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RPA e i benefici nelle certificazioni ABI/REV (Case History)

/ RPA e i benefici nelle certificazioni ABI/REV (Case History)

 
In ambito bancario, la produzione di certificazioni ABI/REV è particolarmente richiesta nei primi mesi dell’anno e comporta una forte manualità da parte degli utenti, chiamati a gestire un’operatività molto ampia.
 
 
In ambito bancario, la produzione di certificazioni ABI/REV è particolarmente richiesta nei primi mesi dell’anno e comporta una forte manualità da parte degli utenti, chiamati a gestire un’operatività molto ampia, rapportata alla mole di dati da processare.

L’utente deve, ad esempio, analizzare le richieste in ingresso, eseguire la manutenzione anagrafica delle società di revisione, curare gli inserimenti nelle procedure dedicate, monitorare la documentazione di prodotto al fine di concludere con successo l’iter di certificazione. 

Si tratta di una filiera autorizzativa con logiche di business che può tuttavia determinare situazioni di carichi di lavoro eccessivo e a basso valore aggiunto.

Per un'organizzazione bancaria, abbiamo reso possibile il superamento di queste criticità sostituendo l’azione umana con l’automazione dei processi.

“A livello funzionale” spiega Simone Bottazzi, capo progetto “attraverso un intervento di Robotic Process Automation abbiamo assegnato un formato standard all’inserimento dei dati e ottimizzato il processo di produzione ed esecuzione della certificazione”.

Con l’impiego di strumenti specifici per la creazione di RPA, come Automation Anywhere, sono state registrate e parametrizzate le operatività degli utenti rendendole ripetibili su tutte le pratiche, in maniera automatizzata, attraverso la configurazione di bot.

“La peculiarità dell’intervento di robotizzazione” precisa Oscar Ibattici, CTO “è legata al fatto che l’automazione prevedesse l’interazione di molteplici sistemi, sia interni che esterni alla banca: tali sistemi non erano modificabili nell’ambito del progetto e quindi il solo modo per configurare l’automazione era quello di simulare le azioni dell’utente”.

L’intervento ha generato importanti benefici per l’organizzazione.

“Una volta lanciato” continua Simone Bottazzi “il sistema automatizzato non si arresta fino a quando non ha concluso la sessione di lavoro, la percentuale di errore umano viene azzerata e il personale può essere destinato ad altre attività”.