficienti e più convenienti in velocità, qualità e customer experience.

    Sono società che agiscono principalmente nei sotto-segmenti del crowdfunding, peer-to-peer lending, asset management gestito con algoritmi, gestione dei pagamenti, credit-scoring, raccolta dei dati, cambi, valute digitali o cripto-valute, e che, grazie alla costruzione di modelli innovativi, riescono ad ottenere capitali allo scopo di rivoluzionare i posizionamenti tradizionali, conquistando così nicchie del settore finanziario.

    “È un processo che stiamo seguendo da vicino, perché siamo convinti che sia il primo passo verso il redesign dei servizi bancari – spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft - quello che si va delineando è un orizzonte in cui sarà fondamentale dotarsi di sistemi in grado di adattarsi e di agire in modo autonomo, gettando le basi di nuovi modelli di business o, più semplicemente, di e-finance.”
  • Fatturazione elettronica: sei pronto?Il 1° luglio 2018 saranno la filiera carburanti e i subappaltatori della Pubblica Amministrazione a fare da apripista, ma dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica diventerà un obbligo per tutti gli operatori economici, con la sola esclusione dei soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto regime di vantaggio e di coloro che applicano il regime forfettario.

    FATTURA ELETTRONICA
    Per fattura elettronica si intende un sistema digitale di emissione, trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture che elimina il supporto cartaceo. Secondo l’Osservatorio PoliMI del Politecnico di Milano, il costo per il trattamento di una fattura cartacea oscilla tra 7,50 e 11,50 euro. Con l’introduzione della fatturazione elettronica, le aziende di ogni comparto e dimensione – comprese le Pmi e i piccoli artigiani - dovranno abbandonare il supporto cartaceo e digitalizzare non solo le fatture, ma anche il processo della loro conservazione. Per i professionisti, con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica e la tracciabilità dei pagamenti, la prima nota contabile non esisterà più.
    La legge di bilancio stabilisce infatti che “al fine di razionalizzare il procedimento, di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio”.

    SISTEMA DI INTERSCAMBIO (SDI)
    Per Sistema di Interscambio (SDI) si intende un sistema informatico, gestito dall'Agenzia delle Entrate, in grado di ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche del formato XMLPA o effettuare controlli sui file ricevuti, e di inoltrare le fatture ai destinatari. È un canale di trasmissione ufficiale, che tuttavia non riveste un ruolo amministrativo ai fini dell’archiviazione e della conservazione delle fatture.

    CONSERVAZIONE
    Oltre all’obbligo di emissione, i soggetti economici dovranno affrontare anche il problema della ricezione delle fatture elettroniche e della loro conservazione. Ma come in tutti i cambiamenti strutturali, le criticità della congiuntura potranno essere depotenziate e trasformate in opportunità affrontando la scadenza per tempo e dotandosi degli strumenti e dei servizi necessari.

    In questo senso, Side Soft è in grado di fornire il servizio di invio e ricezione delle fatture attive e passive verso lo SDI, e la conservazione sostitutiva ai fini civilisti per 10 anni.
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  • Il 1° luglio 2018 saranno la filiera carburanti e i subappaltatori della Pubblica Amministrazione a fare da apripista, ma dal 1° gennaio 2019 la fatturazione elettronica diventerà un obbligo per tutti gli operatori economici, con la sola esclusione dei soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto regime di vantaggio e di coloro che applicano il regime forfettario.

    FATTURA ELETTRONICA
    Per fattura elettronica si intende un sistema digitale di emissione, trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture che elimina il supporto cartaceo. Secondo l’Osservatorio PoliMI del Politecnico di Milano, il costo per il trattamento di una fattura cartacea oscilla tra 7,50 e 11,50 euro. Con l’introduzione della fatturazione elettronica, le aziende di ogni comparto e dimensione – comprese le Pmi e i piccoli artigiani - dovranno abbandonare il supporto cartaceo e digitalizzare non solo le fatture, ma anche il processo della loro conservazione. Per i professionisti, con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica e la tracciabilità dei pagamenti, la prima nota contabile non esisterà più.
    La legge di bilancio stabilisce infatti che “al fine di razionalizzare il procedimento, di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio”.

    SISTEMA DI INTERSCAMBIO (SDI)
    Per Sistema di Interscambio (SDI) si intende un sistema informatico, gestito dall'Agenzia delle Entrate, in grado di ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche del formato XMLPA o effettuare controlli sui file ricevuti, e di inoltrare le fatture ai destinatari. È un canale di trasmissione ufficiale, che tuttavia non riveste un ruolo amministrativo ai fini dell’archiviazione e della conservazione delle fatture.

    CONSERVAZIONE
    Oltre all’obbligo di emissione, i soggetti economici dovranno affrontare anche il problema della ricezione delle fatture elettroniche e della loro conservazione. Ma come in tutti i cambiamenti strutturali, le criticità della congiuntura potranno essere depotenziate e trasformate in opportunità affrontando la scadenza per tempo e dotandosi degli strumenti e dei servizi necessari.

    In questo senso, Side Soft è in grado di fornire il servizio di invio e ricezione delle fatture attive e passive verso lo SDI, e la conservazione sostitutiva ai fini civilisti per 10 anni.
  • Application Management: new entry!

    Nuovo ingresso nell’unità Application Maintenance di Side Soft. Andrea è il junior account che abbiamo inserito nello staff dedicato alla gestione e allo sviluppo dei pagamenti elettronici, settore in forte espansione all’interno del nostro gruppo: i fruitori finali e abituali del servizio sono primari player del settore bancario.

    Abbiamo scelto Andrea per la peculiare preparazione tecnologica e per l’attitudine ad affrontare con metodo le procedure caratteristiche di questo delicato ma strategico segmento dell’Application Maintenance.

    Con l’ingresso di Andrea, il team di lavoro dedicato al servizio di Application Management conta ora 20 addetti, con esperienze sia funzionali che tecniche.

    Le attività del segmento riguardano in particolare

    • il presidio applicativo delle procedure
    • il servizio di Help Desk funzionale agli utent
    • la gestione delle attività periodiche o rilevanti
    • la manutenzione correttiva - attività di bug fixing / modifica software - in base alla tipologia delle procedure
    • la manutenzione adeguativa che si articola in installazione dei pacchetti software forniti dal fornitore proprietario della procedura, rilascio applicativo nei vari ambienti (sviluppo, test, collaudo, produzione e disaster recovery), apertura delle pratiche di rilascio in produzione e predisposizione della documentazione di progetto.

    Oltre al servizio di help desk tecnico per il personale IT, il team provvede inoltre alla gestione delle prove periodiche disaster recovery. Ad oggi Side Soft garantisce il funzionamento e le richieste evolutive di circa 80 procedure, sia in ambiente mainframe che distribuito, personalizzate in base alle peculiare esigenze del cliente.

     

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  • Nuovo ingresso nell’unità Application Maintenance di Side Soft. Andrea è il junior account che abbiamo inserito nello staff dedicato alla gestione e allo sviluppo dei pagamenti elettronici, settore in forte espansione all’interno del nostro gruppo: i fruitori finali e abituali del servizio sono primari player del settore bancario.

    Abbiamo scelto Andrea per la peculiare preparazione tecnologica e per l’attitudine ad affrontare con metodo le procedure caratteristiche di questo delicato ma strategico segmento dell’Application Maintenance.

    Con l’ingresso di Andrea, il team di lavoro dedicato al servizio di Application Management conta ora 20 addetti, con esperienze sia funzionali che tecniche.

    Le attività del segmento riguardano in particolare

    • il presidio applicativo delle procedure
    • il servizio di Help Desk funzionale agli utent
    • la gestione delle attività periodiche o rilevanti
    • la manutenzione correttiva - attività di bug fixing / modifica software - in base alla tipologia delle procedure
    • la manutenzione adeguativa che si articola in installazione dei pacchetti software forniti dal fornitore proprietario della procedura, rilascio applicativo nei vari ambienti (sviluppo, test, collaudo, produzione e disaster recovery), apertura delle pratiche di rilascio in produzione e predisposizione della documentazione di progetto.

    Oltre al servizio di help desk tecnico per il personale IT, il team provvede inoltre alla gestione delle prove periodiche disaster recovery. Ad oggi Side Soft garantisce il funzionamento e le richieste evolutive di circa 80 procedure, sia in ambiente mainframe che distribuito, personalizzate in base alle peculiare esigenze del cliente.

     

  • Come vincere la sfida mobileOltre 31 milioni: tanti sono gli italiani che mensilmente navigano da mobile – smartphone o tablet – e che trascorrono circa 45 ore on-line sui propri dispositivi. L’88% di questo tempo è speso all’interno di una App. Gli ultimi dati presentati dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, che studia le innovazioni abilitate dalla diffusione degli Smartphone, dipingono un Paese sempre più orientato a una costumer experience a portata di display.

