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Fidi: gestione delle pratiche elettroniche

/ Fidi: gestione delle pratiche elettroniche

 
Un tempo erano i direttori di banca a stabilire il rating di un cliente. Nell’era dei big data, sono invece i database a stabilire il livello di affidabilità dei clienti. Per un primario istituto di credito italiano ci siamo di recente occupati della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido.
 
 
Un tempo erano i direttori di banca a stabilire il rating di un cliente: se gli indicatori “empirici” dati dalla conoscenza personale, dall’intuito e dalla variabile propensione al rischio deponevano a favore del richiedente, il fido veniva concesso. In caso contrario, venivano sciorinate una serie di giustificazioni ostative, spesso standardizzate e preconfezionate, che servivano al direttore a rigettare la richiesta.  In un caso o nell’altro, si trattava di scelte non scientifiche, adottate spesso a costo di imbarazzi, abbagli e, talora, drammatici errori.

Nell’era dei big data, sono invece i database a stabilire il livello di affidabilità dei clienti. Per un primario istituto di credito italiano ci siamo di recente occupati della system integration di un applicativo di gestione delle pratiche elettroniche di fido, adattandolo all’ambiente informatico in cui la banca abitualmente opera. L’integrazione tra applicativo, infrastruttura digitale e banche dati nella disponibilità dell’istituto è in grado di generare, in tempo reale, una quotazione – un rating, appunto – che stabilisce se e quando un fido può essere concesso.

“Le liste di indicatori sono composte da basi dati esistenti sia interne che esterne - andamenti dei rapporti, rate insolute, segnalazioni centrale rischi, valutazione del patrimonio immobiliare - integrate da informazioni raccolte dal redattore della pratica, come gli stipendi, e la composizione nucleo familiare” spiega Daniele Pedrelli, responsabile commerciale Side Soft “tutto questo patrimonio di dati viene conferito a un sistema esperto, validato da Bankit, che pesa e mette in relazione i vari indicatori per conferire una serie di punteggi a varie aree, e un punteggio finale sintetico: questo punteggio viene inserito in una griglia di intervalli che determina la classe di rating del cliente, identificandone sinteticamente la qualità ovvero la rischiosità”.

In questo modo le informazioni quantitative di cui i direttori oggi possono disporre hanno sicuramente un fondamento scientifico, riducendo in maniera significativa i margini d’errore. L’abilità e l’intuizione di un direttore, tuttavia, restano saldamente doti umane, insostituibili anche dal più raffinato degli applicativi.