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Migrazione tecnologica: Credem

/ Migrazione tecnologica: Credem

 
Il progetto di migrazione tecnologica che abbiamo realizzato per Credem è stato oggetto di una conferenza tematica nella sede di Micro Focus. Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti.
 
 
Il progetto di migrazione tecnologica che abbiamo realizzato per Credem è stato oggetto di una conferenza tematica nella sede di Micro Focus. Ad attirare l’attenzione degli stakeholders presenti - rappresentati in gran parte da istituti finanziari e di credito -, la possibilità di criptare i database degli ambienti evolutivi per mascherare i dati sensibili dei clienti, anche in virtù dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679) che, a partire da maggio 2018, obbligherà le aziende di qualsiasi dimensione e comparto ad adottare un sistema di processi finalizzati a rafforzare la protezione dei dati personali dei cittadini e dei residenti nell'Unione Europea, infliggendo pesanti sanzioni in caso di trasgressione.
 
I punti di forza del case study sono legati alle risultanze delle fasi di progetto, finalizzate a popolare l’ambiente di collaudo utilizzando il mascheramento dei dati, con la possibilità di attuarne una riduzione. Nel dettaglio, sono state oggetto di migrazione 83 procedure, così articolate:

    •    2345 tabelle DB2, contenenti oltre 10 mld di records, per un dimensionamento di 3 terabyte;
    •    34 archivi DL/I, suddivisi in 120 segmenti, per un totale di oltre 130 mln di records, per un dimensionamento di 18 gigabyte;
    •    194 File Sequenziali, contenenti oltre 190 mln di records, per un dimensionamento di 63 gigabyte

Contestualmente alla migrazione in ambiente di collaudo, abbiamo elaborato le 83 procedure con processi di riduzione che hanno permesso di ottenere i seguenti risultati:

    •    -90% delle dimensioni delle tabelle DB2 rispetto all’ambiente di produzione;
    •    -35% delle dimensioni degli archivi DL/I;
    •    -70% dello spazio allocato per i files sequenziali

“È stato stimolante per noi presentare il nostro lavoro a una platea così profilata – spiega Daniele Pedrelli, General Data Protection Officer in Side Soft – abbiamo avuto la possibilità di illustrare le fasi e i risultati di un intervento complesso ma estremamente performante e migliorativo dei processi di mascheramento dei dati”.