    Un’evoluzione con effetti osservabili nei canali di vendita, dove il mobile ha attirato nel 2017 un quarto degli acquisti e-commerce complessivi. “A fronte di importanti passi avanti già avvenuti da parte delle principali imprese italiane nella valorizzazione del Mobile” spiega Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy “le opportunità ancora da cogliere rimangono tante; visione strategica, competenze e continuous improvement sono gli ingredienti essenziali per giocare appieno questa partita”.

    E se, da un lato, il know how e le tecnologie necessarie a cogliere queste opportunità possono rappresentare un profondo gap per le aziende italiane, in particolare le PMI, dall’altro la scelta di affidare la gestione dei processi IT in outsourcing può rivelarsi strategica per le imprese che non hanno i budget per sostenere un reparto informatico interno.

    Side Soft è specializzata in servizi outsourcing che presidiano le fasi fondamentali della filiera tecnologica. In particolare ci occupiamo di:
    • Gestione e Integrazione dei Sistemi » approfondisci
    • Application Maintenance » manutenzione del software sulla base di “regole” e di SLA (service level agreement) predefiniti » approfondisci
    • Reverse Engineering » programmazione di un software finalizzata alla produzione di un nuovo applicativo » approfondisci
    • Evoluzione e Verticalizzazione del Software » sviluppo, miglioramento, correzione ed estensione degli usi di un applicativo, favorendo attività specifiche » approfondisci
    • Test Factory » esecuzione di test ripetibili e consistenti, con l’obiettivo di ridurre i tempi ed i costi del software testing » approfondisci
    Ogni nostra soluzione è personalizzata in base alle esigenze di ogni singola azienda, perché l’ascolto è l’altra nostra specifica e costante competenza.
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  • Oltre 31 milioni: tanti sono gli italiani che mensilmente navigano da mobile – smartphone o tablet – e che trascorrono circa 45 ore on-line sui propri dispositivi. L’88% di questo tempo è speso all’interno di una App. Gli ultimi dati presentati dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, che studia le innovazioni abilitate dalla diffusione degli Smartphone, dipingono un Paese sempre più orientato a una costumer experience a portata di display.

    Un’evoluzione con effetti osservabili nei canali di vendita, dove il mobile ha attirato nel 2017 un quarto degli acquisti e-commerce complessivi. “A fronte di importanti passi avanti già avvenuti da parte delle principali imprese italiane nella valorizzazione del Mobile” spiega Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy “le opportunità ancora da cogliere rimangono tante; visione strategica, competenze e continuous improvement sono gli ingredienti essenziali per giocare appieno questa partita”.

    E se, da un lato, il know how e le tecnologie necessarie a cogliere queste opportunità possono rappresentare un profondo gap per le aziende italiane, in particolare le PMI, dall’altro la scelta di affidare la gestione dei processi IT in outsourcing può rivelarsi strategica per le imprese che non hanno i budget per sostenere un reparto informatico interno.

    Side Soft è specializzata in servizi outsourcing che presidiano le fasi fondamentali della filiera tecnologica. In particolare ci occupiamo di:
    • Gestione e Integrazione dei Sistemi » approfondisci
    • Application Maintenance » manutenzione del software sulla base di “regole” e di SLA (service level agreement) predefiniti » approfondisci
    • Reverse Engineering » programmazione di un software finalizzata alla produzione di un nuovo applicativo » approfondisci
    • Evoluzione e Verticalizzazione del Software » sviluppo, miglioramento, correzione ed estensione degli usi di un applicativo, favorendo attività specifiche » approfondisci
    • Test Factory » esecuzione di test ripetibili e consistenti, con l’obiettivo di ridurre i tempi ed i costi del software testing » approfondisci
    Ogni nostra soluzione è personalizzata in base alle esigenze di ogni singola azienda, perché l’ascolto è l’altra nostra specifica e costante competenza.
  • Application Maintenance, fidi: new entry!Si allarga il team dell’unità Application Maintenance in Side Soft. Ada è la nuova sviluppatrice junior che abbiamo selezionato per implementare il gruppo di lavoro dedicato al settore fidi di un primario istituto bancario. Di Ada ci hanno colpito fin da subito non solo la preparazione, ma anche il self control e un’estrema precisione in fase operativa, qualità strategiche in un ambito complesso e delicato come l’Application Maintenance che richiede, in questo caso, abilità specifiche nella gestione delle procedure per le pratiche elettroniche di fido.

    Ma in Side Soft gli ambiti di applicazione dell’Application Management sono molteplici e riguardano:
    • il presidio applicativo delle procedure
    • il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche e/o rilevanti
    • la manutenzione correttiva (attività di bug fixing / modifica software)
    • la manutenzione adeguativa (installazione dei pacchetti software, attività di rilascio applicativo nei vari ambienti, apertura delle pratiche di rilascio in produzione, predisposizione della documentazione di progetto)
    • il servizio di help desk tecnico per il personale IT
    • la gestione delle prove periodiche disaster recovery.

    Attualmente Side Soft eroga il servizio di Application Management garantendo il funzionamento e le richieste evolutive di circa 80 procedure, sia in ambiente mainframe che distribuito: è un ambito nel quale abbiamo maturato una qualificata esperienza e che si sta rivelando strategico nei piani aziendali alla luce di recenti opportunità di business.
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  • Si allarga il team dell’unità Application Maintenance in Side Soft. Ada è la nuova sviluppatrice junior che abbiamo selezionato per implementare il gruppo di lavoro dedicato al settore fidi di un primario istituto bancario. Di Ada ci hanno colpito fin da subito non solo la preparazione, ma anche il self control e un’estrema precisione in fase operativa, qualità strategiche in un ambito complesso e delicato come l’Application Maintenance che richiede, in questo caso, abilità specifiche nella gestione delle procedure per le pratiche elettroniche di fido.

    Ma in Side Soft gli ambiti di applicazione dell’Application Management sono molteplici e riguardano:
    • il presidio applicativo delle procedure
    • il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche e/o rilevanti
    • la manutenzione correttiva (attività di bug fixing / modifica software)
    • la manutenzione adeguativa (installazione dei pacchetti software, attività di rilascio applicativo nei vari ambienti, apertura delle pratiche di rilascio in produzione, predisposizione della documentazione di progetto)
    • il servizio di help desk tecnico per il personale IT
    • la gestione delle prove periodiche disaster recovery.

    Attualmente Side Soft eroga il servizio di Application Management garantendo il funzionamento e le richieste evolutive di circa 80 procedure, sia in ambiente mainframe che distribuito: è un ambito nel quale abbiamo maturato una qualificata esperienza e che si sta rivelando strategico nei piani aziendali alla luce di recenti opportunità di business.
  • Fashion Next: la rivoluzione 4.0 a portata di PMISecondo Business Insider, entro il 2020 saranno in uso nel mondo più di 24 miliardi di dispositivi IoT, acronimo dell’espressione “Internet of Things” (in italiano “internet delle cose”) con la quale si definisce l’insieme dei device connessi a internet, diversi da computer e smartphone. Sono IoT, ad esempio, i modelli più avanzati di automobili, gli elettrodomestici e gli apparecchi per il monitoraggio della salute. Nel dettaglio, le stime prevedono che ogni individuo potrà disporre mediamente di quattro oggetti IoT.

    E in tema IoT, il nostro business focus è concentrato, in questo inizio di 2018, sui wearables - dispositivi indossabili come gli smartwatch, i visori di realtà aumentata o i fitness band - destinati ad ampliare il loro campo di applicazione con una serie di funzionalità che porteranno moltitudini di persone a vestire, letteralmente, la tecnologia.

    Le opportunità che si aprono per il settore manifatturiero sono di portata epocale, al punto che si parla di rivoluzione 4.0. “Siamo pronti a mettere a disposizione delle piccole aziende, che non hanno potuto godere dei vantaggi della delocalizzazione, tutti i benefici dell’automazione IoT – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft –. I modelli di sviluppo che abbiamo elaborato già mettono le piccole e medie imprese nelle condizioni di interagire con il mercato globale, pur mantenendo la flessibilità e l’autonomia tipica delle pmi italiane, che si caratterizzano per un prezioso radicamento locale, e per uno stile e una creatività senza eguali nel mondo”.

    Applicato al settore moda, il modello elaborato da Side Soft prende il nome di Fashion Next e si prefigge tre principali obiettivi:
    •    portare gli strumenti tipici della rivoluzione 4.0 anche nelle piccole e piccolissime realtà artigianali, allo scopo di dotare le aziende di un vero e proprio sistema nervoso digitale
    •    costruire infrastrutture di collaboration che permettano interscambi in tempo reale tra azienda, fornitori e clienti, dai programmi di CAD per il disegno di figurini e modelli passando per l’innovazione dei classici ERP
    •    implementare l’utilizzo dell’e-commerce, che offre la possibilità a qualsiasi azienda, di ogni natura e dimensione, di vendere world-wide.
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  • Secondo Business Insider, entro il 2020 saranno in uso nel mondo più di 24 miliardi di dispositivi IoT, acronimo dell’espressione “Internet of Things” (in italiano “internet delle cose”) con la quale si definisce l’insieme dei device connessi a internet, diversi da computer e smartphone. Sono IoT, ad esempio, i modelli più avanzati di automobili, gli elettrodomestici e gli apparecchi per il monitoraggio della salute. Nel dettaglio, le stime prevedono che ogni individuo potrà disporre mediamente di quattro oggetti IoT.

    E in tema IoT, il nostro business focus è concentrato, in questo inizio di 2018, sui wearables - dispositivi indossabili come gli smartwatch, i visori di realtà aumentata o i fitness band - destinati ad ampliare il loro campo di applicazione con una serie di funzionalità che porteranno moltitudini di persone a vestire, letteralmente, la tecnologia.

    Le opportunità che si aprono per il settore manifatturiero sono di portata epocale, al punto che si parla di rivoluzione 4.0. “Siamo pronti a mettere a disposizione delle piccole aziende, che non hanno potuto godere dei vantaggi della delocalizzazione, tutti i benefici dell’automazione IoT – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft –. I modelli di sviluppo che abbiamo elaborato già mettono le piccole e medie imprese nelle condizioni di interagire con il mercato globale, pur mantenendo la flessibilità e l’autonomia tipica delle pmi italiane, che si caratterizzano per un prezioso radicamento locale, e per uno stile e una creatività senza eguali nel mondo”.

    Applicato al settore moda, il modello elaborato da Side Soft prende il nome di Fashion Next e si prefigge tre principali obiettivi:
    •    portare gli strumenti tipici della rivoluzione 4.0 anche nelle piccole e piccolissime realtà artigianali, allo scopo di dotare le aziende di un vero e proprio sistema nervoso digitale
    •    costruire infrastrutture di collaboration che permettano interscambi in tempo reale tra azienda, fornitori e clienti, dai programmi di CAD per il disegno di figurini e modelli passando per l’innovazione dei classici ERP
    •    implementare l’utilizzo dell’e-commerce, che offre la possibilità a qualsiasi azienda, di ogni natura e dimensione, di vendere world-wide.
  • Assumiamo, persone sveglieCerchiamo sviluppatori alla prima esperienza o con media esperienza (1-3 anni) da inserire in Side Soft, azienda specializzata in progettazione software, system integration, application management e reverse engineering.
     
    Offriamo:
    · contratto di tirocinio retribuito o di assunzione in base al profilo
    · compenso commisurato all'esperienza
    · formazione, conferenze ed eventi
     
    Inviaci il tuo curriculum vitae all’indirizzo jobs@sidesoft.it solo se:
    · il tuo CV va subito al sodo e non supera le 2 pagine
    · sei curioso/a, collaborativo/a, sempre pronto/a a metterti in gioco e raccogliere le sfide
    · hai spirito pratico ma non trascuri il dettaglio
    · non lasci mai insoddisfatto il cliente
    · coltivi passioni al di fuori del lavoro
    · hai voglia di crescere, in un ambiente stimolante
    · hai voglia di metterti alla prova su progetti impegnativi e di alto livello
    · hai esplorato il nostro sito e sei incuriosito dalla nostra attività
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  • Cerchiamo sviluppatori alla prima esperienza o con media esperienza (1-3 anni) da inserire in Side Soft, azienda specializzata in progettazione software, system integration, application management e reverse engineering.
     
    Offriamo:
    · contratto di tirocinio retribuito o di assunzione in base al profilo
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    · il tuo CV va subito al sodo e non supera le 2 pagine
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  • Bilanci 2017 e obiettivi 2018Per Side Soft il 2017 è stato un anno di importante crescita, sia dal punto del vista degli obiettivi di business che del know how. La società è diventata un gruppo, grazie all’acquisizione di MCA Software, storica azienda carpigiana con un parco clienti di 200 imprese operanti nel settore manifatturiero, moda e servizi. L’ingresso nel portfolio clienti di RGI S.P.A ha inoltre introdotto nel settore assicurativo l’azienda specializzata in servizi di consulenza informatica, mentre l’accreditamento come Silver Partner di ITA-STQB ha rinsaldato il suo posizionamento tra le imprese leader per competenze avanzate e certificate nell’ambito del Software Testing. Sullo sfondo, l’esigenza di garantire la clientela – composta prevalentemente da banche e aziende dei settori fashion & luxury, medical ed automation – contro il rischio di attacchi informatici, fenomeno sempre più frequente a livello globale e che provoca ingenti danni operativi ed economici.

    Tra le sfide più stimolanti e impegnative concluse con successo durante l’anno, il processo di migrazione tecnologica che il team Side Soft ha contribuito a realizzare nell’ambito di un complesso intervento di aggiornamento informatico commissionato da Credito Emiliano. L’obiettivo tecnologico era quello di migrare la procedura di BPM, sviluppata internamente in Credem, su piattaforma Microsoft SharePoint, con passaggio dalla versione 2007 alla versione 2013. Il team Sidesoft è stato coinvolto in numerosi passaggi, collaborando direttamente con i colleghi di Microsoft nelle operazioni tecniche di migrazione del codice, e conducendo e coordinando le attività di testing post migrazione. All’intervento ha lavorato un gruppo composto da una decina di professionisti selezionati che, forti di specifiche competenze tecniche e aziendali, hanno sviluppato e ottimizzato le procedure. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, sia in termini di efficacia delle soluzioni adottate, che di timing concordato con il cliente.

    L’operazione di mascheratura dei dati negli ambienti evolutivi – eseguita sempre per Credem – è stata invece trattata come case study in una conferenza tematica nella sede di Micro Focus.  Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti, anche in virtù dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679) che, a partire da maggio 2018, obbligherà le aziende di qualsiasi dimensione e comparto ad adottare un sistema di processi finalizzati a rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea.

    “L'anno appena terminato è stato ricco di impegni e di soddisfazioni – spiega Davide Costa, presidente Side Soft – e abbiamo ben chiari gli obiettivi del 2018”. Tra le priorità del nuovo anno spiccano l’ampliamento degli stakeholders grazie all’acquisizione di nuovi clienti in ambito bancario e assicurativo, l’avanzamento del piano di diversificazione in ambito fashion – al fianco di MCA - grazie anche a un accordo commerciale stipulato con un player nazionale in ambito ICT per le PMI del settore, lo sviluppo di forniture di servizi e software in ambito IOT e Industria 4.0 mediante un accordo di partnership con un’azienda italiana leader di mercato.
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  • Per Side Soft il 2017 è stato un anno di importante crescita, sia dal punto del vista degli obiettivi di business che del know how. La società è diventata un gruppo, grazie all’acquisizione di MCA Software, storica azienda carpigiana con un parco clienti di 200 imprese operanti nel settore manifatturiero, moda e servizi. L’ingresso nel portfolio clienti di RGI S.P.A ha inoltre introdotto nel settore assicurativo l’azienda specializzata in servizi di consulenza informatica, mentre l’accreditamento come Silver Partner di ITA-STQB ha rinsaldato il suo posizionamento tra le imprese leader per competenze avanzate e certificate nell’ambito del Software Testing. Sullo sfondo, l’esigenza di garantire la clientela – composta prevalentemente da banche e aziende dei settori fashion & luxury, medical ed automation – contro il rischio di attacchi informatici, fenomeno sempre più frequente a livello globale e che provoca ingenti danni operativi ed economici.

    Tra le sfide più stimolanti e impegnative concluse con successo durante l’anno, il processo di migrazione tecnologica che il team Side Soft ha contribuito a realizzare nell’ambito di un complesso intervento di aggiornamento informatico commissionato da Credito Emiliano. L’obiettivo tecnologico era quello di migrare la procedura di BPM, sviluppata internamente in Credem, su piattaforma Microsoft SharePoint, con passaggio dalla versione 2007 alla versione 2013. Il team Sidesoft è stato coinvolto in numerosi passaggi, collaborando direttamente con i colleghi di Microsoft nelle operazioni tecniche di migrazione del codice, e conducendo e coordinando le attività di testing post migrazione. All’intervento ha lavorato un gruppo composto da una decina di professionisti selezionati che, forti di specifiche competenze tecniche e aziendali, hanno sviluppato e ottimizzato le procedure. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, sia in termini di efficacia delle soluzioni adottate, che di timing concordato con il cliente.

    L’operazione di mascheratura dei dati negli ambienti evolutivi – eseguita sempre per Credem – è stata invece trattata come case study in una conferenza tematica nella sede di Micro Focus.  Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti, anche in virtù dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679) che, a partire da maggio 2018, obbligherà le aziende di qualsiasi dimensione e comparto ad adottare un sistema di processi finalizzati a rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea.

    “L'anno appena terminato è stato ricco di impegni e di soddisfazioni – spiega Davide Costa, presidente Side Soft – e abbiamo ben chiari gli obiettivi del 2018”. Tra le priorità del nuovo anno spiccano l’ampliamento degli stakeholders grazie all’acquisizione di nuovi clienti in ambito bancario e assicurativo, l’avanzamento del piano di diversificazione in ambito fashion – al fianco di MCA - grazie anche a un accordo commerciale stipulato con un player nazionale in ambito ICT per le PMI del settore, lo sviluppo di forniture di servizi e software in ambito IOT e Industria 4.0 mediante un accordo di partnership con un’azienda italiana leader di mercato.
  • Migrazione tecnologica: CredemIl progetto di migrazione tecnologica che abbiamo realizzato per Credem è stato oggetto di una conferenza tematica nella sede di Micro Focus. Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti, anche in virtù dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679) che, a partire da maggio 2018, obbligherà le aziende di qualsiasi dimensione e comparto ad adottare un sistema di processi finalizzati a rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea, infliggendo pesanti sanzioni in caso di trasgressione.
     
    I punti di forza del case study sono legati alle risultanze delle fasi di progetto, finalizzate a popolare l’ambiente di collaudo utilizzando il mascheramento dei dati, con la possibilità di attuarne una riduzione. Nel dettaglio, sono state oggetto di migrazione 83 procedure, così articolate:

        •    2345 tabelle DB2, contenenti oltre 10 mld di records, per un dimensionamento di 3 terabyte;
        •    34 archivi DL/I, suddivisi in 120 segmenti, per un totale di oltre 130 mln di records, per un dimensionamento di 18 gigabyte;
        •    194 File Sequenziali, contenenti oltre 190 mln di records, per un dimensionamento di 63 gigabyte

    Contestualmente alla migrazione in ambiente di collaudo, abbiamo elaborato le 83 procedure con processi di riduzione che hanno permesso di ottenere i seguenti risultati:

        •    -90% delle dimensioni delle tabelle DB2 rispetto all’ambiente di produzione;
        •    -35% delle dimensioni degli archivi DL/I;
        •    -70% dello spazio allocato per i files sequenziali

    “È stato stimolante per noi presentare il nostro lavoro a una platea così profilata – spiega Daniele Pedrelli, General Data Protection Officer in Side Soft – abbiamo avuto la possibilità di illustrare le fasi e i risultati di un intervento complesso ma estremamente performante e migliorativo dei processi di mascheramento dei dati”.
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  • Il progetto di migrazione tecnologica che abbiamo realizzato per Credem è stato oggetto di una conferenza tematica nella sede di Micro Focus. Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti, anche in virtù dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679) che, a partire da maggio 2018, obbligherà le aziende di qualsiasi dimensione e comparto ad adottare un sistema di processi finalizzati a rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea, infliggendo pesanti sanzioni in caso di trasgressione.
     
    I punti di forza del case study sono legati alle risultanze delle fasi di progetto, finalizzate a popolare l’ambiente di collaudo utilizzando il mascheramento dei dati, con la possibilità di attuarne una riduzione. Nel dettaglio, sono state oggetto di migrazione 83 procedure, così articolate:

        •    2345 tabelle DB2, contenenti oltre 10 mld di records, per un dimensionamento di 3 terabyte;
        •    34 archivi DL/I, suddivisi in 120 segmenti, per un totale di oltre 130 mln di records, per un dimensionamento di 18 gigabyte;
        •    194 File Sequenziali, contenenti oltre 190 mln di records, per un dimensionamento di 63 gigabyte

    Contestualmente alla migrazione in ambiente di collaudo, abbiamo elaborato le 83 procedure con processi di riduzione che hanno permesso di ottenere i seguenti risultati:

        •    -90% delle dimensioni delle tabelle DB2 rispetto all’ambiente di produzione;
        •    -35% delle dimensioni degli archivi DL/I;
        •    -70% dello spazio allocato per i files sequenziali

    “È stato stimolante per noi presentare il nostro lavoro a una platea così profilata – spiega Daniele Pedrelli, General Data Protection Officer in Side Soft – abbiamo avuto la possibilità di illustrare le fasi e i risultati di un intervento complesso ma estremamente performante e migliorativo dei processi di mascheramento dei dati”.
  • In Side Soft si parla CobolNonostante sia uno dei linguaggi più datati, Cobol è ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale. Acronimo di "Common Business Oriented Language", Cobol fu creato nel 1959 da un gruppo di programmatori della "Conference on Data Systems Languages" su richiesta del Dipartimento americano della Difesa, che aveva commissionato lo sviluppo di un linguaggio in grado di automatizzare alcune funzioni business. Nel 1968, l’American National Standards Institute rilasciò una versione standardizzata, conosciuta come ANS-COBOL (American National Standard COBOL).

    Si tratta di un linguaggio solido e affidabile, che si basa su agevoli funzioni batch-processing: un codice Cobol è tradizionalmente caratterizzato da nomi lunghi e variabili, scritti a lettere maiuscole. Gli esperti stimano che oltre 250 miliardi di codici Cobol siano attualmente in uso nel mondo, e che 15 miliardi vengono aggiunti ogni anno. Istituti finanziari e organizzazioni business utilizzano Cobol quotidianamente all’interno di programmi che contengono dati sensibili come informazioni bancarie, dati economici e sanitari, numeri di sicurezza: la prospettiva di sostituirli appare impraticabile e insostenibile. 

    Tuttavia, la longevità di Cobol si scontra con il gap generazionale tra l'"anzianità" dei depositari del linguaggio e le nuove generazioni di programmatori, che lo considerano un tabù. Nonostante le mode e i cliché, in SideSoft abbiamo continuato a investire sullo sviluppo del linguaggio Cobol e sulla formazione dei nostri più giovani programmatori. Lo stesso stanno facendo IBM and Micro Focus, che hanno studiato progetti specifici per promuovere la conoscenza di Cobol tra le nuove generazioni.
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  • Nonostante sia uno dei linguaggi più datati, Cobol è ancora oggi alla base del 70-80% delle transazioni business a livello mondiale. Acronimo di "Common Business Oriented Language", Cobol fu creato nel 1959 da un gruppo di programmatori della "Conference on Data Systems Languages" su richiesta del Dipartimento americano della Difesa, che aveva commissionato lo sviluppo di un linguaggio in grado di automatizzare alcune funzioni business. Nel 1968, l’American National Standards Institute rilasciò una versione standardizzata, conosciuta come ANS-COBOL (American National Standard COBOL).

    Si tratta di un linguaggio solido e affidabile, che si basa su agevoli funzioni batch-processing: un codice Cobol è tradizionalmente caratterizzato da nomi lunghi e variabili, scritti a lettere maiuscole. Gli esperti stimano che oltre 250 miliardi di codici Cobol siano attualmente in uso nel mondo, e che 15 miliardi vengono aggiunti ogni anno. Istituti finanziari e organizzazioni business utilizzano Cobol quotidianamente all’interno di programmi che contengono dati sensibili come informazioni bancarie, dati economici e sanitari, numeri di sicurezza: la prospettiva di sostituirli appare impraticabile e insostenibile. 

    Tuttavia, la longevità di Cobol si scontra con il gap generazionale tra l'"anzianità" dei depositari del linguaggio e le nuove generazioni di programmatori, che lo considerano un tabù. Nonostante le mode e i cliché, in SideSoft abbiamo continuato a investire sullo sviluppo del linguaggio Cobol e sulla formazione dei nostri più giovani programmatori. Lo stesso stanno facendo IBM and Micro Focus, che hanno studiato progetti specifici per promuovere la conoscenza di Cobol tra le nuove generazioni.
  • Side Soft Data Protection Officer (DPO)Sidesoft si prepara ad affrontare i prossimi obblighi comunitari in tema di gestione dei dati aziendali e a mettere il proprio know how a disposizione di grandi aziende e Pmi. Il 25 maggio 2018, in tutti i paesi dell’Unione Europea, entrerà infatti in vigore il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679), testo che obbliga le aziende di qualsiasi dimensione ad adottare un nuovo sistema di processi finalizzati a rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea, infliggendo pesanti sanzioni amministrative in caso di trasgressione.

    Un passaggio per certi versi rivoluzionario, che comporterà la riscrittura di processi consolidati, l'adeguamento di sistemi informatici comunemente in uso e l'aggiornamento delle risorse umane, che dovranno prevedere l’inserimento di una nuova figura professionale: il DPO  (Data Protection Officer).
    Con la partecipazione al corso OverNet Education Data Protection Officer, Side Soft ha già avviato il percorso formativo del proprio organico per poter offrire un livello avanzato di consulenza ai propri clienti.

    “La normativa GDPR sarà una vera rivoluzione per le aziende che, per implementare correttamente quanto prescritto dal regolamento, avranno bisogno del supporto di professionisti adeguatamente preparati – commenta Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft, che ha partecipato al corso -. Il DPO dovrà avere competenze giuridiche, informatiche, di risk management e di analisi dei processi. La sua responsabilità principale sarà quella di osservare, valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali all’interno dell’azienda, affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali.”
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  • Sidesoft si prepara ad affrontare i prossimi obblighi comunitari in tema di gestione dei dati aziendali e a mettere il proprio know how a disposizione di grandi aziende e Pmi. Il 25 maggio 2018, in tutti i paesi dell’Unione Europea, entrerà infatti in vigore il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679), testo che obbliga le aziende di qualsiasi dimensione ad adottare un nuovo sistema di processi finalizzati a rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea, infliggendo pesanti sanzioni amministrative in caso di trasgressione.

    Un passaggio per certi versi rivoluzionario, che comporterà la riscrittura di processi consolidati, l'adeguamento di sistemi informatici comunemente in uso e l'aggiornamento delle risorse umane, che dovranno prevedere l’inserimento di una nuova figura professionale: il DPO  (Data Protection Officer).
    Con la partecipazione al corso OverNet Education Data Protection Officer, Side Soft ha già avviato il percorso formativo del proprio organico per poter offrire un livello avanzato di consulenza ai propri clienti.

    “La normativa GDPR sarà una vera rivoluzione per le aziende che, per implementare correttamente quanto prescritto dal regolamento, avranno bisogno del supporto di professionisti adeguatamente preparati – commenta Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft, che ha partecipato al corso -. Il DPO dovrà avere competenze giuridiche, informatiche, di risk management e di analisi dei processi. La sua responsabilità principale sarà quella di osservare, valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali all’interno dell’azienda, affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali.”
  • Side Soft acquisisce MCA SoftwareSide Soft cresce ancora. È recente, da parte del gruppo specializzato in servizi di consulenza informatica, l’acquisizione al 100% di MCA Software, storica azienda carpigiana presente sul mercato dal 1980. Prevalentemente orientata al servizio della piccola e media impresa, MCA ha un parco clienti di 200 imprese operanti nel settore manifatturiero, moda e servizi, per le quali ha sviluppato un software gestionale realizzato nella versione generalista.

    “Per noi si tratta di un ritorno alle origini – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - la nostra storia nasce infatti nel mondo fashion”. Scopo dell’operazione è quello di diversificare i settori di attività del gruppo Side Soft, attraverso la valorizzazione del comparto manifatturiero. Sulla scia dei processi di ripensamento dei cicli produttivi richiamati nel piano nazionale “Industria 4.0”, l’operazione si prefigge dunque di incrementare significativamente il volume d’affari di MCA, in un orizzonte temporale di 2-3 anni.

    “Sfruttando le conoscenze e le capacità di gestione che abbiamo acquisito su progettazioni di ampia scala – aggiunge Pasqualini – siamo orientati a sviluppare nuove partnership con altre società di servizi informatici, per implementare e diversificare il nostro catalogo prodotti”.
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  • Side Soft cresce ancora. È recente, da parte del gruppo specializzato in servizi di consulenza informatica, l’acquisizione al 100% di MCA Software, storica azienda carpigiana presente sul mercato dal 1980. Prevalentemente orientata al servizio della piccola e media impresa, MCA ha un parco clienti di 200 imprese operanti nel settore manifatturiero, moda e servizi, per le quali ha sviluppato un software gestionale realizzato nella versione generalista.

    “Per noi si tratta di un ritorno alle origini – spiega Roberto Pasqualini, vice presidente Side Soft - la nostra storia nasce infatti nel mondo fashion”. Scopo dell’operazione è quello di diversificare i settori di attività del gruppo Side Soft, attraverso la valorizzazione del comparto manifatturiero. Sulla scia dei processi di ripensamento dei cicli produttivi richiamati nel piano nazionale “Industria 4.0”, l’operazione si prefigge dunque di incrementare significativamente il volume d’affari di MCA, in un orizzonte temporale di 2-3 anni.

    “Sfruttando le conoscenze e le capacità di gestione che abbiamo acquisito su progettazioni di ampia scala – aggiunge Pasqualini – siamo orientati a sviluppare nuove partnership con altre società di servizi informatici, per implementare e diversificare il nostro catalogo prodotti”.
  • Migrazione tecnologica per CredemÈ stato completato con successo il progetto di migrazione tecnologica che Sidesoft ha contribuito a realizzare nell’ambito di un complesso intervento di aggiornamento informatico commissionato da Credito Emiliano. L’obiettivo tecnologico era quello di migrare la procedura di BPM, sviluppata internamente in Credem, su piattaforma Microsoft SharePoint, con passaggio dalla versione 2007 alla versione 2013.

    Il team Sidesoft è stato coinvolto in numerosi passaggi, collaborando direttamente con i colleghi di Microsoft nelle operazioni tecniche di migrazione del codice, e conducendo e coordinando le attività di testing post migrazione. All’intervento ha lavorato un gruppo composto da una decina di professionisti selezionati che, forti di specifiche competenze tecniche e aziendali, hanno sviluppato e ottimizzato le procedure. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, sia in termini di efficacia delle soluzioni adottate, che di timing concordato con il cliente.

    Roberto Pasqualini, vice-presidente Sidesoft: “Siamo molto orgogliosi per aver contribuito in maniera importante al successo di un progetto che consideriamo un’importante tappa in un cammino di crescita costante, volta a offrire servizi sempre più completi e integrati ai nostri clienti. L’attività svolta per Credem rappresenta da un lato un prezioso bagaglio di esperienza, dall’altro un lusinghiero traguardo nel percorso di miglioramento di qualità del software, che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi e che ci ha già portato ad ottenere il riconoscimento di silver partner da parte di ITA-ISTQB”.

    Andrea Calvi, responsabile di sistema Credem: “L’approccio di tipo test factory è stato utilizzato nell'ambito di un progetto di migrazione tecnologica che, oltre l'intrinseca complessità, ha anche accolto le contestuali attività di change richieste dalla riorganizzazione interna di Credem, mantenendo comunque invariate le tempistiche di consegna ed il generale livello di qualità dei deliverable. Questa esperienza getta le fondamenta per future collaborazioni che richiedono competenza e qualità nell'industrializzazione dei test.”

    Simone Bottazzi, responsabile del team di test factory: "Lavorare ad un progetto così importante ci ha dato la possibilità di crescere insieme e di elaborare soluzioni innovative, costruite su misura rispetto ai bisogni particolari di un committente con caratteristiche di elevata complessità. A tal proposito mi sento di esprimere un sincero ringraziamento a tutto il team per la dedizione, la pazienza e la perseveranza dimostrate per il raggiungimento del comune obiettivo.”
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  • È stato completato con successo il progetto di migrazione tecnologica che Sidesoft ha contribuito a realizzare nell’ambito di un complesso intervento di aggiornamento informatico commissionato da Credito Emiliano. L’obiettivo tecnologico era quello di migrare la procedura di BPM, sviluppata internamente in Credem, su piattaforma Microsoft SharePoint, con passaggio dalla versione 2007 alla versione 2013.

    Il team Sidesoft è stato coinvolto in numerosi passaggi, collaborando direttamente con i colleghi di Microsoft nelle operazioni tecniche di migrazione del codice, e conducendo e coordinando le attività di testing post migrazione. All’intervento ha lavorato un gruppo composto da una decina di professionisti selezionati che, forti di specifiche competenze tecniche e aziendali, hanno sviluppato e ottimizzato le procedure. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, sia in termini di efficacia delle soluzioni adottate, che di timing concordato con il cliente.

    Roberto Pasqualini, vice-presidente Sidesoft: “Siamo molto orgogliosi per aver contribuito in maniera importante al successo di un progetto che consideriamo un’importante tappa in un cammino di crescita costante, volta a offrire servizi sempre più completi e integrati ai nostri clienti. L’attività svolta per Credem rappresenta da un lato un prezioso bagaglio di esperienza, dall’altro un lusinghiero traguardo nel percorso di miglioramento di qualità del software, che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi e che ci ha già portato ad ottenere il riconoscimento di silver partner da parte di ITA-ISTQB”.

    Andrea Calvi, responsabile di sistema Credem: “L’approccio di tipo test factory è stato utilizzato nell'ambito di un progetto di migrazione tecnologica che, oltre l'intrinseca complessità, ha anche accolto le contestuali attività di change richieste dalla riorganizzazione interna di Credem, mantenendo comunque invariate le tempistiche di consegna ed il generale livello di qualità dei deliverable. Questa esperienza getta le fondamenta per future collaborazioni che richiedono competenza e qualità nell'industrializzazione dei test.”

    Simone Bottazzi, responsabile del team di test factory: "Lavorare ad un progetto così importante ci ha dato la possibilità di crescere insieme e di elaborare soluzioni innovative, costruite su misura rispetto ai bisogni particolari di un committente con caratteristiche di elevata complessità. A tal proposito mi sento di esprimere un sincero ringraziamento a tutto il team per la dedizione, la pazienza e la perseveranza dimostrate per il raggiungimento del comune obiettivo.”
  • Sidesoft partner Silver ISTQB®Grazie al percorso di formazione avanzata intrapreso da un team di collaboratori, Sidesoft è stata ammessa all’ISTQB® Partner Program, il programma di partnership creato da ISTQB® (International Software Testing Qualifications Board) per riconoscere e sostenere le organizzazioni che investono nello schema di certificazione ISTQB®. L’azienda di soluzioni informatiche, con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma, accede al programma di partnership con la qualifica Silver.

    Si tratta di un ulteriore avanzamento nel percorso che il management ha promosso per la certificazione di competenze avanzate nell’ambito del Software Testing. Sullo sfondo, l’esigenza di garantire i clienti – banche e aziende dei settori fashion & luxury, medical ed automation – contro il rischio di attacchi informatici, fenomeno sempre più frequente a livello globale e che provoca danni operativi - ed economici - di ingente portata. Solo perfezionando con testing rigorosi la qualità dei sistemi software, prima che vengano rilasciati per il loro utilizzo operativo, è possibile incrementare i livelli di cybersecurity aziendale.

    Sidesoft opera grazie a una struttura di oltre cinquanta professionisti specializzati in progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering e business process management. L’investimento annuale in ricerca e sviluppo è pari al 15% del fatturato, per tenere il passo e – quando possibile – anticipare le richieste di un settore, quello dell’ICT, in vorticosa evoluzione.
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  • Grazie al percorso di formazione avanzata intrapreso da un team di collaboratori, Sidesoft è stata ammessa all’ISTQB® Partner Program, il programma di partnership creato da ISTQB® (International Software Testing Qualifications Board) per riconoscere e sostenere le organizzazioni che investono nello schema di certificazione ISTQB®. L’azienda di soluzioni informatiche, con sedi a Carpi, Reggio Emilia e Parma, accede al programma di partnership con la qualifica Silver.

    Si tratta di un ulteriore avanzamento nel percorso che il management ha promosso per la certificazione di competenze avanzate nell’ambito del Software Testing. Sullo sfondo, l’esigenza di garantire i clienti – banche e aziende dei settori fashion & luxury, medical ed automation – contro il rischio di attacchi informatici, fenomeno sempre più frequente a livello globale e che provoca danni operativi - ed economici - di ingente portata. Solo perfezionando con testing rigorosi la qualità dei sistemi software, prima che vengano rilasciati per il loro utilizzo operativo, è possibile incrementare i livelli di cybersecurity aziendale.

    Sidesoft opera grazie a una struttura di oltre cinquanta professionisti specializzati in progettazione del software, system integration, testing & quality assurance, application management, reverse engineering e business process management. L’investimento annuale in ricerca e sviluppo è pari al 15% del fatturato, per tenere il passo e – quando possibile – anticipare le richieste di un settore, quello dell’ICT, in vorticosa evoluzione.
  • Cerchiamo Programmatore JuniorCerchiamo una figura di programmatore/programmatrice junior, anche senza esperienza, da inserire nel team di sviluppo. Sarà nostra cura formare il neoassunto sull'utilizzo dell'ambiente IBM Mainframe, in particolare del sistema operativo MVS/TSO, del linguaggio COBOL e del database DB2.

    Requisiti di base: diploma o laurea in materie tecnico-scientifiche, conoscenza delle logiche di programmazione ed interesse per il mondo informatico. Costituisce titolo preferenziale la conoscenza della lingua inglese e del linguaggio SQL. Cerchiamo una persona che abbia voglia di investire su se stessa per intraprendere un percorso formativo professionale di media/lunga durata, disponibilità a trasferte e flessibilità di orario.

    Offerta: tirocinio iniziale retribuito con successiva possibilità di trasformazione in contratto di apprendistato a tempo indeterminato.

    Sede di lavoro: Reggio Emilia.

    Le candidature dovranno essere inviate a jobs@sidesoft.it.
     
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  • Cerchiamo una figura di programmatore/programmatrice junior, anche senza esperienza, da inserire nel team di sviluppo. Sarà nostra cura formare il neoassunto sull'utilizzo dell'ambiente IBM Mainframe, in particolare del sistema operativo MVS/TSO, del linguaggio COBOL e del database DB2.

    Requisiti di base: diploma o laurea in materie tecnico-scientifiche, conoscenza delle logiche di programmazione ed interesse per il mondo informatico. Costituisce titolo preferenziale la conoscenza della lingua inglese e del linguaggio SQL. Cerchiamo una persona che abbia voglia di investire su se stessa per intraprendere un percorso formativo professionale di media/lunga durata, disponibilità a trasferte e flessibilità di orario.

    Offerta: tirocinio iniziale retribuito con successiva possibilità di trasformazione in contratto di apprendistato a tempo indeterminato.

    Sede di lavoro: Reggio Emilia.

    Le candidature dovranno essere inviate a jobs@sidesoft.it.
     
  • Certificazione ITA-ISTQBSidesoft ha ottenuto la certificazione ITA-ISTQB®, divisione italiana di ISTQB®, la più grande organizzazione internazionale che opera nell'ambito della certificazione delle competenze in ambito Software Testing. Un gruppo di collaboratori del team Sidesoft ha ultimato il percorso formativo promosso dall'azienda, nell'ambito di un piano strategico finalizzato ad ottenere lo status di partner accreditato a livello Silver presso ISTQ®.

    Gli ultimi avvenimenti in tema di cybersecurity hanno evidenziato la portata dei danni causati dalla pirateria informatica, quando intercetta falle in sistemi non adeguatamente testati. "La necessità di adottare tecniche e metodologie standard e rigorose nel testing dei software, applicati non solo nel business ma anche in strumenti di uso quotidiano" spiega il presidente di Sidesoft Davide Costa "sta diventando un’esigenza primaria per chi realizza, vende e gestisce sistemi informatici".

    Solo un rigoroso testing può infatti ridurre il rischio di problemi di funzionamento contribuendo alla qualità del sistema software, prima che venga rilasciato per il suo utilizzo operativo. "Il nostro obiettivo aziendale" continua Costa "è quello di garantire la sicurezza, intesa anche come incolumità, degli utenti, scongiurando inoltre il rischio di perdite di tempo, di denaro e di credibilità per le aziende e i professionisti".
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  • Sidesoft ha ottenuto la certificazione ITA-ISTQB®, divisione italiana di ISTQB®, la più grande organizzazione internazionale che opera nell'ambito della certificazione delle competenze in ambito Software Testing. Un gruppo di collaboratori del team Sidesoft ha ultimato il percorso formativo promosso dall'azienda, nell'ambito di un piano strategico finalizzato ad ottenere lo status di partner accreditato a livello Silver presso ISTQ®.

    Gli ultimi avvenimenti in tema di cybersecurity hanno evidenziato la portata dei danni causati dalla pirateria informatica, quando intercetta falle in sistemi non adeguatamente testati. "La necessità di adottare tecniche e metodologie standard e rigorose nel testing dei software, applicati non solo nel business ma anche in strumenti di uso quotidiano" spiega il presidente di Sidesoft Davide Costa "sta diventando un’esigenza primaria per chi realizza, vende e gestisce sistemi informatici".

    Solo un rigoroso testing può infatti ridurre il rischio di problemi di funzionamento contribuendo alla qualità del sistema software, prima che venga rilasciato per il suo utilizzo operativo. "Il nostro obiettivo aziendale" continua Costa "è quello di garantire la sicurezza, intesa anche come incolumità, degli utenti, scongiurando inoltre il rischio di perdite di tempo, di denaro e di credibilità per le aziende e i professionisti".
  • Forum ABI Lab 2017
     

    ABI Lab ha organizzato la 13ª edizione del Forum il 21 e 22 marzo 2017 a Milano.

    L’evento, patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, ha portato il mondo bancario, istituzionale, accademico e aziendale in un viaggio nell’ecosistema digitale, un cambiamento sociale, economico, culturale che passa attraverso le tecnologie digitali.

    SIDE SOFT ha partecipato all'evento organizzato da ABI Lab.


     
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    ABI Lab ha organizzato la 13ª edizione del Forum il 21 e 22 marzo 2017 a Milano.

    L’evento, patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, ha portato il mondo bancario, istituzionale, accademico e aziendale in un viaggio nell’ecosistema digitale, un cambiamento sociale, economico, culturale che passa attraverso le tecnologie digitali.

    SIDE SOFT ha partecipato all'evento organizzato da ABI Lab.


     
  • Placement Week con Sidesoft

    Sidesoft ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Università degli Studi di Parma a prendere parte alle Placement Weeks, due settimane di recruitment promosse dal Dipartimento di Economia per favorire l’incontro tra futuri laureati e aziende. Gli studenti erano invitati a individuare le aziende con le quali poter avviare un percorso professionale, inviare il loro curriculum e incontrare i titolari d’impresa per un colloquio dedicato.

    Nel corso del nostro Placement Day, abbiamo incontrato gli studenti del corso di laurea specialistica in Finance e Risk Management attivo presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. “È stato un onore stare dall'altra parte della cattedra” commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Sidesoft “ed è stato un piacere mettere a disposizione la nostra esperienza per aprire la strada a nuovi talenti”. Oltre a Roberto Pasqualini, a condurre i colloqui c’era anche Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Sidesoft.

    Il corso di laurea magistrale in Finanza e Risk Management dell’Università di Parma intende formare esperti nella gestione di prodotti e portafogli finanziari, nell'analisi e gestione dei rischi bancari e finanziari e, più in generale, dei rischi economici d'impresa, nel management di istituzioni finanziarie, nell'analisi e gestione dei rischi assicurativi.
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  • Sidesoft ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Università degli Studi di Parma a prendere parte alle Placement Weeks, due settimane di recruitment promosse dal Dipartimento di Economia per favorire l’incontro tra futuri laureati e aziende. Gli studenti erano invitati a individuare le aziende con le quali poter avviare un percorso professionale, inviare il loro curriculum e incontrare i titolari d’impresa per un colloquio dedicato.

    Nel corso del nostro Placement Day, abbiamo incontrato gli studenti del corso di laurea specialistica in Finance e Risk Management attivo presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. “È stato un onore stare dall'altra parte della cattedra” commenta Roberto Pasqualini, vice presidente Sidesoft “ed è stato un piacere mettere a disposizione la nostra esperienza per aprire la strada a nuovi talenti”. Oltre a Roberto Pasqualini, a condurre i colloqui c’era anche Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Sidesoft.

    Il corso di laurea magistrale in Finanza e Risk Management dell’Università di Parma intende formare esperti nella gestione di prodotti e portafogli finanziari, nell'analisi e gestione dei rischi bancari e finanziari e, più in generale, dei rischi economici d'impresa, nel management di istituzioni finanziarie, nell'analisi e gestione dei rischi assicurativi.
  • Banche: investimenti ICT Uno dei primi punti del manifesto per la Banca Digitale messo a punto da ABI Lab stabilisce che il compito della banca del futuro sia quello di “integrare i paradigmi digitali nel proprio DNA”, perché grazie alle nuove tecnologie è possibile “reinventare il business generando welfare per il cliente”. 
     
    Nel suo ultimo rapporto Scenario e Trend del Mercato ICT per il settore bancario, l’Associazione Bancaria Italiana evidenzia inoltre come il trend di valorizzazione delle tecnologie digitali sia in forte avanzamento nel comparto: per l’esercizio 2017, il 90% delle banche analizzate nel report ha infatti aumentato il budget a disposizione per gli investimenti ICT, con assegnazioni di risorse che, per il 17% dei soggetti di grandi dimensioni contattati, supera il 5%. Il dato diventa ancora più interessante nelle realtà di minori dimensioni, dove il numero di istituti con budget incrementati oltre il 5% rappresenta il 37%.
     
    Alla luce di questi dati, che descrivono le dinamiche di una rivoluzione digitale in grado di modificare radicalmente la fruizione dei servizi bancari, il manifesto puntualizza che non ci sia “opportunità di miglioramento che non valga la pena cogliere”, ma che l’innovazione non possa essere solo questione di nuovi strumenti, processi o modelli di lavoro, bensì “un ripensamento complessivo dell’intero modo di lavorare in banca”. 
     
    Grazie alla lunga e specifica esperienza nell’elaborazione di soluzioni dedicate al settore bancario, il know-how di Sidesoft, affinato nel servizio di Application Management, è in grado di accompagnare questi processi di evoluzione favorendo transizioni su misura. Le attività del servizio riguardano in particolare il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche o rilevanti. Il gruppo di lavoro dedicato all’ambito Application Management conta infatti circa venti addetti con esperienze sia funzionali che tecniche.
     
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  • Uno dei primi punti del manifesto per la Banca Digitale messo a punto da ABI Lab stabilisce che il compito della banca del futuro sia quello di “integrare i paradigmi digitali nel proprio DNA”, perché grazie alle nuove tecnologie è possibile “reinventare il business generando welfare per il cliente”. 
     
    Nel suo ultimo rapporto Scenario e Trend del Mercato ICT per il settore bancario, l’Associazione Bancaria Italiana evidenzia inoltre come il trend di valorizzazione delle tecnologie digitali sia in forte avanzamento nel comparto: per l’esercizio 2017, il 90% delle banche analizzate nel report ha infatti aumentato il budget a disposizione per gli investimenti ICT, con assegnazioni di risorse che, per il 17% dei soggetti di grandi dimensioni contattati, supera il 5%. Il dato diventa ancora più interessante nelle realtà di minori dimensioni, dove il numero di istituti con budget incrementati oltre il 5% rappresenta il 37%.
     
    Alla luce di questi dati, che descrivono le dinamiche di una rivoluzione digitale in grado di modificare radicalmente la fruizione dei servizi bancari, il manifesto puntualizza che non ci sia “opportunità di miglioramento che non valga la pena cogliere”, ma che l’innovazione non possa essere solo questione di nuovi strumenti, processi o modelli di lavoro, bensì “un ripensamento complessivo dell’intero modo di lavorare in banca”. 
     
    Grazie alla lunga e specifica esperienza nell’elaborazione di soluzioni dedicate al settore bancario, il know-how di Sidesoft, affinato nel servizio di Application Management, è in grado di accompagnare questi processi di evoluzione favorendo transizioni su misura. Le attività del servizio riguardano in particolare il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche o rilevanti. Il gruppo di lavoro dedicato all’ambito Application Management conta infatti circa venti addetti con esperienze sia funzionali che tecniche.
     
  • Banche: investimenti ICT Uno dei primi punti del manifesto per la Banca Digitale messo a punto da ABI Lab stabilisce che il compito della banca del futuro sia quello di “integrare i paradigmi digitali nel proprio DNA”, perché grazie alle nuove tecnologie è possibile “reinventare il business generando welfare per il cliente”. 
     
    Nel suo ultimo rapporto Scenario e Trend del Mercato ICT per il settore bancario, l’Associazione Bancaria Italiana evidenzia inoltre come il trend di valorizzazione delle tecnologie digitali sia in forte avanzamento nel comparto: per l’esercizio 2017, il 90% delle banche analizzate nel report ha infatti aumentato il budget a disposizione per gli investimenti ICT, con assegnazioni di risorse che, per il 17% dei soggetti di grandi dimensioni contattati, supera il 5%. Il dato diventa ancora più interessante nelle realtà di minori dimensioni, dove il numero di istituti con budget incrementati oltre il 5% rappresenta il 37%.
     
    Alla luce di questi dati, che descrivono le dinamiche di una rivoluzione digitale in grado di modificare radicalmente la fruizione dei servizi bancari, il manifesto puntualizza che non ci sia “opportunità di miglioramento che non valga la pena cogliere”, ma che l’innovazione non possa essere solo questione di nuovi strumenti, processi o modelli di lavoro, bensì “un ripensamento complessivo dell’intero modo di lavorare in banca”. 
     
    Grazie alla lunga e specifica esperienza nell’elaborazione di soluzioni dedicate al settore bancario, il know-how di Sidesoft, affinato nel servizio di Application Management, è in grado di accompagnare questi processi di evoluzione favorendo transizioni su misura. Le attività del servizio riguardano in particolare il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche o rilevanti. Il gruppo di lavoro dedicato all’ambito Application Management conta infatti circa venti addetti con esperienze sia funzionali che tecniche.
     
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  • Uno dei primi punti del manifesto per la Banca Digitale messo a punto da ABI Lab stabilisce che il compito della banca del futuro sia quello di “integrare i paradigmi digitali nel proprio DNA”, perché grazie alle nuove tecnologie è possibile “reinventare il business generando welfare per il cliente”. 
     
    Nel suo ultimo rapporto Scenario e Trend del Mercato ICT per il settore bancario, l’Associazione Bancaria Italiana evidenzia inoltre come il trend di valorizzazione delle tecnologie digitali sia in forte avanzamento nel comparto: per l’esercizio 2017, il 90% delle banche analizzate nel report ha infatti aumentato il budget a disposizione per gli investimenti ICT, con assegnazioni di risorse che, per il 17% dei soggetti di grandi dimensioni contattati, supera il 5%. Il dato diventa ancora più interessante nelle realtà di minori dimensioni, dove il numero di istituti con budget incrementati oltre il 5% rappresenta il 37%.
     
    Alla luce di questi dati, che descrivono le dinamiche di una rivoluzione digitale in grado di modificare radicalmente la fruizione dei servizi bancari, il manifesto puntualizza che non ci sia “opportunità di miglioramento che non valga la pena cogliere”, ma che l’innovazione non possa essere solo questione di nuovi strumenti, processi o modelli di lavoro, bensì “un ripensamento complessivo dell’intero modo di lavorare in banca”. 
     
    Grazie alla lunga e specifica esperienza nell’elaborazione di soluzioni dedicate al settore bancario, il know-how di Sidesoft, affinato nel servizio di Application Management, è in grado di accompagnare questi processi di evoluzione favorendo transizioni su misura. Le attività del servizio riguardano in particolare il presidio applicativo delle procedure, il servizio di Help Desk funzionale agli utenti e la gestione delle attività periodiche o rilevanti. Il gruppo di lavoro dedicato all’ambito Application Management conta infatti circa venti addetti con esperienze sia funzionali che tecniche.
     
  • Partnership IBMDal 2017 S.i.de.Soft è partner IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM). continua a leggere...
  • Dal 2017 S.i.de.Soft è partner IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM).
  • Side Soft partner IBM e MicrosoftImportanti novità in casa S.I.DE. Soft. Il 2017 è iniziato con la sigla di una prestigiosa partnership con IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM).

    Rinnovata anche la collaborazione con Microsoft Corporation: in agenda, un nuovo programma di iniziative che MS ha riservato agli Indipendent Software Vendor di maggior successo.

    Roberto PasqualiniVice Presidente S.I.DE. Soft: “Rappresenta per noi un grande prestigio e una stimolante sfida collaborare con i maggiori player mondiali del settore informatico per lo sviluppo di nuove soluzioni”.
     
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  • Importanti novità in casa S.I.DE. Soft. Il 2017 è iniziato con la sigla di una prestigiosa partnership con IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM).

    Rinnovata anche la collaborazione con Microsoft Corporation: in agenda, un nuovo programma di iniziative che MS ha riservato agli Indipendent Software Vendor di maggior successo.

    Roberto PasqualiniVice Presidente S.I.DE. Soft: “Rappresenta per noi un grande prestigio e una stimolante sfida collaborare con i maggiori player mondiali del settore informatico per lo sviluppo di nuove soluzioni”.
     
  • Time-to-market e privacy per CredemLa richiesta era quella di accelerare il processo di allineamento dei dati - dalla produzione agli ambienti di prova - ottimizzando le tempistiche e garantendo la privacy dei dati stessi. Per Credito Emiliano (Credem)l’obiettivo era in sostanza quello di migliorare la qualità dei processi di data testing rispettando le severe norme sulla privacy che regolano il mercato italiano. Sullo sfondo, l’esigenza di migliorare le performance e ottenere un time-to-market più rapido delle applicazioni business.

    Il team di Sidesoft si è fatto carico della richiesta ed ha elaborato una soluzione basata sul programma Micro Focus Data Express, che consente la segmentazione e il mascheramento dei dati sensibili, come i codici fiscali, in fase di test. Gli ambienti di verifica vengono infatti impostati in parallelo con l’ambiente di produzione, creando un ambiente di prova replicabile e sicuro, in grado di supportare tutte le attività di controllo. Le verifiche vengono condotte sui data test e i risultati sono controllati attraverso l’analisi dell’impatto sui vari file. Ogni processo di prodotto viene successivamente personalizzato utilizzando API personalizzate e meccanismi di exit routine.

    L’ambiente di test utilizza quindi la stessa qualità di dati dell’ambiente di produzione, rendendo possibile la riproduzione di casi pilota che prima non sarebbe stato possibile certificare. 

    I risultati osservati dal cliente sono lusinghieri: 
    •    riduzione dell’80% dei requisiti di memoria in ambiente di verifica 
    •    miglioramento del 50% delle performance dei processi batch di test
    •    totale conformità della privacy dei dati
    •    incremento della qualità dell’applicazione
    •    riduzione del time-to-market

    Ernesto Centrella, Test Department Manager Credem: “Abbiamo ottenuto risparmi in molti settori: costi di spazio disco, utilizzo MIPS/CPU, un ambiente di produzione più stabile e un più veloce time-to-market per le nostre applicazioni business. Soprattutto, Micro Focus e SI.DE.Soft ci hanno aiutato a minimizzare qualsiasi rischio di non conformità della privacy dei dati.”

    Roberto Pasqualini, Vice Presidente S.I.DE. Soft: “Grazie alla competenza di S.I.DE. Soft in ambito bancario e alla conoscenza dell’ambiente di Credito Emiliano, attraverso il tool di Microfocus abbiamo permesso al nostro cliente di raggiungere l’obiettivo sia in termini normativi che prestazionali. Le skill che abbiamo acquisito nel campo del subsetting e del masquerading hanno qui trovato un’applicazione ottimale.”

    Andrea Bursi, Capo Progetto  S.I.DE. Soft " I requirements del progetto riguardavano il caricamento di una riduzione dell’intera base dati, mantenendo l’integrità referenziale tra le varie tabelle, e il mascheramento dei dati sensibili presenti in essa. In collaborazione con Microfocus, abbiamo colto entrambi gli obiettivi perfezionando i criteri dinamici di riduzione e il mascheramento dei dati, e processando successivamente l’intero snapshot con la componente host del prodotto. Il tutto assecondando le esigenze peculiari di Credem."
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  • La richiesta era quella di accelerare il processo di allineamento dei dati - dalla produzione agli ambienti di prova - ottimizzando le tempistiche e garantendo la privacy dei dati stessi. Per Credito Emiliano (Credem)l’obiettivo era in sostanza quello di migliorare la qualità dei processi di data testing rispettando le severe norme sulla privacy che regolano il mercato italiano. Sullo sfondo, l’esigenza di migliorare le performance e ottenere un time-to-market più rapido delle applicazioni business.

    Il team di Sidesoft si è fatto carico della richiesta ed ha elaborato una soluzione basata sul programma Micro Focus Data Express, che consente la segmentazione e il mascheramento dei dati sensibili, come i codici fiscali, in fase di test. Gli ambienti di verifica vengono infatti impostati in parallelo con l’ambiente di produzione, creando un ambiente di prova replicabile e sicuro, in grado di supportare tutte le attività di controllo. Le verifiche vengono condotte sui data test e i risultati sono controllati attraverso l’analisi dell’impatto sui vari file. Ogni processo di prodotto viene successivamente personalizzato utilizzando API personalizzate e meccanismi di exit routine.

    L’ambiente di test utilizza quindi la stessa qualità di dati dell’ambiente di produzione, rendendo possibile la riproduzione di casi pilota che prima non sarebbe stato possibile certificare. 

    I risultati osservati dal cliente sono lusinghieri: 
    •    riduzione dell’80% dei requisiti di memoria in ambiente di verifica 
    •    miglioramento del 50% delle performance dei processi batch di test
    •    totale conformità della privacy dei dati
    •    incremento della qualità dell’applicazione
    •    riduzione del time-to-market

    Ernesto Centrella, Test Department Manager Credem: “Abbiamo ottenuto risparmi in molti settori: costi di spazio disco, utilizzo MIPS/CPU, un ambiente di produzione più stabile e un più veloce time-to-market per le nostre applicazioni business. Soprattutto, Micro Focus e SI.DE.Soft ci hanno aiutato a minimizzare qualsiasi rischio di non conformità della privacy dei dati.”

    Roberto Pasqualini, Vice Presidente S.I.DE. Soft: “Grazie alla competenza di S.I.DE. Soft in ambito bancario e alla conoscenza dell’ambiente di Credito Emiliano, attraverso il tool di Microfocus abbiamo permesso al nostro cliente di raggiungere l’obiettivo sia in termini normativi che prestazionali. Le skill che abbiamo acquisito nel campo del subsetting e del masquerading hanno qui trovato un’applicazione ottimale.”

    Andrea Bursi, Capo Progetto  S.I.DE. Soft " I requirements del progetto riguardavano il caricamento di una riduzione dell’intera base dati, mantenendo l’integrità referenziale tra le varie tabelle, e il mascheramento dei dati sensibili presenti in essa. In collaborazione con Microfocus, abbiamo colto entrambi gli obiettivi perfezionando i criteri dinamici di riduzione e il mascheramento dei dati, e processando successivamente l’intero snapshot con la componente host del prodotto. Il tutto assecondando le esigenze peculiari di Credem."
  • NewsDal 2017 S.i.de.Soft è partner IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM). continua a leggere...
  • Dal 2017 S.i.de.Soft è partner IBM. L’accordo con l’International Business Machines Corporation prevede la possibilità, per il nostro team di progettazione, di utilizzare i software IBM per finalità di sviluppo e per test e simulazioni. In particolare, l’obiettivo dei primi mesi del 2017 riguarda l’implementazione, per un primario istituto bancario italiano, di un processo di web selling su piattaforma Business Process Manager (BPM).